Un algoritmo può ridurre gli sprechi idrici fino al 30%. Nell’industria il 43% delle perdite di acqua

Scops Quick Algorithm
Jacopo Piana, Fondatore e CEO di Quick Algorithm

Ogni anno in Italia un terzo dell’acqua immessa in rete va sprecata e la quota sale al 42% se si considera la sola acqua potabile. Non è una novità: le perdite sono imputabili al processo di distribuzione, supportato da una rete idrica vetusta e dissestata, con il 43% degli sprechi in capo all’industria, il 40% legato ai consumi domestici, il 17% ascrivibile all’agricoltura.

Oggi, tuttavia, i sistemi basati sulle tecnologie digitali e sull’intelligenza artificiale sono in grado di contribuire alla riduzione degli sprechi idrici, consentendo risparmi stimati nell’ordine del 30%.

Smart Water Monitoring, un settore in ascesa

Se la crisi idrica interessa infatti il 17% del territorio europeo, è in rapida crescita in tutta Europa il settore dello Smart Water Monitoring, che facendo leva sulle tecnologie digitali per il monitoraggio avanzato delle reti, è un utile strumento per la prevenzione di sprechi e guasti.

Una panoramica sul comparto, che vale 16 miliardi di dollari a livello globale e secondo stime recenti promette di toccare i 45 miliardi nel prossimo decennio, emerge dallo Smart Water Monitoring Report, realizzato da JEME Bocconi per la startup italiana Quick Algorithm in occasione della Giornata Mondiale del Monitoraggio delle Acque dello scorso 18 settembre.

Soluzioni per il monitoraggio avanzato

La stessa Quick Algorithm ha messo a punto Scops, una soluzione che combina sensori IoT a lungo raggio con l’intelligenza artificiale per monitorare i dati provenienti da macchinari e infrastrutture con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica, idrica e produttiva del settore industriale.

La soluzione Scops, adottata da aziende che operano in diversi ambiti industriali e da alcuni gestori della distribuzione dell’acqua e dei servizi fognari, agisce combinando Intelligenza Artificiale e IoT, contribuendo ad aumentare l’efficienza idrica e a ridurre gli sprechi di acqua fino al 30%.

«La tecnologia oggi consente di raccogliere e analizzare dati in una scala mai vista prima; questa è un’opportunità enorme per tutte le sfide di competitività e sostenibilità che stiamo affrontando come paese e come pianeta. Applicare questa potenza di analisi al monitoraggio delle risorse idriche, attraverso strumenti avanzati di Smart Water Monitoring, significa poter individuare malfunzionamenti, sprechi e consumi anomali in tempo reale e con una capillarità prima impensabile. Essere allertati di un consumo anomalo o del malfunzionamento di un impianto dopo qualche ora, invece che dopo qualche settimana o mese, può fare una differenza decisiva quando si parla di grandi numeri», afferma Jacopo Piana, Fondatore e CEO di Quick Algorithm.

La tecnologia è funzionale anche per il monitoraggio energetico e la manutenzione predittiva: in un caso di successo in ambito industriale, Scops ha generato un risparmio di 6 milioni di euro, pari al 15% dei costi energetici totali, oltre a prevenire perdite di produzione superiori al milione e mezzo di euro identificando un imminente guasto.

Anche dal PNRR fondi per la crisi idrica

Per affrontare la questione delle perdite di acqua potabile nella rete idrica nazionale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stanziato 900 milioni di euro: un investimento pubblico, finanziato in parte dal PNRR (che alloca 293 milioni di euro al progetto), che mira all’ammodernamento ed efficientamento dell’infrastruttura esistente e punta a contrastare le perdite dovute alla dispersione di acqua, che in un anno raggiungono i 10 miliardi di euro.

Ad oggi sono 33 gli interventi già approvati, con una spesa ripartita in 536 milioni di euro destinati all’upgrade della rete idrica del Centro-Nord e 364 milioni di euro per il rinnovamento di quella del Sud.

L’obiettivo da raggiungere entro la fine del 2024 è la dotazione di 45.500 km (9,1% del totale) di condotte di acqua potabile di sensori e strumentazione di controllo deputati a individuare tempestivamente le perdite, a localizzarle con precisione e a fornire i dati necessari per attivare interventi risolutivi. Entro marzo 2026, si punta a riconvertire 72mila km (15% del totale) di condutture, tutto a beneficio della qualità del servizio erogato ai cittadini e dell’efficienza della distribuzione nel settore industriale.