Antartide, oltre il 20% di consumi green per la base italiana Mario Zucchelli

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Nel corso della trentanovesima spedizione di ricerca, appena conclusa, la base italiana in Antartide è arrivata a coprire oltre il 20% dei consumi elettrici con energia prodotta da fonti rinnovabili.

Hanno concorso al risultato l’ampliamento dell'impianto fotovoltaico esistente e i lavori di ottimizzazione di una centrale eolica collegata alla base.

Il fabbisogno energetico annuo della stazione Mario Zucchelli, situata nell’area costiera di Baia Terra Nova e attiva da metà ottobre a metà febbraio per ospitare una novantina di ricercatori e addetti alla logistica, è di circa 500 MWh e richiede l’utilizzo di circa 150 metri cubi di combustibile fossile.

Per rendere più sostenibile l’approvvigionamento energetico, la stazione ha avviato da qualche anno un percorso di transizione energetica.

«L’impiego sempre maggiore di fonti rinnovabili ci permetterà di ridurre drasticamente il ricorso ai combustibili fossili, con conseguente abbattimento delle emissioni. Inoltre, potremo contenere i costi di approvvigionamento e trasporto del carburante in uno dei luoghi più remoti della terra», spiega Francesco Pellegrino, responsabile del Servizio Ingegneria, Unità tecnica Antartide dell’ENEA.

La centrale eolica include 3 generatori, alti circa 8 metri, con turbine tri-pale di 5 metri ad asse verticale in grado di sviluppare, a regime, una potenza nominale complessiva pari a 34,5 kW. L’impianto può produrre circa 30 mila kWh in un anno, raggiungendo una potenza massima di 40 kW.

L’impianto fotovoltaico è installato su una struttura ad hoc ancorata alla copertura dell’edificio principale della base ed è in grado di resistere alle intemperie e ai tipici fenomeni di sabbiatura causati dai venti catabatici.

Nell’estate antartica i pannelli sono in grado di produrre circa 40-50 MWh di energia elettrica con picchi di potenza di 40 kW. L’impianto viene messo "in conservazione" durante l’inverno antartico quando la stazione è chiusa.

L’installazione dei pannelli è avvenuta nell’ambito di un più ampio intervento di ristrutturazione che ha prodotto un sostanziale miglioramento dell’isolamento termico e dell’efficienza della base.

È stata realizzata una nuova copertura con materiali coibentati ad alto isolamento per ridurre la dispersione del calore e aumentare il comfort termico e acustico. Sono stati sostituiti gli infissi metallici con infissi in PVC ad alta efficienza.

I corpi illuminanti di tipo tradizionale sono stati sostituiti quasi interamente con corpi a led ad alta efficienza. Inoltre, nell’ultima spedizione è stata avviata l’installazione di un sistema di monitoraggio avanzato che consente di rilevare in maniera capillare i consumi energetici elettrici, termici e idrici della stazione, in modo da individuare i reparti meno efficienti e intervenire in maniera mirata.

Le missioni italiane in Antartide, finanziate dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), sono gestite dal Cnr per il coordinamento scientifico, dall’ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) per la gestione tecnica e scientifica della nave rompighiaccio Laura Bassi.