Differens insieme a CNR per la decarbonizzazione della pesca nel Mediterraneo e Mar Nero

Differens CNR decarbonizzazione della pesca
Andrea Rosini, co-founder di Differens

Differens, società del Gruppo Execus attiva nei servizi di marketing digitale e comunicazione online, si unisce al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) in un progetto volto a decarbonizzare le flotte pescherecce nel Mediterraneo e nel Mar Nero.

Finanziato dalla Commissione Europea, il progetto “Decarbonisation of the fishing fleet in the Mediterranean and Black Sea” (DecarbonyT) vede la collaborazione di 16 centri di ricerca italiani e internazionali.

Cos’è DecarbonyT

Obiettivo di DecarbonyT è quello di diminuire la quantità di CO2 emessa per chilogrammo di pesce catturato, impiegando materiali tessili ad alta tenacità in sostituzione del nylon tradizionale.

Ciò permette di ridurre il diametro dei fili delle reti da pesca, mantenendo al contempo un'elevata sicurezza, e assicurare una minor resistenza all'acqua durante le fasi di traino e un risparmio di carburante.

Differens gioca in questo contesto un ruolo chiave nello sviluppo di una piattaforma innovativa per la raccolta e visualizzazione dei dati relativi al consumo di CO2 su blockchain, oltre alla creazione di logo, sito web e depliant che rappresentano l'identità del progetto.

Cali dei profitti e aumento dei consumi

Questo approccio non solo offre benefici ambientali, ma presenta anche vantaggi economici, riducendo il consumo di carburante e le emissioni di CO2.

I dati parlano chiaro: i profitti della flotta peschereccia dell'UE sono diminuiti da +218 milioni di euro nel 2021 a -430 milioni nel 2022.

Non solo, i costi dell'energia, che nel 2020 rappresentavano il 13% dei ricavi, hanno raggiunto nel 2022 una stima del 35%.

Ciò accelera l'esigenza di un'evoluzione tecnologica nel settore peschereccio, necessaria non solo per rispettare gli obiettivi climatici del Green Deal europeo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, ma anche per garantire un futuro più sostenibile e redditizio per il settore della pesca.

Per valutare il successo del progetto, verranno utilizzati due indicatori chiave: il Fuel Use Intensity, ovvero i litri di carburante consumati per kg di pesce catturato, e il Carbon Footprint, ovvero kg di CO2 per kg di pesce.

La piattaforma sviluppata da Differens permette di registrare e tracciare i dati della ricerca mediante Non-Fungible Token (NFT) su blockchain, garantendo così trasparenza e integrità dei risultati ottenuti.

Inoltre, il sistema fornirà sia ai consumatori finali sia ai decisori politici una lista controllabile e sicura dei record relativi alle attrezzature da pesca impiegate. Questo assicurerà una maggiore affidabilità nel settore, permettendo a tutti di verificare l'origine e l'uso delle attrezzature, e assicurando che le pratiche di pesca rispettino gli standard di sostenibilità ed etica.

Infine, la nuova piattaforma sarà integrata nel sito web di DecarbonyT, in un'area dedicata, che servirà anche come dashboard di visualizzazione delle informazioni, incluse mappe e dati sul Carbon Footprint e i risparmi di emissioni di GHG raggiunti utilizzando le attrezzature da pesca innovative.

«Siamo orgogliosi di far parte di questo progetto ambizioso. La nostra collaborazione con il CNR e gli altri centri di ricerca coinvolti nel progetto è la dimostrazione di come l'innovazione tecnologica e la cooperazione interdisciplinare possano guidare il settore della pesca verso pratiche più sostenibili, con benefici tangibili sia per l'ambiente sia per l'economia», afferma Andrea Rosini, co-founder di Differens.

«Esistono risorse disponibili, finanziamenti e normative sugli audit energetici ed il carbon footprint della pesca nel Mediterraneo; tuttavia, l'attuazione di tali soluzioni nell'Unione Europea risulta essere notevolmente limitata a causa di diversi impedimenti.

È quindi importante che: gli obiettivi di quanto viene proposto nelle nostre ricerche siano raggiungibili e realistici, si coinvolga proattivamente l’industria nella ricerca delle soluzioni migliori, e sia fornita un’adeguata formazione e assistenza tecnica ai pescatori nell’utilizzo di queste innovazioni», afferma Antonello Sala, Dirigente di ricerca dell'Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche di Ancona (Cnr-Irbim).

Una rivoluzione del settore

Nel Mediterraneo e nel Mar Nero, il settore della pesca è ancora tradizionale e molti pescatori sono restii a investire in nuove tecnologie, spesso legati agli attrezzi ereditati dai loro padri, passati di generazione in generazione.

A questo, si aggiunge l'assenza di normative e controlli stringenti per l'adozione di attrezzature più moderne e sostenibili. Il progetto “Decarbonisation of the fishing fleet in the Mediterranean and Black Sea” si inserisce perfettamente in questa esigenza ambientale e di mercato, rappresentando un passo significativo verso una pesca più green, responsabile e innovativa.