L’efficienza energetica si ripaga in bolletta

Gli schemi di finanziamento “on bill” utilizzano una bolletta di fornitura come veicolo per il pagamento di un finanziamento. Il procedimento è semplice: alla bolletta dell’energia elettrica viene aggiunta una riga in cui è quantificato l’ammontare dovuto per il servizio del debito contratto. Un eventuale intervento di efficientamento energetico, per esempio, può essere ripagato attraverso la bolletta e anche l’ammontare del servizio del debito potrà essere compensato con i minori costi della fornitura derivanti dai ridotti consumi di energia. Ne abbiamo parlato con Michele Russo, partner della società di consulenza finanziaria e aziendale Eptaprime e referente del progetto europeo RenOnBill.

Che cos’è il progetto RenOnBill?

Si tratta di un progetto di ricerca applicata finanziato dalla Commissione Europea a valere sul fondo Horizon 2020. Studiamo le tecniche di ripagamento in bolletta già attive, principalmente in Nord America, e cerchiamo di replicare gli schemi nel contesto europeo. Abbiamo scelto Italia, Spagna e Lituania come paesi obiettivo, per ciascuno dei quali proporremo uno schema di ripagamento in bolletta immediatamente attivabile. Per ciascun Paese, il consorzio RenOnBill coinvolge un fornitore del mercato energetico e altre realtà con competenze ingegneristiche, finanziarie e di comunicazione.

Chi sono i partner italiani del progetto e quali iniziative sono state sviluppate?

In Italia la ricerca coinvolge Bluenergy, fornitore di gas e luce nel Nord Italia, insieme al Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica, Gestionale e dei Trasporti dell’Università di Genova, la cui unità di ricerca è coordinata dal professor Vincenzo Bianco, e alla società di consulenza finanziaria e aziendale Epta Prime. L’Università di Genova ha sviluppato un software per la modellizzazione degli interventi di efficientamento e la stima del ritorno atteso dell’investimento, mentre Epta Prime si è occupata del disegno finanziario del prodotto ed è responsabile della disseminazione dei risultati.

Chi sono i soggetti coinvolti negli schemi on-bill?

Negli schemi più semplici, il fornitore di energia mette a disposizione i capitali per l’intervento di efficientamento e raccoglie le somme per il ripagamento del debito tramite la bolletta. Qualora il finanziamento avvenga tramite una terza parte bancaria, le somme dovranno essere versate al titolare del credito.

Quali sono i vantaggi per le utility e per i loro clienti?

Le utility hanno la possibilità di muoversi verso gli obiettivi di sostenibilità, fidelizzando al contempo la propria clientela: l’adesione a un programma di efficientamento energetico finanziato può essere una leva di marketing importante per contenere il tasso di abbandono da parte dei clienti. Che dal canto loro possono arrivare ad azzerare il costo iniziale dell’intervento, trasformando la propria casa in un ambiente più confortevole e valorizzando l’investimento immobiliare. 

Quale prospettiva di sviluppo hanno questi strumenti sul mercato italiano e quale è il loro rapporto con gli incentivi previsti dal Superbonus al 110%?

Il Superbonus al 110% ha rivoluzionato il mercato dell’efficientamento energetico dandogli una spinta potenziale davvero importante. Evidentemente, la presenza di un forte sostegno pubblico agli interventi di efficientamento rende meno di impatto altre forme di finanziamento. Tuttavia, per quanto vantaggiosa, si tratta di una misura temporanea che rende opportuno lo studio di schemi alternativi.

Il ripagamento in bolletta potrebbe inoltre accompagnare il superbonus finanziando gli interventi che la normativa attuale non incentiva: la presenza di un forte incentivo statale potrebbe addirittura diventare un volano per schemi di mercato apparentemente alternativi. Infine, gli schemi on-bill possono essere applicati anche in ambito commerciale e industriale, al momento esclusi dal Superbonus.