Recupero Etico Sostenibile (RES) sigla un accordo con BlueAlp per la costruzione di un impianto industriale per il riciclo di rifiuti plastici misti, in provincia di Isernia.
Il processo di riciclo avviene attraverso la pirolisi, il processo di decomposizione termochimico degli scarti plastici.
Il progetto
Il nuovo impianto vedrà l’inizio dei lavori nel mese di maggio 2024 e sarà operativo entro il primo semestre del 2026.
sarà realizzato a Pettoranello e ospiterà circa 20 lavoratori, gestendo fino a 20mila tonnellate di rifiuti in ingresso.
L’investimento è di circa 35 milioni di euro, di cui quasi 10 milioni finanziati dal PNRR.
«Siamo molto orgogliosi di annunciare la sigla dell’accordo con BlueAlp che porterà alla realizzazione del nuovo impianto di pirolisi, il primo in Italia per dimensione e investimenti. Nel rispetto di quanto avevamo dichiarato in IPO e nei tempi previsti, RES sarà il primo operatore nazionale in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti, dalla raccolta iniziale alla commercializzazione diretta della materia prima derivante dal processo di lavorazione delle plastiche. Il tutto in un’area circostanziata, nel rispetto dell’ambiente circostante, dimostrando le potenzialità che i rifiuti possono avere quando l’innovazione sposa l’impegno per ridurre la dipendenza dal petrolio e promuovere l'uso responsabile delle risorse», dichiara Antonio Lucio Valerio, AD di RES S.p.A.
«Siamo entusiasti di collaborare con RES, perché rappresenta un passo significativo verso una vera circolarità della plastica. È fondamentale che i gestori dei rifiuti investano in impianti e tecnologie, dando un'altra vita ai rifiuti in plastica che attualmente non possono essere riciclati meccanicamente.
Siamo molto orgogliosi di lavorare con RES come pioniere della transizione dei materiali, che si allinea perfettamente con l'ambizione di BlueAlp di accelerare il riciclaggio della plastica. Il nostro obiettivo è quello di dare ai clienti di tutto il mondo la possibilità di intraprendere progetti per riciclare la plastica che attualmente viene smaltita in discarica o incenerita», afferma Valentijn de Neve, CEO di BlueAlp.