Intesa Sanpaolo e Acea supportano le imprese che tutelano l’acqua

Intesa Sanpaolo Acea tutela dell'acqua
Anna Roscio, Responsabile Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo

La notizia è della metà di luglio: Intesa Sanpaolo e Acea hanno siglato un accordo nazionale per la gestione sostenibile dell’acqua nei processi produttivi delle aziende.

L’iniziativa, per la quale l’istituto bancario metterà a disposizione 20 miliardi di euro, si colloca in continuità con le misure del PNRR per la tutela della risorsa idrica e rientra nel più ampio plafond creditizio di 410 miliardi di euro annunciati dal CEO Carlo Messina per nuovi finanziamenti proprio a sostegno delle iniziative del Piano. Ne abbiamo parlato con Anna Roscio, Responsabile Direzione Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo.

Domanda: Come nasce il progetto a supporto del settore idrico in partnership con Acea?

Risposta: Nasce dalla comune consapevolezza che i cambiamenti climatici innescati dal riscaldamento globale stanno contribuendo ad alterare l’equilibrio del ciclo idrologico, con significative conseguenze sulla disponibilità e sulla distribuzione della risorsa più importante per la vita, l’acqua.

Il nostro Paese non ne è esente e negli ultimi 20 anni da Nord a Sud è aumentata la frequenza delle crisi idriche. La percezione erronea che l’acqua sia una risorsa sempre e comunque disponibile ha nel tempo ridotto l’attenzione all’utilizzo efficace e alla corretta gestione, sia nelle utenze civili che produttive.

Questo accordo, che rappresenta la prima partnership del genere sul settore idrico in Italia, punta innanzitutto a supportare l’evoluzione delle infrastrutture idriche nel Paese e a incentivare le imprese nel ridurre il proprio impatto sull’ambiente con l’adozione di misure di risparmio nell’utilizzo e riutilizzo, fattori imprescindibili per la sostenibilità nonché rilevanti per i bilanci aziendali.

D: Qual è il ruolo di Intesa Sanpaolo e quale l’apporto di Acea?

R: Opereremo insieme, con ruoli complementari e sinergici, affinché aumentino gli investimenti strategici delle aziende, venga favorita la condivisione del know-how tecnico-industriale e si attivi anche nel settore idrico la spinta a innovare attraverso nuove tecnologie e servizi. L’impatto atteso sulle imprese è di stabilizzare l’approvvigionamento tutelandosi dai rischi di una minore disponibilità nei momenti di siccità. Come Intesa Sanpaolo abbiamo stanziato 20 miliardi di euro di finanziamenti per gli investimenti delle imprese in questa direzione.

Lavoreremo con i nostri clienti, circa 1,2 milioni di PMI e microimprese, per divulgare la cultura dell’acqua e favorire gli investimenti. Questo accordo si inserisce nel massiccio e articolato impegno del Gruppo a favore della transizione ambientale e dei fattori ESG nel loro complesso, sia attraverso strumenti finanziari ad hoc che con consulenza specializzata.

Tra il 2021 e il primo semestre di quest’anno, abbiamo erogato circa 59 miliardi di euro tra il disponibile a supporto di green economy, economia circolare e transizione ecologica. In ben 15 regioni abbiamo già attivato i Laboratori ESG di Intesa Sanpaolo: punti di incontro fisico e virtuale per accompagnare le piccole e medie imprese nell’approccio alla sostenibilità, per migliorarne il profilo di sostenibilità e supportare gli investimenti in progetti di economia sostenibile, digitale e circolare.

D: Chi sono le aziende target dell’iniziativa?

R: Sostenibilità ambientale e sociale hanno un impatto rilevante sulla crescita e la competitività di tutte le nostre imprese, non a caso a oggi abbiamo erogato oltre 7 miliardi di euro di S-Loans, finanziamenti innovativi che accompagnano gli sforzi delle imprese nella direzione di una maggiore sostenibilità, con un meccanismo di riduzione dei tassi legato al raggiungimento di obiettivi ESG.

Anche il tema dell’efficientamento idrico è trasversale a tutti i settori produttivi. Tra quelli più coinvolti c’è l’agricoltura, che oggi assorbe circa il 55% della risorsa idrica nazionale, ma anche la manifattura e i servizi in generale sono utilizzatori dell’acqua a fini industriali per quasi per il 27% del totale. Per il sistema agricolo l’acqua è un input essenziale per tutte le attività, ma anche per le cosiddette attività idrovore, quali l’industria della gomma e della plastica, il tessile e abbigliamento, la siderurgia, la carta, il legno e arredo, l’industria alimentare, il turismo, le costruzioni.

Ma anche per il settore energetico, dove la risorsa idrica serve per la produzione e la trasmissione di energia elettrica o di gas. L’acqua è elemento essenziale per la produzione di energia idroelettrica, che in Italia ha un ruolo fondamentale. Parliamo quindi di una platea molto ampia, tra cui circa 1,5 milioni di imprese agricole, 330mila imprese del settore manifatturiero, oltre 9mila imprese del settore energetico.

D: Ci sono alcune tipologie di progetti che considerate strategici e particolarmente meritevoli?

R: In questa fase una delle priorità è la progettualità dedicata al settore agricolo. In questo comparto le nuove tecnologie possono fare una immediata differenza, pensiamo ad esempio ai sistemi di irrigazione meccanizzati in grado di ridurre la perdita idrica. I pilastri dell’accordo guardano in generale ai progetti innovativi del mondo produttivo, che siamo pronti a finanziare con soluzioni a breve e medio-lungo termine.

Favoriremo un accesso privilegiato a nuove tecnologie e vogliamo inoltre dare continuità nel tempo, obiettivo per il quale abbiamo costituito un Osservatorio Idrico congiunto. Verranno promosse attività di formazione professionale e accademica per lo sviluppo delle competenze dei futuri water manager e sosterremo la diffusione di soluzioni per il riuso delle acque reflue depurate a scopi agricoli e industriali tramite il modello delle comunità idriche.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2024 di Energia&Mercato