Il settore del ciclo idrico esteso italiano vale 21,4 miliardi di euro. Nel periodo 2013-2019 il comparto è cresciuto in media del 4,4% ogni dodici mesi, con un aumento annuo degli occupati pari all’1,7%, superiore a quello della media delle imprese italiane e del settore manifatturiero. Tuttavia, il settore sconta un limitato tasso di investimento, con l’Italia agli ultimi posti in Europa, infrastrutture obsolete e inefficienti e un tasso di dispersione superiore al 47%. Come se non bastasse, il nostro è un Paese fortemente idrovoro, con prelievi di acqua a uso potabile doppi rispetto alla media europea e il massimo consumo mondiale di acqua minerale in bottiglia, che tocca i 200 litri per abitante nonostante la qualità dell’acqua di rete sia la migliore d’Europa. A completare il quadro, il 21% del territorio nazionale è a rischio di desertificazione e siamo al diciottesimo posto in Europa nell’indice che identifica l’impatto della gestione idrica sul raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS-SDGs) dell’Agenda Onu 2030.
Una filiera per lo sviluppo del Paese
I dati emergono dalla seconda edizione del libro bianco “Valore Acqua per l’Italia: Acqua, una risorsa chiave per il rilancio sostenibile del Paese”, frutto dell’Osservatorio Community Valore Acqua per l’Italia, la piattaforma promossa nel 2019 da The European House – Ambrosetti a cui aderiscono numerosi stakeholder del comparto. «La Community nasce dall’esigenza degli attori della filiera dell’acqua di incoraggiare una gestione efficiente e sostenibile della risorsa acqua, identificando gli ostacoli da affrontare e i fattori acceleranti per favorire lo sviluppo dei servizi della filiera estesa». Chi parla è Mauro Gallavotti, CEO di Gruppo Celli, azienda attiva nella produzione di impianti e accessori per la spillatura di bevande nonché main sponsor della Community.
Gli operatori fanno sistema
La filiera estesa dell’acqua è al centro del Libro Bianco, che ha raccolto e analizzato i dati economici pluriennali di 2 milioni di aziende, per un totale di oltre 50 milioni di osservazioni, tratteggiando la prima mappatura completa del comparto in Italia e nei principali Paesi europei e mettendo a sistema i contributi di tutti gli attori che vi operano: dai gestori della rete agli erogatori del servizio, dal settore agricolo a quello industriale, dai provider di tecnologia alle istituzioni preposte. Lo studio avanza una stima secondo cui un valore pari al 17,5% del Pil italiano non potrebbe essere generato senza l’acqua. «Oggi più che mai, una filiera efficiente e sostenibile è una questione di sistema, con ricadute sullo sviluppo del Paese e sulla quotidianità di cittadini e imprese. Per questo è fondamentale aderire a una visione e una strategia comuni, in grado di mettere a sistema i contributi di ogni figura protagonista della filiera estesa dell’acqua», conclude Gallavotti.
Crisi idrica, un rischio globale
Nel mondo oltre 2,2 miliardi di persone sono prive di accesso all’acqua potabile e 4 miliardi sono afflitte da scarsità d’acqua o prive di sistemi di purificazioni sicuri, ponendo la crisi idrica tra i principali rischi globali. In Italia il tema critico è quello della sostenibilità dei consumi. «Occorre adottare scelte che favoriscano un utilizzo più razionale ed efficiente della risorsa idrica, valorizzando l’acqua di rete: le utility e le imprese del settore possono rivestire un ruolo cruciale nel percorso di modernizzazione e rilancio sostenibile del sistema. Ma è fondamentale una politica di incentivi fiscali e di rafforzamento del settore idrico, attraverso la collaborazione tra municipalità e società di distribuzione e con il rifinanziamento del piano strategico per le grandi infrastrutture», afferma Mauro Gallavotti, CEO di Gruppo Celli.
La community del ciclo idrico esteso
Promossa da The European House – Ambrosetti, la Community Valore Acqua per l’Italia identifica nella gestione delle risorse idriche un driver primario di competitività e sviluppo industriale, ponendosi l’obiettivo di avanzare proposte al Governo e l’ambizione di incidere nel percorso di modernizzazione e rilancio sostenibile del sistema Paese. Ne sono partner A2A, Celli Group, MM, SMAT, Acquedotto Pugliese, ANBI – Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue, Schneider Electric, SIT Group, Fisia Italimpianti – Gruppo Webuild, SOTECO, RDR, Consorzio Idrico Terra di Lavoro, Brianzacque, Padania Acque e Maddalena.