500 milioni del PNRR per la produzione di idrogeno verde

H2IT Idrogeno verde
Alberto Dossi, Presidente di H2IT

Il Governo punta a 52 hub per la produzione di idrogeno verde in Italia, di cui 28 nel Mezzogiorno.

Sprigionare il potenziale della filiera idrogeno è fondamentale per l’indipendenza energetica del Paese e passa anche dalla realizzazione delle cosiddette hydrogen valley, dei veri e propri hub per la produzione di idrogeno verde.

A oggi sono 52 i progetti già finanziati sul territorio nazionale, di cui 28 nel Mezzogiorno, dove è destinato il 50% degli oltre 500 milioni di euro di investimento previsto dal PNRR. Al Nord e al Centro saranno realizzati rispettivamente 17 e 7 progetti.

L’obiettivo è sostenere la produzione e l’uso di idrogeno verde nell’industria e nei trasporti, ma anche riqualificare zone industriali abbandonate, dando impulso alle economie locali.

L’investimento del PNRR per le valli dell’idrogeno

Il PNRR prevede un investimento totale per lo sviluppo della filiera idrogeno pari a 3,64 miliardi di euro. Di questi, il Governo ha stanziato 500 milioni di euro per la creazione di 52 hydrogen valley. Nello specifico, 450 milioni sono ripartiti tra i progetti delle regioni e delle province autonome, e i restanti 50 milioni sono riservati ai cosiddetti progetti bandiera, interventi considerati di rilevanza strategica per le regioni.

Inoltre, il capitolo RePower EU ha destinato ulteriori 90 milioni di euro alle valli dell’idrogeno. Questi fondi hanno lo scopo di aumentare il budget disponibile per progetti che, pur essendo stati approvati, non hanno ricevuto finanziamenti a causa della mancanza di risorse.

Le hydrogen valley che l'Italia intende costruire fanno parte della strategia nazionale per la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile. Mirano a creare ecosistemi integrati che collegano la produzione, il trasporto e l'utilizzo dell'idrogeno in vari settori, come la mobilità e l'industria.

L’obiettivo è accelerare lo sviluppo della filiera idrogeno, usufruendo di fondi nazionali ed europei per realizzare infrastrutture all'avanguardia e favorire il recupero di aree industriali dismesse e la promozione della ricerca e dello sviluppo in ambito energetico. I progetti concorreranno a ridurre le emissioni di CO2 e, in generale, a promuovere l'uso di energie rinnovabili.

Gli hub si inseriscono all’interno di una più ampia strategia nazionale per lo sviluppo della filiera idrogeno, al momento in lavorazione dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e promossa da H2IT.

«L’indirizzo politico europeo e italiano è chiaro. Per la decarbonizzazione occorre puntare su vettori energetici alternativi come l’idrogeno – afferma Alberto Dossi, Presidente di H2IT.

Siamo felici che il Governo e gli enti locali abbiano creduto nei progetti delle hydrogen valley, necessari per una filiera idrogeno forte, in grado di competere con gli altri player internazionali, e che si stiano impegnando su due fronti: la strategia nazionale dell’idrogeno e gli incentivi tariffari per abbattere il gap di costo.

Tutti questi strumenti rassicurano le nostre imprese nell’essere sulla strada giusta e che potranno continuare a investire, sapendo di avere alle spalle un forte appoggio istituzionale.

I distretti dell’idrogeno rappresentano un grande valore aggiunto per i territori che li ospiteranno, permettendo loro di iniziare a contare su una fonte pulita, rinnovabile e altamente tecnologica. Quest’ultimo aspetto è per noi cruciale.

Tecnologia e innovazione fanno rima con nuovi posti di lavoro. Puntare sull’idrogeno significa, quindi, favorire un’occupazione di qualità che può rendere l’Italia leader nelle competenze green e nella transizione energetica».