La piattaforma di fishing for litter implementata dalla startup italiana Ogyre per ripulire i mari e gli oceani dai rifiuti amplia la propria presenza in Brasile e in Italia, arrivando nei porti di Cagliari e Salerno.
Le attività di pulizia dei mari di Ogyre nel mondo coinvolgono oltre 60 pescatori impegnati a raccogliere fino a 22.000 kg di rifiuti marini al mese. La società al momento opera in Brasile, in Indonesia e in sei porti italiani, quali Salerno, Cagliari, Teulada, Cesenatico, Marina di Ravenna e Santa Margherita Ligure.
A Cagliari la raccolta di Ogyre è stata avviata ad aprile coinvolgendo quattro pescherecci. L’attività, supportata da Sole 365 e dal progetto Flags guidato dall’Università di Cagliari e dai quattro Flag della Sardegna, si concentra sulla ricerca, identificazione e quantificazione dei rifiuti in mare, con particolare attenzione agli attrezzi da pesca dispersi e abbandonati. A occuparsi del carico, del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti è la società ECO.GE.M.M.A., mentre le operazioni a terra sono affidate a un ricercatore dell'Università di Cagliari. Si prevede di aggiungere alla flotta di Ogyre altri cinque pescherecci del progetto Flags entro la fine di giugno.
La raccolta nel porto di Salerno ha preso il via all’inizio del mese di aprile con il coinvolgimento di otto pescherecci, permettendo di ripulire finora un totale di 436 kg di rifiuti dai mari della Campania. L’apertura delle attività è stata resa possibile grazie al progetto Firm del CNR di Napoli, nato con la finalità di creare le basi per lo sviluppo di un’innovativa filiera dei rifiuti marini nella Regione Campania. L’attività vede il supporto del Comune di Salerno, con cui Salerno Pulita si impegna a occuparsi dello smaltimento dei rifiuti. Le operazioni a terra di rendicontazione dei rifiuti sono affidate a Coldiretti Pesca e Unci Pesca.
«La quantità di plastica che finisce nei nostri mari ogni giorno è preoccupante – afferma Andrea Faldella, co-founder di Ogyre – Parliamo di 53 mila tonnellate ogni anno, pari a 145 chili in un solo giorno. Le nuove collaborazioni e il supporto della nostra community si rivelano quindi essenziali per farci proseguire nell’obiettivo di creare la più grande piattaforma globale di fishing for litter e coinvolgere così nel processo di pulizia degli oceani sempre più persone e aziende. I primi possono contribuire a distanza, scegliendo di iscriversi a Ogyre.com per supportare direttamente uno o più dei nostri pescatori, mentre le aziende possono avviare con Ogyre progetti di sostenibilità contribuendo concretamente alla pulizia degli oceani».
Nuovi progetti in Brasile
In Brasile, alle due comunità di pescatori già attive nella baia di Guanabara, a Rio de Janeiro, si aggiunge un ulteriore gruppo di dieci pescatori, per un totale di 30 coinvolti. I rifiuti raccolti vengono smistati tra materiali non riciclabili, che finiscono nelle discariche locali, e riciclabili, che vengono prelevati da una cooperativa locale per essere successivamente destinati al riciclo.
Il progetto di Ogyre in Brasile, avviato a inizio aprile 2022, ha permesso di recuperare oltre 165 tonnellate di rifiuti, e in media porta al recupero di oltre 100 kg di rifiuti marini a persona alla settimana. L’apertura della nuova colonia sta contribuendo al riassestamento dell’area circostante alla baia di Guanabara, sede di vaste mangrovie e di una vita marina pesantemente afflitta dall’inquinamento.
«Il problema dei rifiuti in mare è di gran lunga più allarmante in Brasile rispetto ai nostri mari – afferma Antonio Augeri, co-founder di Ogyre – Qui i nostri pescatori trovano in mare davvero di tutto: materassi, televisori, divani e addirittura sanitari. Inoltre, è proprio in queste aree del mondo che la dimensione sociale di Ogyre ha un impatto significativo, perché il contributo che viene riconosciuto ai pescatori per l’attività di raccolta dei rifiuti è uguale al compenso delle normali giornate di pesca. La raccolta dei rifiuti in mare diventa così, in molti casi, un vero e proprio lavoro da integrare alle normali battute di pesca a cui dedicare giorni di lavoro esclusivi».