Edifici nuovi, il tema energetico guida la progettazione

Progettare edifici a basso impatto ambientale

Che cosa vuol dire progettare un edificio sostenibile? Quali sono i primi interventi da programmare e quali sono i più critici? Quali sono le tecnologie più promettenti e quali intoppi rischiano di pregiudicare il risultato?

Lo abbiamo chiesto al team di Deerns Italia, ufficio italiano della società internazionale di consulenza multidisciplinare per l’edilizia sostenibile attiva con 17 uffici in 9 Paesi del mondo. In Italia, l’azienda ha al suo attivo oltre 2mila progetti, tra cui alcune delle più significative operazioni immobiliari degli ultimi anni, dal Bosco Verticale alla torre Unipol, da CityLife al Mind, tutte a Milano.

Siamo andati a trovare l’azienda nella nuova sede di via Monterosa 91, un’architettura iconica firmata da Renzo Piano all’inizio del millennio, alla cui progettazione alcuni membri del team di Deerns Italia avevano partecipato allora e alla cui riqualificazione ha preso parte Deerns Italia oggi, scegliendo poi di trasferirvi i propri uffici milanesi (dal 2022 Deerns Italia ha anche un altro ufficio operativo a Roma). In Deerns Italia abbiamo incontrato alcuni membri chiave del team guidato dal Managing Director Giuseppe Dibari.

Tema-guida, l’energia

«Creare edifici sostenibili significa adottare soluzioni innovative che consentano di ridurre l’impatto dell’ambiente costruito, garantendo il comfort delle persone e con l’obiettivo a tendere a un mondo a zero emissioni», spiega Giuseppe Dibari. Ma come si realizzano queste istanze? Qual è il primo passo da compiere per raggiungere il risultato? Oggi la prestazione energetica guida l’intera progettazione.

Il primo aspetto che si affronta quando parte la progettazione di un nuovo edificio è la possibilità di integrare l’autoproduzione da fonti rinnovabili. Quello dei consumi energetici e dell’efficienza è un tema pervasivo, trasversale a tutti gli aspetti architettonici e strutturali, dalla forma dell’edificio alle tecniche costruttive, dalla scelta dei materiali allo sviluppo degli impianti meccanici, elettrici e idraulici, i cosiddetti MEP».

Progettazione sostenibile integrale

La progettazione sostenibile riguarda tutti gli aspetti impiantistici, coinvolgendo anche l’ingegneria della facciata, fondamentale per l’isolamento termico dell’immobile, la climatizzazione interna, integrando i sistemi di building management, i cosiddetti BMS, per ottimizzare le regolazioni in ordine alla riduzione dei consumi.

Tra gli apparati di monitoraggio e controllo più sofisticati, quelli basati sull’intelligenza artificiale, che apprendono dai dati rilevati nell’edificio per correggere le inefficienze mantenendo il comfort degli ambienti.

Prevenire gli effetti del clima

La definizione e valutazione delle prestazioni impiantistiche dell’edificio sono appannaggio del team di Building Performance guidato dall’Operations Director Mattia Mariani; tra gli ambiti che i professionisti del team sono in grado di valutare c’è anche il rischio climatico di edifici esistenti o in fase di progettazione.

«La diagnosi delle aree di vulnerabilità di un edificio permette di stimare l’impatto potenziale di condizioni climatiche anche estreme. Attraverso simulazioni multi-obiettivo, condotte applicando specifiche modellazioni, è possibile prevedere il comportamento di un edificio in presenza di diverse condizioni climatiche attuali e future e individuare corrispondenti azioni mitigative, tra cui interventi sulla componente di involucro, sistemi di ventilazione, installazione di vasche di accumulo delle acque meteoriche, coperture verdi, inserimento di impianti fotovoltaici, anche in facciata, nonché modalità di gestione innovative dell’immobile utili per ottimizzare i consumi mantenendo le abitudini d’uso delle persone», conclude Mariani.

Le case sono miniere per l’economia circolare

La sostenibilità dei singoli edifici è collegata con l’ambiente costruito che generalmente si concentra nei centri abitati. Spesso si sottovaluta uno degli aspetti di sostenibilità intrinsechi negli edifici urbani esistenti, ovvero quello di costituire una miniera di circolarità nel cuore delle città.

Dalla moquette al vetro delle facciate, fino alle pareti: ogni componente degli edifici può essere disassemblato per essere restituito a nuova vita e reintrodotto nel ciclo produttivo, alimentando l’economia circolare.

È la pratica dell’Urban Mining. Grazie a una strategia di ristrutturazione sviluppata intorno al riuso del preesistente edificio, sarà possibile evitare i rifiuti provenienti dalle demolizioni.

Un altro esempio di economia circolare è l’utilizzo del legno, che, oltre al valore aggiunto di ridurre l’impronta carbon, permette flessibilità realizzativa e progettazione per il futuro disassemblaggio e rivitalizzazione, con soluzioni architettoniche inedite.