L’efficienza energetica in ospedale

La Fondazione Poliambulanza Brescia è stata tra le realtà in prima linea nell’emergenza Covid-19 in Lombardia. La Fondazione si è dotata già da anni di un sistema di gestione energetica in locale, con l’obiettivo di essere autosufficiente nei momenti di emergenza, di razionalizzare i propri consumi con impianti ad alta efficienza, di approvvigionarsi da fonti rinnovabili e, in sostanza, di monitorare continuamente i consumi riducendo gli sprechi.

Energia essenziale per sale operatorie e terapia intensiva

La Fondazione Poliambulanza di Brescia ha un impianto di trigenerazione, realizzato da AB, ad altissimo rendimento, che nei giorni dell’emergenza ha soddisfatto fino all’80% del fabbisogno di energia elettrica della struttura ospedaliera, producendo anche energia termica e frigorifera dal recupero degli esuberi tecnici dell’impianto. Si è riusciti a programmare la fornitura H24 di energia nell’emergenza, fondamentale per le terapie intensive e le sale operatorie, riducendo anche il consumo di energia primaria e le emissioni di gas nocivi nell’atmosfera.

I bisogni energetici di un ospedale

Le strutture ospedaliere hanno elevati carichi di energia, soprattutto in periodi di emergenza, per garantire riscaldamento, acqua calda e sterilizzazione. E questo giorno e notte, tutti i giorni. E quindi necessario garantire una potenza continua per lo svolgimento delle attività di primaria importanza. La co-generazione è particolarmente adatta non solo per i carichi di energia costanti ma anche perché opera anche in caso di black-out, senza contare i benefici ambientali ed economici.

L'impianto di Fondazione Poliambulanza Brescia

L’impianto installato in Fondazione Poliambulanza è un ECOMAX 20 NGS, soluzione modulare in container ubicata all’interno di una centrale costruita ad hoc, con una potenza elettrica nominale di 2.004 kW e una potenza termica cogenerata di 1.900 kWt. L’energia elettrica prodotta viene totalmente autoconsumata per soddisfare le utenze del presidio ospedaliero, destinando le eventuali eccedenze elettriche alla rete. La quota in surplus di energia termica - soprattutto nel periodo estivo – viene utilizzata da un assorbitore a bromuro di litio per la produzione di acqua refrigerata a 7-12 °C, per il condizionamento dei locali della struttura. La centrale di trigenerazione è stata progettata per ottenere un livello di emissione sonora molto basso, inferiore a 45db a 10m, adeguata al contesto specifico della struttura.