Un investimento complessivo di oltre 20 milioni di euro, di cui 19 finanziati dal PNRR. È quello promosso da Contarina, azienda attiva nella gestione dei rifiuti e servizi ambientali in 49 Comuni della provincia di Treviso, per realizzare all’interno del proprio impianto di compostaggio di Trevignano, in provincia di Treviso, una nuova sezione per la produzione di biometano gas e liquido.
La struttura – spiega l’azienda – è attiva dal 2001 e nel 2018 è stata riqualificata e ampliata per trattare 73mila tonnellate di rifiuti all'anno, raggiungendo l’autosufficienza nella gestione dell’intera frazione organica proveniente dal conferimento del rifiuto umido e vegetale raccolti porta a porta nei 49 Comuni trevigiani serviti da Contarina.
Ogni anno 4 milioni di Smc di biometano
La produzione attesa di biometano supera i 4 milioni di Smc all’anno, che verranno immessi in rete o liquefatti: il biometano liquido sarà usato per alimentare i 226 mezzi a metano che Contarina impiega per la raccolta rifiuti, in un sistema perfettamente circolare.
A regime, infatti, il nuovo impianto potrà produrre fino a 180 Smc di biogas da 1 tonnellata di matrice organica all’interno dei due digestori anaerobici da 2.100 mc ciascuno, con un sistema di pipeline unico in Italia lungo 130 metri e in funzione 24 ore su 24, all’interno dei quali ogni giorno possono essere caricate circa 65 tonnellate di materiale ciascuno.
Come si ottiene il biogas
Tutto il rifiuto organico viene scaricato in un ambiente chiuso e in depressione per evitare la dispersione degli odori. L’umido e il vegetale vengono stoccati separatamente e poi trasferiti alla linea di pretrattamento, dove vengono triturati i residui lignocellulosici, si aprono i sacchetti compostabili che contengono l’umido e si miscelano tra loro le due frazioni in una percentuale definita e idonea alla digestione anaerobica per la produzione di biogas: 85% umido e 15% vegetale.
Il materiale viene portato ai due digestori anaerobici da 2.100 mc ciascuno con un sistema di pipe line unico in Italia lungo 130 metri e in funzione 24 ore su 24. Ogni giorno vengono caricate circa 65 tonnellate di materiale all’interno di ciascun digestore.
La massa in lavorazione occupa fino all’85% del volume disponibile, mentre il biogas si accumula nella parte superiore delle due camere.
Dopo 25 giorni di fermentazione, il digestato, cioè la miscela residua che gradualmente si forma durante questo processo, viene ricondotto all’impianto per la produzione di compost attraverso un tubo coibentato, spinto da una pompa a pistoni.
Dal biogas al biometano e al bio-GNL
Il biogas viene estratto in maniera continua dai digestori e ha un contenuto medio di metano del 58%. La parte rimanente è costituita quasi esclusivamente da anidride carbonica, con tracce di acido solfidrico, vapore acqueo e COV - composti organici volatili.
Il biogas in uscita dai digestori anaerobici viene depurato dalle frazioni non idonee (anidride carbonica, acqua, acido solfidrico, noto anche come idrogeno solforato e COV) presenti in varie quantità a seconda della singola tipologia, attraverso diversi passaggi.
Al termine della raffinazione, il flusso di metano è puro al 99,5% e può essere compresso fino a 55 bar e immesso nella rete di distribuzione nazionale oppure, dopo un’ulteriore raffinazione fino al 99,8% di purezza, eliminando una ulteriore quota di anidride carbonica, può essere liquefatto.
Processo senza impatto sui gas serra
L’eliminazione dell’idrogeno solforato avviene nella torre di lavaggio, poi il vapore acqueo viene condensato e convogliato all’impianto di trattamento delle acque. Una batteria di filtri a carboni attivi rimuove i COV e gli eventuali residui di idrogeno solforato.
Infine, l’anidride carbonica viene rimossa con un sistema di filtrazione a membrane e liberata in atmosfera tramite un camino regolarmente autorizzato (off-gas), senza impatto nell’emissione di gas serra, data l’origine biogenica dell’anidride carbonica.
Tecnologia AB Group, partnership con Liquigas
La tecnologia per le fasi di upgrading del biogas, liquefazione del biometano e cogenerazione per alimentare l’intero sistema è di AB Group.
Il bio-GNL viene trasportato da Liquigas nella sede di Contarina a Spresiano, dove è attivo un impianto interno per il rifornimento dei 226 mezzi a metano impiegati dall’azienda nella raccolta rifiuti sul territorio.
I benefici del biometano
Il biometano, compresso e liquefatto, rappresenta una delle principali risorse per ridurre le emissioni di gas serra e diversificare le fonti di approvvigionamento energetico, sfruttando le risorse interne disponibili, in questo caso il rifiuto organico.
La produzione consente la chiusura completa del ciclo del rifiuto organico e l’autoproduzione di combustibile derivante da fonti di energia rinnovabile, offrendo un contributo alla decarbonizzazione del trasporto dei rifiuti e all’autonomia energetica grazie al rifornimento della flotta aziendale a metano.