Gli italiani e l'acqua: quante incomprensioni

spreco dell'acqua

Dall’anticipazione dell III Libro Bianco dell’Osservatorio Community Valore Acqua per l’Italia di The European House Ambrosetti emergono una serie di paradossi nel modo in cui gli italiani si rapportano all’acqua.

La consapevolezza della necessità di evitare lo spreco dell’acqua è molto diffusa, ad esempio. Ma le nostre azioni quotidiane sono spesso molto meno virtuose di quanto immaginiamo. 

Vediamo gli otto paradossi nel dettaglio.

Non è un problema mio

Dopo la situazione lavorativa e il cambiamento climatico, gli italiani elencano il rischio di scarsità di acqua e della siccità. Che si classifica al terzo posto tra le preoccupazioni del Paese, ancora prima della Salute, quando siamo ancora in uscita dalla pandemia.

Eppure, ed è qui che sta il paradosso, il problema della scarsità di risorse idriche viene ritenuto un problema nazionale, non relativo al proprio territorio. Con percentuali diverse, questo fenomeno accomuna tutto il Paese.

Il consumatore si crede attento, ma non lo è

La grande maggioranza degli italiani dice di consumare responsabilmente l’acqua e di evitare sprechi. Eppure, due terzi dei nostri connazionali sottostimano il loro consumo giornaliero.

E continuano ad avere atteggiamenti che portano, di fatto, a uno spreco di acqua.

Non beviamo l’acqua del rubinetto

L’acqua che esce dai rubinetti delle nostre case è, in media, tra le migliori dell’Unione Europea. Ma siamo allo stesso tempo i maggiori consumatori di acqua in bottiglia del continente.

Solo il 29,3% degli italiani beve l’acqua del rubinetto. Chi non lo fa elenca, tra le ragioni per cui preferisce l’acqua in bottiglia, il cattivo sapore o la paura che non ci si possa fidare dei controlli sulla qualità e dell’igiene.

La metà di chi beve solo acqua in bottiglia, però, beve senza problemi dagli erogatori pubblici d’acqua: fontanelle pubbliche nei parchi o altre strutture simili. 

Il costo dell’acqua è inferiore di quanto pensiamo

L’86% degli italiani sovrastima il costo dell’acqua in bolletta, anche se il 90% non ha idea di quale sia la tariffa dell’acqua pubblica.

Il costo medio annuo è di 85 euro. Eppure, 1 italiano su 3 pensa di spendere circa il doppio.

Il costo è sempre e comunque troppo

Questo paradosso è legato al precedente: la grande maggioranza degli italiani non sa quanto spende di acqua, ma pensa comunque che il costo sia eccessivo. E questo nonostante la tariffa idrica italiana sia, in media nazionale, tra le minori in Europea

I bonus per risparmiare sono sconosciuti

Ancora un paradosso collegato agli altri. Gli italiani ritengono di spendere troppo per l’acqua, ma ignorano completamente le misure che consentono ai più bisognosi di spendere meno.

Il 60% ignora l’esistenza del bonus idrico, della tariffa agevolata e della possibilità di rateizzare la bolletta dell’acqua.

Per l’acqua spenderemmo di più (ma per avere cosa?)

La combinazione dei paradossi precedenti ci porta alla constatazione che gli italiani, il 52% circa, pagherebbero di più per rendere il servizio idrico più sostenibile. 

Un dato che fa riflettere, visto che circa la metà delle risorse idriche nazionali vengono disperse a causa di una infastruttura di distribuzione in molti casi obsoleta.

Non si sa che cosa c’è oltre il rubinetto

Il paradosso più interessante per i player del settore è che il 37,3% degli italiani non conosce il nome del gestore del Servizio Idrico Integrato della propria zona di residenza. E la metà della popolazione ignora che nelle competenze del SSI rientrano anche la depurazione delle acque e la gestione delle fognature. 

Insomma, la consapevolezza di molti italiani si ferma al rubinetto di casa: non hanno la più pallida idea di che cosa avvenga prima.

Questo si traduce in una serie di comportamenti non virtuosi. Sappiamo che l’acqua è un bene prezioso e una risorsa indispensabile, ma non ne conosciamo il costo né tantomeno il reale valore.

E proseguiamo quindi con una cultura del consumo tutt’altro che sostenibile e che sorprenderebbero i cittadini di Paesi in cui le risorse idriche sono molto scarse.

Pensiamo ad esempio a comportamenti tutto sommato poco razionali, come l’uso dell’acqua potabile per lavare l’automobile o per innaffiare il giardino.