Casa green? Si fanno avanti le ESCo

ESCo Direttiva case green

Come annunciato il 14 ottobre 2020 con il varo del Green Deal, la Commissione Europea ha recentemente presentato la propria strategia per gestire il grande numero di ristrutturazioni e contrastare le emissioni. Un piano ambizioso, che si è tradotto nell’Energy Performance of Buildings Directive, comunemente nota come Direttiva Case Green.

Una premessa è d’obbligo: gli edifici sono responsabili del 40% circa del consumo energetico dell’Unione e di oltre la metà del consumo di gas (riscaldamento, raffreddamento e acqua calda sanitaria), ragione per cui la Direttiva persegue l’obiettivo di accrescere la percentuale di edifici efficientati annualmente e di sostenere i processi di decarbonizzazione.

Nel breve e nel lungo termine

Le finalità principali della Direttiva al 2030 riguardano la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e il consumo di energia, senza dimenticare però di definire una strategia di lungo termine per guidare l’edilizia verso la neutralità climatica.

Il testo indica la necessità di aumentare la percentuale delle ristrutturazioni degli edifici, di migliorare le informazioni esistenti e il monitoraggio sulle prestazioni energetica e la sostenibilità degli immobili, imponendo di arrivare a garantire che tutte le costruzioni siano in linea con i requisiti di neutralità climatica al 2050.

Il ruolo della finanza…

In occasione dell’approvazione definitiva del testo, il Ministro italiano dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha richiamato con decisione l’attenzione su un tema chiave: chi pagherà per effettuare i lavori?

Secondo un recente studio che Bankitalia ha dedicato allo stato dell’efficienza energetica nelle abitazioni italiane e pubblicato nella collana “Questioni di Economia e Finanza”, alle banche e agli altri intermediari finanziari spetterà un ruolo cruciale nel supportare i processi di efficientamento energetico. Diventa dunque necessario prevedere la realizzazione di prodotti finanziari verdi, come i mutui green già presenti in altri contesti europei.

… e quello delle ESCo

Questi strumenti potrebbero facilitare gli interventi, ma occorrerà potenziare il ruolo delle società che più di tutte potrebbero fare la differenza in questa partita: le Energy Service Company. La finanza per gli interventi di efficienza, infatti, è già nelle strutture da ristrutturare, visto l’alto livello di costi e di sprechi presenti.

Le ESCo, grazie all’adozione dei contratti EPC, garantirebbero al cliente finale di effettuare gli interventi e di ripagare il tutto grazie al risparmio garantito.

Certificati bianchi e conto termico

Come già sostenuto da Federesco durante i propri convegni e attraverso il documento di analisi realizzato dal professor Antonio Pezzini, membro del Comitato Economico e Sociale Europeo e della Segreteria Tecnica – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, un corretto e supportato piano di riqualificazione dei soli edifici condominiali in classe energetica bassa (G-F-E) porterebbe alla ristrutturazione di più del 70% delle abitazioni del Paese, con grandi benefici dal punto di vista ambientale ed economico.

Anche per questo motivo sarà necessario prevedere il potenziamento del settore delle ESCo attraverso l’aggiornamento del Servizio Energia Plus (Decreto Legislativo 115/2008) prevedendo l’utilizzo di fornitura di energia elettrica/gas e integrare impianti fotovoltaici stand alone.

In linea con la Direttiva sarà necessario l’obbligo di una certificazione energetica per le ristrutturazioni e l’incentivazione di interventi attraverso il meccanismo dei certificati bianchi, oltre che il potenziamento della misura del conto termico per gli immobili residenziali.

Risparmi del 35% sulla domanda di gas

L’Italia potrebbe ridurre del 35% la propria domanda di gas per il riscaldamento (26 miliardi di metri cubi) e, allo stesso tempo, ridurre le emissioni di CO2 di oltre il 30%. Numeri rilevanti, soprattutto nell’ottica di arrivare al 2030 con una riduzione del 55%.

La Direttiva però rappresenta una grande opportunità anche per il settore dell’edilizia. Dopo la stagione Superbonus 110%, si potrebbe finalmente investire in un settore cruciale per il nostro Paese, contribuendo a ridurre le emissioni e generare benefici dal punto di vista sociale, ambientale ed economici.