Siccità: perché in Italia manca l’acqua? Semplice: la sprechiamo

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L’emergenza siccità contraddistingue l’estate 2022, già resa difficile dalla crisi geopolitica e dal rincaro dell’energia.

Perché in Italia manca l’acqua? Non è solo a causa del cambiamento climatico e del brusco calo delle precipitazioni e delle nevicate invernali: in Italia, infatti, sprechiamo anche moltissima acqua.

Gli acquedotti perdono quasi la metà dell'acqua

I dati dell’ENEA ci dicono che il consumo medio di acqua a uso civile, nelle abitazioni e nel settore terziario, è di circa 200 litri per abitante al giorno.

Beh, in fondo l’Italia ha 7.594 corsi d’acqua, 324 laghi, oltre 1.000 falde sotterranee. L’11% delle piogge è catturato dalle 526 dighe presenti nel nostro pese.

Il problema è che noi sprechiamo moltissima acqua: non solo mancano le infrastrutture, ma la rete di acquedotti in Italia è poco efficiente. La rete perde infatti in media il 41,2% dell’acqua immessa, quasi la metà.

E il dato raggiunge anche il 48% in alcune aree geografiche. Nessuno è realmente virtuoso in Italia, quando si tratta di efficienza degli acquedotti: le zone che fanno meglio sono comunque sopra il 20% di acqua sprecata.

In Germania, per capirci, il dato è del 6,5%.

Il consumo dei settori produttivi

Torniamo alla nostra acqua e al modo in cui la consumiamo. Il 50% del fabbisogno idrico è rappresentato dall’uso agricolo. Quando l’acqua è meno disponibile, servono tecniche più efficienti per irrigare: l’irrigazione subsuperficiale, quella sottochioma o quella a goccia.

E la ricerca dovrebbe individuare metodi innovativi per riutilizzare le acque reflue trattate. ENEA, ad esempio, ha sviluppato un prototipi tecnologicamente avanzato che controlla in tempo reale la qualità degli effluenti depurati.

Si può così scegliere dove destinarli, ad esempio per irrigare i campi coltivati. Che potrebbero anche ridurre i consumi chimici.

Consumare meno anche in casa

Certo, anche le famiglie possono contribuire, riducendo le perdite e usando l’acqua in modo più razionale. Un compito a cui sono chiamate anche imprese e pubbliche amministrazioni.

Ma serve soprattutto rendere più efficiente e digitale la rete di acquedotti, per non sprecare l’acqua che abbiamo, e lavorare sulle tecnologie, come i dissalatori.