Un miglioramento di sei classi energetiche e un taglio del 50% alle emissioni di CO2. Rekeep ha annunciato la conclusione dei lavori di riqualificazione di impianto e involucro del Presidio Ospedaliero Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto (in provincia di Ascoli Piceno).
Un intervento durato poco meno di due anni, con oltre 3 mesi di stop per la pandemia: ma ora, concluso il collaudo, i lavori sono ufficialmente finiti.
Ospedale di San Benedetto del Tronto: i risultati
La struttura a seguito della realizzazione di una coibentazione termica di qualità elevata degli oltre 7.000 metri quadrati di coperture piane, dei 15.000 metri quadrati di facciate verticali e della riqualificazione della centrale termica, è riuscita a registrare un “salto” di sei classi energetiche, passando dalla precedente “G” all’attuale “A1”. In questo modo, il presidio ridurrà le proprie emissioni di CO2 di circa il 50%, per un totale di circa 495 tonnellate di anidride carbonica annua in meno nell’atmosfera.
Efficientare gli ospedali
Secondo Rekeep, questo risultato è replicabile in molte strutture ospedaliere italiane che hanno le medesime caratteristiche energivore. In generale, come evidenziato dalla ricerca realizzata dalla società di studi economici Nomisma per Rekeep dal titolo “Un Green New Deal sul patrimonio immobiliare pubblico: nuove economie ed effetti ecosistemici”, un programma complessivo di interventi di riqualificazione energetica e sismica sul patrimonio della pubblica amministrazione potrebbe costituire una soluzione concreta, sostenibile e virtuosa di transizione energetica per dare al nostro Paese una solida prospettiva di ripresa e di sviluppo, con effetti positivi in termini di PIL, occupazione, riduzione delle emissioni e dei consumi energetici.
Gli interventi sull'ospedale di San Benedetto
Gli interventi edilizi sull’Ospedale di San Benedetto del Tronto hanno riguardato l’isolamento perimetrale a cappotto, a facciata ventilata e delle coperture e la sostituzione degli infissi, degli avvolgibili, oltre all’istallazione di nuovi cassonetti coibentati con l’obiettivo di ridurre al minimo le dispersioni esterne. Gli interventi impiantistici, invece, hanno riguardato il rifacimento completo della centrale termica, l’istallazione di un sistema di regolazione e supervisione della stessa e delle unità di trattamento aria esistenti, di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria e di un impianto fotovoltaico da 15 kWp per la produzione di energia elettrica.
Gli interventi sono stati preceduti da un approfondito studio progettuale preliminare condotto dalla Regione Marche, dall’Università Politecnica delle Marche, dalla Società Italiana dell’Architettura e dell’Ingegneria per la Sanità, seguendo un modello EPC (Energy Performance Contract), secondo il quale gli investimenti realizzati vengono pagati in relazione al livello di miglioramento dell’efficienza energetica stabilito contrattualmente.
I lavori, che hanno richiesto un investimento da parte della Regione Marche di oltre 5,4 milioni euro, fanno parte del progetto “Interventi di efficienza energetica nelle strutture sanitarie”, finanziato, oltre che con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), con il contributo del programma europeo Intelligent Energy Europe (IEE) e con il ricorso ad innovative forme di finanziamento come il Partenariato Pubblico Privato (PPP), una soluzione che prevede di affidare a una società esterna i lavori che vengono ripagati attraverso la gestione successiva dell’immobile, limitando, quindi, l’utilizzo delle risorse pubbliche.