La storia del progetto Acca2bo comincia nel 2020 con uno studio dedicato agli scenari climatici e agli investimenti idrici nell’area metropolitana di Bologna, condotto da Nomisma in collaborazione con il Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. Le evidenze emerse dalla ricerca confermano quanto i principali gestori idrici della Città Metropolitana di Bologna hanno già potuto constatare da tempo: negli ultimi anni l’incremento delle situazioni metereologiche estreme e una sensibile variazione stagionale delle disponibilità idriche rischiano di compromettere l’equilibrio della rete idrica locale. Serve un’azione congiunta che coinvolga quanti sono attivi sul territorio in questo ambito, dai gestori alle istituzioni, dalle imprese agli enti di ricerca.
Un contratto di territorio per l’acqua
«La gestione idrica dell’area bolognese ha mostrato risultati positivi in questi anni, ma le attese di un potenziale incremento di domanda idrica in termini di volumi e di ettari serviti, seppure con una notevole diversificazione tra uso agricolo e idropotabile, insieme alla prospettiva di severità e variabilità idrica, hanno spinto l’ecosistema dei gestori idrici di Bologna a promuovere un’iniziativa congiunta e a lanciare alla comunità metropolitana la proposta per la realizzazione di un contratto di territorio sull’acqua aperto a tutti gli attori locali, dalle istituzioni alla società civile, dai professionisti alle imprese, dall’università alle associazioni», afferma Marco Marcatili, Responsabile Sviluppo e Sostenibilità di Nomisma. Gli abbiamo chiesto in che modo il progetto Acca2Bo, promosso da Autorità di Bacino del Fiume Po, Consorzio della Bonifica Renana, Gruppo Hera e Canali di Bologna, si propone di raccogliere la sfida e di dare risposta alle criticità emerse dallo studio.
Domanda: Che cos’è esattamente il progetto Acca2bo e in che modo è funzionale alla visione espressa dal contratto di territorio?
Risposta: Acca2Bo è uno strumento di progettazione tecnica, economica e sociale coordinato dal gruppo Sviluppo & Sostenibilità di Nomisma, in cui mondo accademico, portatori di interesse, istituzioni, imprese e comunità possano fornire il loro punto di vista e contributo diretto. L’obiettivo ultimo è quello di costruire entro la fine del 2021 un’agenda economica reale degli investimenti idrici sulla città metropolitana di Bologna in relazione alle varie tipologie di finanziamenti disponibili: fondi europei gestiti dalla Regione, risorse del PNRR gestiti a livello nazionale, investimenti dei gestori e possibilità di attingere dalla tariffa idrica, che sul territorio bolognese resta tra le più basse in Italia.
D: Chi sono i soggetti coinvolti nel progetto?
R: Il Contratto è promosso dai principali gestori idrici dell’acqua dell’Area Metropolitana di Bologna: Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po, il Consorzio della Bonifica Renana, Canali di Bologna e Gruppo Hera. Ognuno di essi sta affrontando in maniera estesa ed approfondita il tema della risorsa d’acqua in relazione ai cambiamenti climatici, venendo così a rappresentare, anche nel contesto regionale e nazionale, un punto di vista virtuoso. In questi mesi di lavoro l’obiettivo è quello di coinvolgere nuovi soggetti interessati a fare la propria parte e partecipare attivamente a questo processo diventando sottoscrittori volontari di questo strumento pattizio e collaborativo.
D: Quali sono gli obiettivi nel breve e nel lungo termine?
R: Il Contratto di Territorio per la Città Metropolitana di Bologna nasce come risposta alla necessità di dotarsi di uno strumento sinergico e partecipato per la valorizzazione dell’area metropolitana, il miglioramento dell’abitabilità e della fruibilità per l’uomo, la garanzia dell’ambito agricolo e montano nel contesto metropolitano. Gli obiettivi del progetto sono riassumibili in alcuni capitoli principali: riconoscere i problemi collegati alla risorsa idrica; presentare proposte inerenti la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche, la valorizzazione dei territori fluviali; prevenire il rischio idraulico; trattenere la risorsa idrica in una logica di “Banca dell’acqua”; garantire il corretto uso e riuso dell’acqua in ambito agricolo e industriale; contribuire allo sviluppo locale. Questi obiettivi rappresentano una declinazione mirata al contesto di riferimento per questo possono risultare parziali se confrontati con gli strumenti predisposti a livello regionale (si veda, ad esempio, il Programma di misure elaborato nel Piano di gestione del distretto idrografico del Po). Con lo stesso approccio, al fine di costruire un piano concreto e reale, sono state tracciate alcune priorità strategiche, tramite il confronto con mondo accademico, istituzioni e i gestori della risorsa idrica.
Vari filoni di intervento
Il progetto Acca2bo è costituito da vari filoni di intervento: la creazione di una water bank che tenga conto di tutte le risorse disponibili; la gestione ecologica dell’acqua di drenaggio, tramite azioni NBS e con la creazione di infrastrutture territoriali; la valutazione dei servizi ecosistemici, come approccio necessario per rendere comparabili, attraverso una metrica comune, i temi sociali, ambientali ed economici e affrontare compiutamente le scelte strategiche. «Naturalmente, per procedere su questi fronti, appare necessario valutare, quantificare e monitorare attraverso l’attuazione di studi ad hoc la disponibilità di risorsa idrica e pianificarne l’utilizzo, mitigandone le incertezze attuali (prima azione prioritaria) e procedendo alla catalogazione dei volumi disponibili di acque superficiali, di falda e di recupero», puntualizza Marco Marcatili di Nomisma.
Una serie di eventi aperti al pubblico
Dal mese di giugno, con il lancio del progetto, fino a novembre, quando si passerà all’azione, una serie di eventi aperti al pubblico accompagna il cantiere realizzativo del contratto. Obiettivo, coinvolgere istituzioni, comunità e imprese nella costruzione del documento, ma anche mostrare i progressi raggiunti e le scelte compiute. Tutte le iniziative sono funzionali alla costruzione di un “piano industriale dell’acqua” che parta dal riconoscimento della situazione esistente e dalla consapevolezza delle sfide future, individuando intenzionalità comuni per azioni di medio termine credibili, sostenibili e finanziabili. Info su www.acca2bo.it.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2021 di Energia&Mercato