Riciclare pannelli fotovoltaici: oggi non conviene, ma in futuro...

riciclare pannello fotovoltaico

Riciclare i pannelli fotovoltaici permette di recuperare materie prime fondamentali per il futuro della nostra economia. Oggi i costi sono ancora elevati, ma il settore ha sicuramente del potenziale

A luglio 2022 Rystad Energy ha stimato il valore dei materiali riciclabili del solare fotovoltaico passerà dagli attuali 170 milioni di dollari a 2,7 miliardi di dollari entro il 2030.

L’aumento del numero di impianti fotovoltaici spingerà infatti la domanda di componenti di pannelli solari riciclati.

Parliamo di un mercato che deve ancora crescere: oggi l’opzione più conveniente è lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici in discarica, perché gli attuali prezzi di rivendita dei materiali recuperati non compensano i costi di cernita, lavorazione e trasporto.

I materiali di un pannello fotovoltaico

Eppure, la composizione dei pannelli fotovoltaici vede la presenza di materiali preziosi e interessanti. Che di certo ha poco senso mandare in discarica. Tra questi alluminio, argento, rame, silicio. E moltissimo vetro.

I materiali rari, come noto, sono spesso concentrati in paesi che sono al centro di situazioni geopolitiche critiche o comunque incerte. E il loro valore ne risente. L’argento, ad esempio, è appena lo 0,05% del peso totale di un pannello, ma da solo rappresenta il 14% del valore del materiale recuperato.

Secondo Rystad Energy, i pannelli installati nel 2020, una volta giunti a fine vita e avviati al riciclo, forniranno il 21% dell’argento necessario per produrre nuovi pannelli nel 2035.

Smaltimento pannelli fotovoltaici in Italia

In Italia, i pannelli a fine vita sono classificati come RAEE secondo il D. Lgs. n. 49 del 2014, attuazione della direttiva europea 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), e non possono quindi essere smaltiti in discarica.

Se i pannelli derivano da un impianto domestico (EER 200136), ovvero hanno una potenza nominale inferiore a 10 kW, vanno conferiti ai “centri di raccolta” autorizzati, senza oneri.

Per gli impianti professionali (EER 160214), cioè con potenza superiore o uguale a 10 kW, lo smaltimento va effettuato da operatori specializzati che ritirano i pannelli e provvedono al loro smaltimento/recupero. Questa operazione è a carico del produttore in caso di sostituzione e del proprietario negli altri casi. Sono sempre a carico dei produttori per i moduli immessi nel mercato dopo una certa data.

Se si acquista con incentivi statali, ai sensi dei Decreti cd. “Conto Energia”, allora entra in gioco il GSE che ha concesso l’incentivo: negli ultimi 10 anni di incentivo il GSE trattiene dalla quota erogata una garanzia di 10 euro/pannello, che viene restituita una volta dimostrato il corretto smaltimento del rifiuto.

La Sogliano Ambiente

In Italia è attiva in questo ambito l’azienda Sogliano Ambiente, che dichiara di potere riciclare il 99% dei materiali dei pannelli solari. Facendo riconoscere il vetro estratto dai processi di riciclaggio come “end of waste”.

La Sogliano Ambiente si occupa di rifiuti dal 1996 e solo recentemente ha guardato al riciclo dei pannelli fotovoltaici. A oggi, solo l’1% del materiale di un pannello solare riciclato viene avviato allo smaltimento finale.

Come? Puntando non sulla quantità di pannelli fotovoltaici lavorabili, ma trattando circa 50 pannelli all’ora, più o meno una tonnellata di peso. Questo “focus”, dice l’azienda, permette di ottenere una maggiore qualitù dei materiali in uscita.

In particolare, l’azienda è riuscita a ottenere la qualifica End of Waste sul vetro che deriva dal trattamento meccanico su linea di pannelli fotovoltaici mono e policristallini.

End of Waste è un termine che si riferisce alla cessazione della qualifica di rifiuto, come stabilito dal Regolamento UE 1179 del 10 dicembre 2021: significa che, alla fine di un processo, un rifiuto smette di essere tale e diventa una “materia prima seconda”, cioè una nuova risorsa.

Dal riciclo dei pannelli solari, la Sogliano Ambiente ottiene anche alluminio (End of Waste anch’esso, alla pari del vetro), polvere di silicio e un mix di plastiche EVA e PET, recuperati in queste percentuali:

  • 85% del vetro;
  • 99% della plastica;
  • 100% dell’alluminio;
  • 90% polvere di silicio;
  • 100% di cavi e connettori;
  • 90% rame.

I metalli possono rientrare in circolo nelle fonderie. Il vetro, invece, può essere usato nella produzione delle ceramiche oppure nelle vetrerie, grazie alla qualifica end of waste che lo certifica come molto puro. La plastica che contiene delle contaminazioni può essere avviata alla termovalorizzazione.

Michele Benvenuti, responsabile della linea trattamento RAEE di Sogliano Ambiente Spa, spiega come l’impianto ha iniziato il suo percorso verso il riciclo del fotovoltaico:

«Ad oggi l’impianto ha trattato circa 100 tonnellate di pannelli e il flusso è destinato sicuramente a crescere almeno per tre motivi: il primo è che i primi parchi fotovoltaici sono ormai obsoleti, improduttivi e prossimi già di per sé alla loro dismissione definitiva; secondo, la potenza installata in impianti fotovoltaici italiani, circa 22 GW a fine 2021, continua ad aumentare generando un numero sempre maggiore di pannelli che vengono sostituiti annualmente perché difettosi o danneggiati; terzo, l’evolversi della tecnologia ha portato a una maggiore efficienza dei pannelli di “ultima generazione” che a parità di superficie sono in grado di raddoppiare o addirittura triplicare la produzione di energia elettrica rispetto a quelli più obsoleti. Questo, in molti casi, sta incentivando la sostituzione di interi campi fotovoltaici, ormai poco produttivi, con moduli nuovi molto più performanti».

Sogliano Ambiente ha recentemente aderito a Cyrkl, un marketplace per le aziende che possono caricare annunci sui rispettivi rifiuti, materie prime seconde, sottoprodotti e materiali usati, per incontrare altre aziende interessate al riciclo o al riutilizzo.