Il digitale a misura di industria

Luca Branca, Sales Director di AVEV
Luca Branca, Sales Director di AVEV

AVEVA è uno dei maggiori player globali attivi nel settore del software industriale, con un modello caratterizzato da una visione end-to-end, un ampio portfolio di offerta e una forte specializzazione nelle piattaforme per la gestione dati e negli analytics.

Una proposta che per le imprese del comparto Power e Utility si concretizza in soluzioni per la raccolta e la contestualizzazione delle informazioni prodotte da impianti industriali disseminati sul territorio, che si tratti di centrali termo o idroelettriche, di reti di distribuzione o di installazioni per la produzione da fonti rinnovabili o, ancora, di siti per la gestione del ciclo idrico integrato o dei rifiuti.

«Mettere insieme i dati provenienti da diversi impianti significa offrire all’utente una visione complessiva dell’ambito operations, permettendogli di monitorare la qualità della produzione e delle emissioni, di cogliere eventuali deviazioni dal comportamento ottimale e di garantire la sostenibilità degli asset. L’analisi predittiva dei dati consente inoltre di intervenire sugli impianti con una manutenzione mirata e preventiva», spiega Luca Branca, Sales Director di AVEVA, a cui abbiamo chiesto di delineare il perimetro di opportunità che la digitalizzazione offre alle realtà dell’energia.

Domanda: Oggi la trasformazione digitale tocca il settore Power e Utilities in un contesto di crisi geopolitica che incide sul processo di transizione energetica. Quali sono le principali sfide digitali per le imprese?

Risposta: Il digitale porta all’azienda flessibilità di movimento e capacità di adattarsi rapidamente a evoluzioni di mercato non prevedibili: un vantaggio utile soprattutto nei momenti di incertezza. Nel settore Power e Utilities i temi sul tappeto sono molti, da quelli operativi, legati alla gestione della transizione energetica, a quelli di natura più strategica, collegati alla creazione di nuovi modelli di business. Grazie al digitale, le aziende possono adottare nuovi modi di operare e di porsi sul mercato, per esempio facendo leva sul servizio e sulla tendenza a utilizzare beni senza detenerne la proprietà.

D: Quali tecnologie possono consentire alle imprese di rispondere alle sfide di carattere strategico?

R: In estrema sintesi, al momento esistono tre filoni principali lungo cui la maggior parte delle aziende può pensare di articolare la propria trasformazione digitale e adottare nuovi modelli di business: il primo è il cloud, che porta flessibilità e agilità nel go-to-market; il secondo è l’ambito dell’intelligenza artificiale, degli analytics e del machine learning; il terzo è l’Industrial IoT.

D: Il settore dell’energia si caratterizza per una grande quantità di dati, prodotta però in una miriade di punti periferici. Come devono evolvere le infrastrutture IT, soprattutto in ottica di Internet delle Cose e di monitoraggio degli asset? E come è possibile gestire gli aspetti di sicurezza informatica, con un rischio crescente di cyber attacchi contro infrastrutture critiche per la sicurezza nazionale?

R: L’innovazione tecnologica genera un’enorme mole di informazioni sull’operatività degli impianti. Questo consente un’efficace gestione degli asset da remoto, ma richiede un’infrastruttura capace di veicolare adeguatamente le informazioni. Inoltre, si stima che oltre il 40% dei dati raccolti dalle aziende non sia utilizzato: dobbiamo lavorare sulla democratizzazione dell’accesso ai dati, offrendo agli utenti le informazioni nel modo più facile, rapido e intuitivo possibile, abilitando la creazione di valore aggiunto. Infine, la crescita esponenziale di informazioni prodotte e scambiate da impianti distribuiti e dispositivi connessi genera crescenti rischi legati alla cybersecurity degli impianti critici, che devono garantire la continuità di servizi essenziali per la comunità. Includere in maniera innata soluzioni di security all’interno di prodotti pensati a misura di industria, già creati in compliance e in specifica rispetto ai requisiti, offre un vantaggio importante, rafforzato dall’ampiezza del portafoglio e dalla modularità delle soluzioni.

Trasformazione digitale in tre mosse

Come devono procedere le utility e le imprese dell’energia per orientare la trasformazione digitale? Tre raccomandazioni fondamentali: «Occorre aver ben chiare le esigenze interne di utilizzo dei dati e pensare all’azienda nel suo insieme, evitando i silos a favore di soluzioni integrabili, ed è altamente consigliabile valutare scenari diversi dal classico on premise. Non per forza il cloud puro: le soluzioni ibride sono vantaggiose in termini di investimento, di ritorno dell’investimento, di time-to-market, ma anche per sicurezza e affidabilità del dato e in termini di funzionalità. Un modello già scelto da molti nostri clienti con use case pubblici», conclude Luca Branca.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2022 di Energia&Mercato