Una carta europea per lo sviluppo dell’idrogeno. H2IT tra i 24 firmatari

Firma carta europea sviluppo idrogeno H2IT

H2IT – Associazione Italiana Idrogeno è tra i firmatari della Cooperation Charter sull’idrogeno, una carta di cooperazione europea attraverso cui le associazioni nazionali dell’idrogeno si impegnano a collaborare per far decollare il settore, strategico per la decarbonizzazione del Vecchio Continente.

Il documento, che si inserisce nel solco del Net-Zero Industry Act europeo, è stato sottoscritto da 24 associazioni, tra cui Hydrogen Europe, H2IT e le realtà omologhe di Belgio, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Francia, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ucraina, Ungheria, UK.

Le associazioni si impegnano a guidare e sostenere l’attuazione dell’agenda del Green Deal europeo per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, promuovendo l’adozione delle tecnologie legate all’idrogeno.

Stimoleranno il supporto politico a livello nazionale, regionale ed europeo, sollecitando l’integrazione della legislazione europea negli ordinamenti nazionali. Organizzeranno e parteciperanno a eventi nazionali e internazionali, tra cui l’annuale European Hydrogen Week, condivideranno best practice, lavoreranno per stabilire alleanze sul territorio, si impegneranno in iniziative congiunte di comunicazione e disseminazione del ruolo dell’idrogeno nella transizione energetica.

Le associazioni hanno cominciato con l’esprimere apprezzamento per il recente annuncio di una seconda asta da 1,2 miliardi di euro per l’Hydrogen Bank attesa entro la fine del 2024, rispetto alla quale, attraverso una lettera inviata alla Commissione Europea, hanno tuttavia ribadito l’importanza di introdurre un criterio di prequalificazione per gli elettrolizzatori utilizzati nei progetti, sovvenzionando preferibilmente progetti che utilizzano elettrolizzatori prodotti nell'UE.

Esse ritengono infatti cruciale far crescere la filiera dell’idrogeno all’interno dell’UE, con gigafabbriche finanziate strategicamente per soddisfare la domanda interna entro il 2030, creare occupazione qualificata e non delocalizzabile.

«La Cooperation Charter mette nero su bianco ciò che in Italia perseguiamo da tempo: un'azione sinergica con istituzioni, imprese, professionisti e ricercatori per affermare l’idrogeno quale vettore imprescindibile per la decarbonizzazione. La storia di questo comparto dimostra l’importanza della cooperazione a ogni livello, anche a livello internazionale. Ecco perché, con la firma dell’accordo, vogliamo essere tra i padri fondatori di un’Europa alimentata anche dall’idrogeno, in cui dialogo e confronto tra le parti sono determinanti per creare innovazione.

È solo attraverso la collaborazione e la sensibilizzazione di cittadini e decisori politici che l'idrogeno potrà incidere sul percorso verso la neutralità climatica. La carta rappresenta un tassello fondamentale per assicurare all’UE un futuro da leader della transizione energetica grazie a una filiera idrogeno matura. L’iniziativa dell’Hydrogen Bank rappresenta certamente un'ottima notizia per la filiera e dimostra che l’UE crede realmente nel potenziale dell’idrogeno. Tuttavia, è essenziale che i criteri per la partecipazione alle aste permettano che i finanziamenti generino valore aggiunto in Europa», afferma Alberto Dossi, Presidente di H2IT.