Accumuli elettrochimici a due velocità: frena il residenziale, vola lo stand-alone

Accumuli elettrochimici a due velocità

Nel 2024 gli accumuli elettrochimici in Italia sono cresciuti in termini di capacità di 5,92 Gwh, arrivando a un totale di 12,9. All’ottima performance dello stand-alone corrisponde un rallentamento del residenziale, che sconta la fine degli incentivi sull’intero fronte delle rinnovabili.

E permane una forte concentrazione nelle regioni settentrionali del Paese. Il quadro emerge dai dati Gaudì, puntualmente forniti da Terna. Degli oltre 733mila sistemi di accumulo elettrochimici connessi, il 70% è associato a impianti fotovoltaici.

Quasi tutti, cioè il 68% è associato a un impianto fotovoltaico di potenza inferiore di 20 kW. I dati, ripresi in una elaborazione di ITALIA SOLARE, confermano il ruolo ormai rilevante degli stand-alone, arrivati ormai a circa un terzo della capacità complessiva con 3,8 Gwh.

Distribuzione Regionale

A livello regionale, la presenza di accumuli si conferma in linea con la densità di popolazione. La Lombardia è in prima linea nel settore residenziale, con 1.601 MWh di accumuli fotovoltaici, seguita da Veneto ed Emilia Romagna.

In totale, queste cinque regioni concentrano oltre il 55% della capacità totale degli accumuli associati a impianti fotovoltaici e circa la metà della popolazione italiana. La zona di mercato Nord prevale, però, anche per quanto riguarda gli accumuli stand-alone, in questo caso con il 77% della capacità totale.

Un Settore in Evoluzione e Incertezze

Nel trend di crescita generale si distinguono trend diversi tra residenziali e accumuli associati a impianti di potenza superiore a 20 kW. Nel primo caso si registra un costante calo nella potenza connessa, con un sostanziale dimezzamento tra il primo trimestre del 2024 e l’ultimo (da 896 Mwh a 427 Mwh).

Prendendo in considerazione l’intero 2024, la nuova potenza è di 2,43 Gwh, contro i 3,59 del 2023. Al calo del residenziale corrisponde però un aumento delle connessioni di accumuli associati a impianti di grandi dimensioni.

Anche se i numeri non sono ancora paragonabili: nel quarto trimestre del 2024, parliamo di 43 Mwh. Da segnalare, nel corso dell’anno, anche 18 accumuli stand alone connessi nel corso del 2024.

Il Futuro degli Accumuli

«L’aumento degli accumuli di varia taglia, in particolare utility-scale, conferma il loro ruolo strategico per la transizione energetica – è il commento di Fabio Zanellini, Coordinatore del Gruppo di Lavoro Sistemi di accumulo di Italia Solare, che ha anche sottolineato come gli esiti delle ultime aste del Capacity Market e l’evoluzione normativa del TIDE, recepita nell’aggiornamento del Codice di Rete, abbiano sancito la centralità dello storage. Il MACSE darà ulteriore impulso al settore, ma restano ancora da valorizzare le potenzialità degli accumuli medio-piccoli».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di aprile 2025 di Energia&Mercato. Se vuoi ricevere Energia&Mercato, puoi abbonarti nel nostro shop.