Efficienza energetica, volano per la ripresa

In che modo la gestione dell’energia può contribuire al rilancio dell’economia? Lo abbiamo chiesto a Vittorio Cossarini, Presidente di AssoESCo, associazione nazionale che riunisce le aziende dell’efficienza energetica

 Presidente Cossarini, quali trend avete osservato nell’ultimo anno e che cosa è cambiato rispetto all’era pre-Covid?

Principalmente l’accelerazione di trend già partiti, che porterà a cambiamenti più rapidi del previsto. Il telelavoro diventerà un elemento strutturale, destinato a coinvolgere anche aziende che lo ritenevano un aspetto molto remoto. Tra gli effetti indotti, assisteremo all’allargamento del campo di applicazione dei sistemi di telegestione e telemonitoraggio, che integrati con strumenti previsivi e di intelligenza artificiale permetteranno di migliorare le performance energetiche di stabilimenti e abitazioni, in virtù di un processo di digitalizzazione che ha ormai coinvolto l’intera società.

In che misura questi trend, pur nell’incertezza che stiamo vivendo, sono destinati a proseguire nel nuovo anno? Quali dei cambiamenti innescati dalla pandemia ritiene irreversibili?

Riteniamo che quelli menzionati siano cambiamenti irreversibili. Così come la ristrutturazione energetica degli edifici: un obiettivo nazionale ed europeo, che vedrà l’impiego di tecnologie innovative tra cui quelle legate alla domotica, terreno di competenza delle ESCo. La concomitanza con l’avvio delle comunità energetiche e il superamento del divieto di vendere a più soggetti l’energia elettrica autoprodotta potrà creare l’ecosistema giusto. In generale, la digitalizzazione migliorerà la qualità della gestione degli investimenti, anche nell’industria. Infatti, si vendono ancora spesso impianti ben realizzati ma mal gestiti, con l’effetto di una perdita sostanziale di performance.

Come giudica la misura dell’ecobonus al 110% e che cosa occorre fare per renderla una leva efficace per il rilancio del settore e dell’economia?

Da quando è partito il progetto Superbonus 110%, abbiamo partecipato a varie audizioni parlamentari. Dopo un avvio un po’ confuso, nel mese di ottobre gli interventi successivi hanno portato a un pacchetto funzionante su cui alcuni associati stanno già operando. I risultati effettivi si vedranno in futuro, ma intanto anche le banche hanno cominciato a mostrare interesse. Perché sia un successo occorre stabilizzare il provvedimento e prolungarlo anche per i prossimi anni: potremo così contare su uno strumento che aumenta il tasso di riconversione energetica degli edifici. Secondo Enea, con il tasso di riconversione attuale, al 2050 sarà efficiente solo il 25% degli edifici dell’intera Unione Europea. È necessario raddoppiare il tasso di turn over. Se mantenuto, il Superbonus 110% può dare il via al volano della ripresa.

Quali sono gli altri temi decisivi per il futuro del settore energetico e quale il ruolo delle ESCo, non solo nel contesto della transizione energetica, ma per la ripartenza del paese?

Quattro fattori sono fondamentali per l’efficienza energetica e si devono sviluppare in parallelo: tecnologia, finanza, sistema regolatorio e comportamenti istituzionali e sociali. Se uno rimane indietro, il volano rallenta. I nostri operatori raccolgono la sfida tecnologica e finanziaria. Quanto al sistema regolatorio, la sua efficacia e stabilità sono a carico delle istituzioni. Ai buoni propositi non sempre segue un’adeguata applicazione. La vicenda dei Certificati Bianchi è paradigmatica: strumento virtuoso di certificazione dei risparmi energetici, inventati e implementati in Italia, hanno contato per oltre il 70% degli investimenti sull’efficienza nell’industria e per il 26% del totale negli ultimi anni (Rapporto Annuale Enea 2020), imitati da altri paesi. Eppure, sono in stato comatoso. Senz’altro l’attenzione delle istituzioni è maggiore che in passato: abbiamo ospitato più volte i presidenti delle Commissioni Industria del Senato e Attività Produttive della Camera, consapevoli delle difficoltà e impegnati in modo significativo e con Next Generation EU arriveranno risorse significative. Ci auguriamo che questi segnali positivi si trasformino in un metodo efficace. Da parte loro, le ESCo sono competenti, vitali e pronte.

Come hanno reagito le aziende del network associativo e come pensa dovranno muoversi nei prossimi mesi?

Già in passato le aziende hanno dovuto reagire all’instabilità del sistema regolatorio, sperimentato momenti di discontinuità e fronteggiando conseguenze inattese su budget e previsioni, dunque la pandemia è stata una sorpresa ma non ci ha colto impreparati. Gli investimenti dei clienti hanno subito un arretramento, ma le ESCo hanno continuato a investire ed evolvere, anche in piattaforme digitali. Alcune hanno raccolto la sfida del bilanciamento partecipando ai test Uvam e anche le ESCo con background prevalentemente industriale stanno rivolgendo il loro know-how alla riconversione del patrimonio immobiliare civile.

Quale ruolo il ruolo AssoESCo e quali iniziative promuove l’associazione?

AssoESCo ha il ruolo di “sindacato dell’efficienza energetica” e di promotore di una transizione energetica anche finanziariamente sostenibile, basata su un processo continuo anziché su fuochi di paglia che non consentono di raggiungere obiettivi stabili e di costruire nuove filiere industriali.

 

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2020 di Energia&Mercato