Come noto, la rete idrica italiana perde una quantità importante di acqua, aggravando l’emergenza siccità. Eppure l’intelligenza artificiale potrebbe dare una mano, grazie a monitoraggio dinamico e manutenzione predittiva.
Grazie ad algoritmi che elaborano i dati in tempo reale, infatti, si possono identificare i punti della rete idrica a maggior rischio, pianificando sostituzioni mirate per impedire che un guasto si verifichi, anziché ripararlo.
Sensoworks, un'azienda italiana, ha sviluppato algoritmi che prendono in considerazione i fattori che possono determinare la rottura di una condotta. L’età, il materiale o il diametro, ad esempio, ma anche cause esterne come la temperatura, il tipo di suolo, il livello di profondità, la presenza di radici nel terreno, i cedimenti dello stesso.
E vengono considerati anche i dati storici degli anni precedenti.
Questo insieme di dati permette di realizzare una manutenzione predittiva, che previene il guasto, appunto.
L'internet delle cose per la rete idrica
Le reti idriche, in realtà, hanno anche altri problemi che potrebbero essere affrontati con la tecnologia. L’utilizzo di tecnologie connesse per rilevarne lo stato e i parametri permette sia di migliorarne la sicurezza, sia di efficientarne la gestione.
«Il punto è che oltre il 60% della rete idrica italiana ha più di 30 anni di vita ed il 25% ha addirittura una vetustà di oltre 50 anni» spiega Niccolò De Carlo, ceo e co-fondatore di Sensoworks, startup nata 2 anni fa per creare soluzioni innovative per il monitoraggio dinamico delle infrastrutture e dei nascenti servizi di smart city.
Si dovrebbe pensare a un ammodernamento, ma il tasso nazionale di rinnovo è pari a circa 4 metri di condotta per ogni chilometro di rete. «Quindi per sostituire tutta la rete si ci impiegherebbe 250 anni con una spesa pari a 5 miliardi di euro l’anno» sostengono gli analisti di Sensoworks.