Nel 2022, il mercato italiano della smart home è stato il primo in Europa per tasso di crescita su base annuale. Dopo la ripresa del 2021, il comparto ha segnato infatti un incremento del 18% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 770 milioni di euro. Il dato avrebbe potuto essere ancora migliore e superare il 30% se non fosse stato frenato, come già lo scorso anno, dalla carenza di materie prime e semiconduttori collegata all’instabilità economica e geopolitica.
Sono questi, in estrema sintesi, i risultati dalla nuova ricerca promossa nell’ambito dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentata venerdì scorso presso la sede dell’ateneo nel convegno intitolato “La Smart Home guarda al futuro: energia, servizi, ecosistemi”.
Crescita più rapida, dimensioni e spesa pro capite inferiori
La crescita del mercato italiano della smart home supera di misura quella del mercato spagnolo (+10%), britannico (+4%) e francese (1,3%), a fronte del calo del 5% registrato dall’omologo tedesco. Pur crescendo meno, Regno Unito, Germania e Francia continuano comunque a dispiegare volumi d’affari maggiori, con un fatturato complessivo che nella domotica ammonta rispettivamente a 4 miliardi, a 3,7 miliardi e a 1,3 miliardi di euro.
E se la spesa media pro capite italiana si ferma a 13 euro per abitante, nel Regno Unito supera il 61,5 euro per abitante e in Germania i 44,5 euro, mentre in Francia si attesta su più modesto 19,5 euro abitante. Oltreoceano, gli abitanti degli Stati Uniti spendono in media 59,6 euro.
Risparmio energetico, nuovi servizi, ecosistemi
«Il 2022 ha portato grandi novità sul fronte della domanda e dell’offerta di soluzioni smart per la casa. L’aumento dei prezzi dell’energia ha spinto i consumatori a porre maggiore attenzione ai propri consumi, sfruttando in parte anche le tecnologie smart. Lato offerta, si assiste al riposizionamento di alcuni dei principali player sul mercato, con strategie che mettono sempre più al centro il risparmio energetico. Parallelamente, si rafforza l’offerta dei nuovi servizi ed evolve il ruolo degli ecosistemi, con Matter in prima fila tra le iniziative più rilevanti», afferma Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things.
Risparmi energetici fino a 460 euro all’anno
Se lo scorso anno il dinamismo del mercato nazionale era trainato dalle soluzioni per la sicurezza, oggi la classifica dei dispositivi più venduti è guidata dalle caldaie, dai termostati intelligenti e dai condizionatori connessi per riscaldamento e climatizzazione, che coprono una quota di 155 milioni di euro, crescendo del 40%, anche sulla spinta di Superbonus ed Ecobonus.
Il titolo del convegno, del resto, parla chiaro: l’ambito energetico al momento è l’elemento che traina la diffusione delle applicazioni smart per la casa. Da quando infatti il costo dell’energia è lievitato diventando una delle preoccupazioni più pressanti degli italiani, l’attenzione per il risparmio energetico è cresciuta ai massimi livelli: il 91% delle persone interpellate nella survey dell’Osservatorio è impegnato a ridurre i costi della propria abitazione.
L’utilizzo dei dispositivi smart, si legge nella ricerca dell’Osservatorio, potrebbe contribuire ad abbattere del 23% i consumi annuali per il riscaldamento e del 20% quelli elettrici. Un risparmio di circa 330 euro l’anno per un bilocale di 70 mq e fino a 460 euro per un trilocale di 110 mq.
Ma la consapevolezza è ancora scarsa
Tuttavia, tra i consumatori non vi è ancora piena consapevolezza del nesso tra risparmio energetico e domotica: per risparmiare energia, gran parte degli italiani adotta comportamenti virtuosi (81%) o acquista dispositivi ed elettrodomestici che consumano meno (42%), mentre sono ancora pochi coloro che utilizzano gli oggetti smart per il monitoraggio dei consumi in tempo reale (17%) o che gestiscono tramite scenari riscaldamento e raffrescamento (11%) e ancora meno coloro che gestiscono sistemi di accumulo e autoproduzione da fonti rinnovabili (4%) o attivano servizi per ottimizzare i consumi (2%).
