Mai come nell’era Covid la casa è stata importante nella vita delle persone. Per molti lavoratori e studenti, l’attività a distanza imposta dal severo lockdown della primavera scorsa non si è mai interrotta, dapprima in forme improvvisate per arginare l’emergenza, poi cristallizzate in una quasi normalità, a volte scelta, più spesso imposta dal protrarsi della pandemia. Nel corso dei mesi, la casa è diventata una sorta di cantiere sperimentale per forme inedite di lavoro, di apprendimento e di socialità virtuale, trasformandosi in ufficio, scuola, sala riunioni, palestra, cinema, laboratorio di gastronomia a seconda delle circostanze e delle ore del giorno.
Anche lo Stato ha contribuito alla rinnovata centralità della casa e della dimensione domestica, identificando nell’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare residenziale italiano una opportunità strategica per il rilancio dell’economia e per lo sviluppo del Paese, facendone l’oggetto di una delle più rilevanti detrazioni fiscali degli ultimi anni, il Superbonus al 110%.
2020, il mercato tiene
Dal canto suo, il mercato della smart home ha tratto buoni frutti dal crescente interesse verso la casa, resistendo bene all’impatto della pandemia e compensando rapidamente il crollo di vendite del primo lockdown, compreso tra il 60% e il 100%, grazie alla vivace ripresa nei mesi successivi alle riaperture dell’estate scorsa. Per il settore, il 2020 si chiude in lieve flessione, con un calo del 5% rispetto all’anno precedente e con un valore complessivo di 505 milioni di euro. Il dato emerge della ricerca annuale dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, eloquentemente intitolata “Stay at home, stay in a Smart Home: la casa intelligente alla prova del Covid”.
Più servizi e nuovi player nell’arena
«L’emergenza ha arrestato il trend di forte crescita degli ultimi anni, ma il mercato della smart home ha saputo reggere l’urto del Covid, segnando soltanto una lieve flessione. Un ottimo risultato, considerando il contesto in cui le aziende hanno dovuto operare e il crollo delle vendite registrato nella prima parte dell’anno. Dall’altro lato, la pandemia ha contribuito a rinnovare l’interesse degli italiani per la casa e a far crescere la cultura digitale dell’utenza: due elementi che traineranno il mercato nel 2021», afferma Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things.
Continua Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things: «Nel 2020 sono emersi due trend che tracceranno il futuro della smart home. In primo luogo, la progressiva servitizzazione, ossia il passaggio dalla vendita del solo hardware alla proposta di servizi aggiuntivi, come la possibilità di attivare un pronto intervento in caso di pericolo per gli anziani che vivono soli in casa. Secondo, l’ingresso di nuovi attori in questo mercato, dai produttori di arredamento alla GDO, dal real estate ai produttori auto, che hanno esteso i confini della competizione».
Security in calo, crescono gli home speaker
Le nuove abitudini e i nuovi stili di vita indotti dalla panedemia hanno favorito la diffusione di alcune soluzioni smart, penalizzandone altre fino a ieri sulla cresta dell’onda: un caso su tutti, i dispositivi per la sicurezza, tra cui videocamere, sensori per porte e finestre, serrature connesse, che pur superando il 20% del mercato e rimanendo al primo posto con un valore di 105 milioni di euro, segnano un calo del 30% rispetto al 2019. La battuta d’arresto è evidenziata dalle opinioni dei consumatori, che indicano ancora la sicurezza come prima motivazione di acquisto di un oggetto smart, ma con un calo di 9 punti percentuali rispetto alla scorsa rilevazione.
Continua invece l’avanzata degli smart home speaker, che crescono del 10% e raggiungono le soluzioni per la sicurezza al primo posto, generando un valore di 105 milioni di euro e toccando il 21% del mercato. Nuove partnership siglate nel 2020 e nuove funzionalità hanno consolidato il mercato, che tuttavia sconta l’integrazione solo parziale degli apparecchi con gli altri oggetti smart presenti in casa, gestiti con comandi vocali solo dal 14% dei possessori di smart speaker.
Retailer online, boom di vendite
I retailer online crescono del 20%, spinti dal boom dell’e-commerce, superando per quote di mercato la filiera tradizionale degli installatori, che mantiene un ruolo di primo piano ma perde il 17% del mercato. I retailer multicanale hanno avuto alti e bassi, chiudendo l’anno con un fatturato lievemente inferiore a quello registrato nel 2019.
L’emergenza sanitaria ha avuto un impatto diverso sui singoli canali di vendita. Gli e-Retailer hanno cavalcato il boom degli acquisti online raggiungendo quota 180 milioni di euro, pari al 36% del mercato e con una crescita del 20%, trainata dalla riduzione dei prezzi derivata dall’ingresso sul mercato di nuovi competitor e dall’aumento delle promozioni dedicate ai prodotti smart. Anche i retailer multicanale hanno cercato di sfruttare la spinta all’e-Commerce ampliando la gamma di prodotti offerti in rete, ma non è bastato per chiudere l’anno in positivo: le vendite sono state pari a 95 milioni di euro (-5%) a causa della riduzione degli acquisti in negozio. La filiera tradizionale è il canale che ha sofferto maggiormente l’impatto del Covid19, per il timore del rischio di contagio da Covid-19 che ha dissuaso molti dall’accogliere estranei in casa, rendendo preferibile l’installazione dei dispositivi in autonomia. Le vendite sono state pari a 175 milioni di euro, con un calo del 17% e un’ulteriore perdita di quote di mercato a favore dei retailer online, dopo quelle già registrate negli ultimi anni (dal 50% del 2018 al 39% del 2019 fino al 34% del 2020). Rimangono limitate per il momento le vendite di telco, utility e assicurazioni, anche se è stato un anno di rilancio sul fronte delle nuove offerte integrate per la casa.
Bene elettrodomestici e soluzioni clima
Gli elettrodomestici smart coprono il 20% del mercato, toccando i 100 milioni di euro grazie a una crescita del 17%, con un ampliamento dell’offerta trainata dal boom di vendite di alcuni prodotti emergenti, come i robot aspirapolvere e i purificatori d’aria. Cresce anche l’uso delle funzionalità smart da parte dei consumatori, attivate dal 59% di coloro che possiedono grandi e piccoli elettrodomestici (+19% rispetto al 2019). Caldaie, termostati e condizionatori connessi hanno beneficiato degli incentivi di Superbonus e Ecobonus, segnando una crescita del 15% con vendite per 75 milioni di euro, pari al 15% del mercato. Chiudono le casse audio (9% del mercato) e le lampadine connesse (8%), le cui vendite sono trainate da numerose offerte che prevedono bundle con altri dispositivi.