Soly inaugura il suo network italiano di comunità energetiche

Network italiano CER Soly
Matteo Artero, Country Manager Italia di Soly

Soly, la clean energy tech company di origine olandese operativa in Italia dall’inizio del 2024, ha inaugurato il suo network italiano di comunità energetiche rinnovabili. Il più esteso nel nostro Paese, si legge nella nota dell’azienda, nato per contribuire a rendere il sole la prima fonte energetica entro il 2030.

In Italia Soly punta infatti a ridurre le emissioni di CO2 di oltre 3mila tonnellate all’anno entro il 2030 attraverso la promozione dell’autoconsumo condiviso, organizzato in forma di CER.

«I vantaggi economici di una Comunità Energetica dipendono molto dalla zona di residenza. Se volessimo fare un esempio esplicativo, per un comune con oltre 5.000 abitanti, far parte della CER darebbe diritto a una tariffa incentivante, stimata a circa 0,14€/kWh per 20 anni, in funzione della dimensione dell’impianto e del valore di mercato dell’energia. Chi aderisce a una CER, in un comune con meno di 5.000 abitanti, accede ad un ulteriore diritto a un contributo in conto capitale, pari al 40% del costo dell’investimento, entro 120 giorni dall’attivazione della richiesta», spiega Matteo Artero, Country Manager Italia di Soly.

Le Comunità Energetiche riducono le emissioni di CO2, contribuiscono alla lotta al cambiamento climatico e rendono l’energia rinnovabile più accessibile, democratizzandone l’uso. Chiunque, infatti, sia esso un piccolo produttore dotato di pannelli solari o un’azienda produttrice di un surplus energetico, può prendere parte alla CER e contribuire alla creazione di un sistema energetico pulito e sostenibile. La Comunità Energetica è una scelta che non solo tutela il Pianeta, ma alimenta l’economia locale e rafforza il senso di appartenenza: ecco perché per noi è prioritario investire in un progetto simile, che non solo è utile ma è anche generatore di grande valore».