Alla fine di gennaio la società tedesca Aquila Clean Energy, attiva in Europa con un portafoglio rinnovabile dalla capacità di circa 9,5 GW, ha annunciato un piano di investimenti da oltre mezzo miliardo di euro, che servirà per realizzare impianti agrivoltaici in Sicilia.
I progetti per i sette impianti, che insistono sulle province di Palermo, Trapani, Catania ed Enna, si trovano in fase avanzata dell’iter autorizzativo. Una volta a regime, i parchi solari saranno in grado di produrre energia per una capacità complessiva di circa 570 MW.
Una settantina di progetti in Italia
Nel nostro Paese, la società basata ad Amburgo ha acquisito una settantina di progetti e nel 2022 ha aperto una sede operativa con una ventina di persone basate a Milano, facendo il paio con la base estera già attiva a Singapore. I piani italiani si inscrivono infatti nel più ampio sviluppo globale dell’azienda, la cui capogruppo Aquila Capital gestisce fondi per quasi 15 miliardi di euro in tutto il mondo, investiti in progetti eolici e fotovoltaici vicini ai 14GW.
«Abbiamo iniziato a investire in Italia nel 2021 e in due anni e mezzo abbiamo acquisito e sviluppato una settantina di progetti, per la maggior parte connessi in alta tensione, ampiamente distribuiti sul territorio nazionale: siamo presenti dal Friuli al Veneto all’Emilia Romagna e poi, ancora, in Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Se il Sud Italia vanta un irraggiamento maggiore, al Nord esistono aree geografiche con ampia disponibilità di terreno pianeggiante», racconta Alberto Arcioli, Responsabile sviluppo di Aquila Clean Energy in Italia.
Tutti impianti agrivoltaici
La maggior parte degli impianti sorgeranno secondo la formula dell’agrivoltaico, in cui la produzione di energia rinnovabile da pannelli fotovoltaici convive con le coltivazioni agricole.
«Una specializzazione che abbiamo intrapreso innanzitutto per motivazioni ambientali, nella volontà di realizzare progetti fotovoltaici senza sottrarre terreno all’agricoltura, anzi preservando e migliorando la resa dei terreni agricoli. E disinnescando uno degli argomenti più insidiosi tra quelli che vengono usati per bloccare gli iter autorizzativi, cioè il consumo di suolo ai danni dell’agricoltura», continua Arcioli.
Un teorema accusatorio da smontare
Un teorema accusatorio efficacemente smontato dalla pratica dell’agrivoltaico, che mostra di avere benefici sia sul fronte energetico sia su quello agricolo, malgrado, sul versante opposto, sia stato recentemente sottolineato come questo tipo di impiego abbia accresciuto il costo dei terreni agricoli.
Si tratta tuttavia di un aumento che non incide sulla fattibilità dei progetti e nemmeno, a ben guardare, sulle attività agricole.
«In alcuni casi, i progetti fotovoltaici sono sviluppati su terreni censiti al catasto come agricoli ma che nella realtà dei fatti non sono coltivati. Tuttavia, il solo fatto che siano definiti agricoli costituisce un argomento per sostenere che i progetti sottraggono terreni all’agricoltura, anche quando si tratta di appezzamenti incolti. L’agrivoltaico costituisce una soluzione ottimale, poiché la realizzazione degli impianti è vincolata all’esistenza di un progetto di valorizzazione agricola del terreno», spiega ancora Alberto Arcioli.
PPA, in Italia il potenziale è alto
I progetti di Aquila Clean Energy prevedono coltivazioni a uliveto intensivo, con piante che vanno a produzione in soli tre anni. In ciascun caso, il design dell’impianto fotovoltaico si adatta alle coltivazioni, con moduli installati in corsie adatte a consentirne la piantumazione e la cura. Portando al mercato agricolo italiano, estremamente parcellizzato, un vantaggio in termini di efficienza e redditività.
Gli impianti sono tutti utility scale, nella stragrande maggioranza dei casi oltre i 10 MW, collegati in alta tensione. L’energia prodotta verrà venduta sul mercato o attraverso PPA, contratti di vendita a lungo termine e a prezzo fisso con aziende: una formula che nel nostro Paese è ancora poco diffusa e che proprio per questo mostra un importante potenziale di sviluppo.
Dal progetto alla realizzazione, alla vendita di energia
Ma qual è, esattamente, il ruolo di Aquila Clean Energy nelle varie fasi del processo che porta dalla progettazione all’operatività degli impianti?
La risposta arriva sempre da Alberto Arcioli: «Ci occupiamo di tutto, dallo sviluppo alla realizzazione, affidandoci a società esterne specializzate nello sviluppo per gli iter autorizzativi. Ottenuti i quali ci impegniamo poi nella costruzione, nella gestione degli impianti e nella vendita di energia nel lungo periodo. Con un’attenzione crescente anche al tema dell’energy storage: realizzeremo impianti di accumulo presso alcuni dei parchi agrivoltaici, oltre ad aver già avviato progetti storage stand alone nelle regioni del Sud».
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di giugno 2023 di Energia&Mercato