La Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR) si candida a contribuire al raggiungimento della neutralità carbonica dell’Unione Europea entro il 2050.
In un documento diffuso a Key Energy da Italcogen, Utilitalia e Assoesco, il settore italiano della cogenerazione prende posizione e ritiene di poter consentire l’integrazione del sistema energetico, collegando efficientemente elettricità, calore e gas a livello locale.
Preparandosi poi a fornire energia a zero emissioni, grazie a fonti come l’idrogeno o la bioenergia. Il sentiero tracciato dalla tassonomia europea non lascia infatti dubbi sul fatto che la CAR sarà chiamata a una costante riduzione delle proprie emissioni.
E guarda quindi con interesse al blend tra gas naturale e i cosiddetti gas verdi, a oggi ancora decisamente più costosi.
Abbiamo commentato alcuni di questi punti incontrando, al Key Energy 2024, Paolo Guidali, Power Generation Manager di CGT, azienda del Gruppo TESYA specializzata in cogenerazione e trigenerazione. CGT, storica azienda italiana che quest’anno celebra 90 anni di attività, è attiva da oltre 30 anni nel mondo della cogenerazione.
AG. Quale può essere il ruolo della cogenerazione alla transizione green?
PG. La cogenerazione ha un ventaglio di applicazioni molto ampio. Fino a qualche anno fa, le imprese la sceglievano pensando solo al risparmio economico e di consumi.
Oggi la maggioranza dei clienti considera l’installazione non solo dell’impianto di cogenerazione, ma anche di soluzioni fotovoltaiche, di un sistema di storage e così via. La cogenerazione sta entrando in strategie più ampie di abbattimento delle emissioni e dei consumi.
Certo, brucia ancora gas naturale. Ma consente di utilizzare al meglio l’energia, efficientando i consumi e riducendo le emissioni. Con la trigenerazione, poi, l’innovazione tecnologica ha ampliato i campi di applicabilità: penso ad ambiti molto energivori, come le celle frigo, dove stiamo raccogliendo ottime referenze.
AG. Resta l’obiettivo ambizioso di ridurre comunque le emissioni, come da piani europei.
PG. La tecnologia della co- e trigenerazione è ormai definita da tutti H2 ready. I modelli presenti nella nostra gamma, ad esempio, possono già oggi funzionare con una percentuale di idrogeno compresa tra il 20% e il 100%.
AG. L’integrazione tra i sistemi di cogenerazione, impianti fotovoltaici industriali e storage sta aumentando la complessità dei progetti che andate a gestire?
PG. Certamente. Ogni impianto si inserisce in un sistema complesso e serve un software di gestione automatica che tenga sotto controllo i parametri di funzionamento del motore di co- o trigenerazione.
Abbassiamo la potenza se c’è meno bisogno di energia, ad esempio, oppure la aumentiamo se dobbiamo ricaricare la batteria, perché ci avviciniamo al tramonto e, quindi, l’impianto fotovoltaico produrrà di meno. E la complessità cresce ulteriormente se guardiamo oltre l’impresa e pensiamo alla possibilità di scambiare energia con la Rete.
In questa gestione crediamo molto e pensiamo che per le imprese possa tradursi in ulteriori risparmi in termini di consumi energetici e, quindi, in minori emissioni.
AG. In molti ambiti si guarda con interesse all’applicazione dell’intelligenza artificiale. In futuro alimenteremo gli algoritmi con i dati provenienti dagli impianti?
PG. Oggi svolgiamo già un monitoraggio a livello di singolo impianto, come detto.
C’è anche una Control Room centrale CGT a Vercelli che tiene sotto controllo tutti i nostri impianti. Sia dal punto di vista meccanico, quindi per individuare eventuali problemi di manutenzione, sia dal punto di vista software, per valutarne le performance.
Abbiamo inoltre il Servizio Energy Report che permette ai clienti di monitorare le prestazioni e il rendimento dell’impianto, potendo contare anche sulla consulenza di CGT.
In ogni istante sappiamo cioè se un determinato motore sta girando con il rendimento atteso, se sta producendo i vettori attesi e così via.
Man mano che le imprese integreranno più tecnologie, e quindi la trigenerazione, il fotovoltaico, lo storage, magari anche l’eolico, l’intelligenza artificiale sarà utile per rendere ancora più efficienti le sinergie tra i diversi sistemi, grazie a una gestione proattiva. Già oggi abbiamo implementato un sistema che, sfruttando gli algoritmi dell’AI e machine learning, consente ai clienti di gestire in modo ottimizzato tutti i vettori energetici.