La sicurezza scende al secondo posto
Al secondo posto della classifica, gli apparecchi per la sicurezza domestica totalizzano 150 milioni di euro (19% del mercato, +20%). Il mercato è trainato da soluzioni hardware quali videocamere, sensori per porte/finestre e serrature connesse.
Cresce il peso dei servizi, come gli abbonamenti che consentono di archiviare su cloud immagini e video, di fare chiamate automatiche di emergenza o di attivare il pronto intervento in caso di allarme; crescono le vendite di assicurazioni furto e incendio pay-per-use con premio variabile a seconda dei giorni di attivazione della polizza.
Più elettrodomestici smart, meno home speaker
Al terzo posto troviamo gli elettrodomestici smart, con 140 milioni di euro (18% del mercato, +4%), un settore che ha tenuto grazie al progressivo ampliamento dell’offerta, con i principali produttori che presentano ormai l’intera gamma connessa.
Al quarto posto troviamo gli smart speaker (137 milioni,18% del mercato, +5%), con un rallentamento del trend di crescita dovuto in gran parte alla progressiva saturazione del mercato, che vede sempre più abitazioni già dotate di uno o più speaker al loro interno.
La rimanente quota del mercato è costituita da casse audio (9%, +10%), lampadine (7%, +9%), serie civili connesse (4%, +55%), smart plug (prese elettriche intelligenti, 2%, +25%), dispositivi per gestire tende e tapparelle da remoto (2%, +31%) e soluzioni di Assisted Living (1%, +12%).
In crescita tutti i canali di vendita
Il 2022 segna una forte crescita di tutti i canali di vendita, specialmente della filiera tradizionale (345 milioni di euro, 45% del mercato, +40% rispetto al 2021) e degli eRetailer (260 milioni di euro, 34% del mercato), in forte ripresa, anche se ad un tasso più contenuto rispetto al 2021 (+15% contro il +25% del 2021). Seguono al terzo posto i retailer multicanale (130 milioni di euro, 17%), con tassi di crescita molto più contenuti (+4%). Rimangono limitate le vendite di utility, assicurazioni e telco, anche se per le prime è stato un anno di forte rilancio delle offerte per la Smart Home, facendo leva sul tema del risparmio energetico.
Che cosa ne pensano i consumatori?
«I consumatori italiani sono sempre più pronti per la smart home: cresce l’utilizzo dei dispositivi connessi. Aumenta significativamente il numero dei consumatori in grado di attivare in autonomia le app associate agli oggetti smart, che oggi rappresentano il 78% del totale (+24% rispetto al 2021), a conferma del buon livello di maturità raggiunto dagli utenti e della maggiore fruibilità delle app. La gestione della smart home rimane ancora un’esperienza abbastanza frammentata per l’utente finale, anche se abbiamo osservato forti miglioramenti: un consumatore su tre ha disposizione un’unica app per gestire più dispositivi», spiega Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things.
La maggior parte dei consumatori italiani con oggetti connessi in casa utilizza frequentemente le funzionalità smart (63%, +2% rispetto al 2021). La app è la principale interfaccia (72%) e cresce il numero di consumatori in grado di attivare in autonomia le app associate agli oggetti smart (78% dei rispondenti, +24% rispetto). La maggior parte degli utenti desidera una completa integrazione e comunicazione tra i dispositivi smart installati.
L’evoluzione tecnologica e lo standard Matter
Prosegue l’evoluzione delle tecnologie abilitanti per la smart home. In particolare, nel corso del 2022 la Connectivity Standard Alliance (CSA) ha completato le specifiche di Matter, il nuovo standard di riferimento per il settore. Spiega Antonio Capone, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Internet of Things: «La prima versione di Matter è stata rilasciata a ottobre 2022. Al momento sono 550 i dispositivi certificati Matter e altri 150 sono in via di certificazione. L’organizzazione rilascerà aggiornamenti biennali, con nuovi dispositivi, nuove funzionalità e migliorie del protocollo. Parallelamente, i produttori di semiconduttori si sono allineati per introdurre sul mercato ambienti di sviluppo che facilitino il lavoro degli sviluppatori, favorendo il lancio di dispositivi Matter-compliant».