Dalla smart home alla smart grid

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Valerio Natalizia, A.D. di SMA Italia

Negli ultimi anni è cambiato il modo di vivere la casa e di conseguenza anche il modo di usare l’energia. Il ricorso allo smart working a seguito dell’emergenza da Covid-19 ha tutelato la salute dei lavoratori durante la prosecuzione delle attività produttive, ma ha anche contribuito inevitabilmente all’aumento dei consumi domestici, muovendo l‘attenzione collettiva sul tema del risparmio energetico e sulla crescente richiesta di informazioni circa il fotovoltaico da parte di privati.

In questo contesto sono state sviluppate, ad esempio, alcune soluzioni di efficientamento in grado di garantire consumi più bassi, monitorando e gestendo i flussi energetici attraverso delle app dedicate anche da remoto: peculiarità rilevante ora che gran parte della forza lavoro italiana è tornata in ufficio.

Al di là dello scenario lavorativo che si andrà a determinare, grazie a questa sensibilità sociale sempre più spiccata e alla crescente attenzione verso la sostenibilità, ci si aspetta un incremento del fotovoltaico nei prossimi anni, in particolar modo nel settore residenziale.

La rivoluzione digitale al servizio dell’energia

Sebbene si parli di domotica già da anni, di più recente sviluppo è il concetto di domotica energetica, che fornisce le componenti tecnologiche che rendono una casa “intelligente” anche da questo punto di vista.

Nelle smart home l’approvvigionamento energetico può avvenire tramite un impianto fotovoltaico interconnesso direttamente con gli altri componenti del sistema, il tutto gestito attraverso un dispositivo che funge da “cervello”, in quanto dotato di intelligenza artificiale. L’energia autoprodotta può essere direzionata a seconda del dispendio energetico di ogni elettrodomestico, oppure raccolta tramite un dispositivo di storage per essere utilizzata in un secondo momento, ad esempio durante la notte.

Questa alternativa è estremamente utile per aumentare l’efficienza energetica di una smart home, perché consente di sfruttare l’energia solare disponibile invece di quella delle reti pubbliche, risparmiando fino all’80% all’anno dei costi in bolletta.

A livello tecnologico è oggi possibile il passaggio dalle smart home alle più recenti smart grid con le comunità energetiche, che danno la possibilità ai cittadini di diventare parte integrante del processo di produzione e consumo di energia.

Grazie al recepimento della relativa Direttiva Europea, le comunità energetiche in Italia stanno partendo con i primi progetti sperimentali: l’obiettivo è quello di produrre e consumare l’energia nel medesimo posto, in maniera diretta, o differita, se si utilizzano sistemi di accumulo, portando ai massimi livelli l’autoconsumo, ovvero l’indipendenza dalla rete.

Verso un 2022 più consapevole

L’utilizzo del solare sarà in futuro sempre più diffuso, questo anche grazie agli strumenti di supporto governativi come le detrazioni fiscali. Stando alle previsioni del World Energy Outlook 2020, entro i prossimi dieci anni, le energie rinnovabili forniranno il 40% dell’elettricità a livello globale e, in generale, l’energia pulita prodotta dagli impianti fotovoltaici si sostituirà sempre di più a quella prodotta dai combustibili fossili tradizionali.

I cittadini stanno sviluppando una maggiore coscienza dal punto di vista ecologico, ma anche più nello specifico dal punto di vista energetico; dal canto loro, le aziende devono continuare a sviluppare prodotti nuovi, performanti e soprattutto interconnessi, ma con la prerogativa di offrire sistemi semplici da utilizzare, che migliorino la fruizione da parte dei clienti. Si tratta di un requisito fondamentale per avvicinare tutti a un cambio di approvvigionamento energetico.

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2021 di Energia&Mercato: puoi abbonarti alla rivista a questo link.