Investimenti e rinnovabili: si guarda al medio-lungo termine

Rapporto Irex Althesys

Ogni anno, il Rapporto Irex di Althesys delinea una mappa degli investimenti rivolti al mercato italiano delle rinnovabili. Per il 2022, lo studio ha tracciato 958 operazioni: un numero più che doppio rispetto alle 437 dell’anno precedente.

Al valore complessivo degli investimenti, che ha sfiorato i 41 miliardi di euro mettendo a segno una crescita del 203% rispetto al 2021 anche per effetto del PNRR, corrisponde una potenza installata di 38,9 GW (+160% rispetto al 2021), che insieme agli impianti di generazione include circa 1,4 GW di sistemi di accumulo stand-alone più altri 36 MW abbinati a nuovi progetti.

Il trend di forte crescita è proseguito nell’anno che sta per concludersi, con una crescita delle iniziative fotovoltaiche del 37% nei primi sei mesi del 2023 e un aumento degli storage pari al 72%. Il potenziale di crescita del mercato italiano dell’energia rinnovabile al 2030 appare tuttavia ancora enorme, sottolinea lo studio, e l’anno passato ha segnato una cesura e un punto di svolta.

Le strategie di investimento dovranno tener conto delle potenzialità delle singole tecnologie e delle dinamiche in atto nel medio-lungo termine, nella consapevolezza del ruolo determinante che spetta alle infrastrutture energetiche per lo sviluppo delle rinnovabili (reti e storage) e della rilevanza di un adeguato quadro normativo e regolatorio, attualmente in via di definizione.

Fotovoltaico

Per il solare è prevista la cosiddetta “parte del leone” nel futuro del sistema elettrico italiano: i costi sono diminuiti drasticamente negli ultimi anni, rendendo il solare una fonte molto competitiva e non esiste una tecnologia di produzione energetica che abbia conquistato il mercato con tanta rapidità.

Ha livelli di maturità elevati ed è una tecnologia versatile: autoconsumo, scala utility, con storage.

Agrivoltaico

In forte espansione in tutto il mondo, in Italia è al momento penalizzato dal quadro normativo e da processi autorizzativi. I costi dell’agrivoltaico a terra sono già paragonabili alle configurazioni convenzionali.

Al contrario, i LCOE per l’agrivoltaico sopraelevato sono superiori di circa il 30% rispetto agli impianti a terra (1 MW) con inseguitori. Sono previsti quasi 400 interventi, con una capacità di 15,8 GW e investimenti per circa 12 miliardi di euro. Progetti autorizzati per soli 800 MW.

Eolico

Nel 2022 gli impianti eolici sono aumentati: +636 MW rispetto ai +421 MW del 2021 (fonte GSE). Alla fine del 2022, il numero di impianti eolici installati in Italia era di 5.946, per una capacità totale di circa 11,9 GW.

Considerando la nuova capacità eolica non ancora entrata in funzione (circa 1,2 GW), la crescita è coerente con lo scenario ipotizzato nel PNIEC, che prevede il raggiungimento di circa 18,4 GW al 2030. Secondo il Global Wind Energy Council, l’Italia è il terzo mercato al mondo per potenzialità di sviluppo di progetti eolici offshore galleggianti.

Storage

Il mercato italiano degli accumuli è in rapida crescita, con una capacità totale di 2,3 GW e una massima di 3,9 GWh. La stragrande maggioranza (92%) degli storage a batteria è inferiore a 20 kWh.

Quasi tutti (99,9%) sono abbinati a un impianto fotovoltaico, di cui il 99,6% residenziale. Nel 2023 gli accumuli utility scale sono cresciuti poco, penalizzati da incertezza normativa, difficoltà di fornitura, aumento dei costi.

Reti

Gli obiettivi chiave del nuovo piano della società di rete Terna sono l’incremento della capacità di scambio tra le aree di mercato e il potenziamento delle sinergie infrastrutturali con i collegamenti strategici già previsti.

Considerando i lunghi tempi di realizzazione, gli investimenti dovranno essere attentamente indirizzati a livello geografico, pena il rischio di sovrapproduzione e di crollo dei prezzi di vendita, anche in presenza di soluzioni di stoccaggio.

Biometano

Alla fine del 2022, in Italia erano in funzione 45 impianti di biometano, 12 dei quali alimentati esclusivamente da FORSU (Rifiuti organici alimentari e rifiuti urbani differenziati). La capacità totale ha raggiunto i 22.500 metri cubi all’ora (Smc/h). Altri 10 impianti utilizzano la FORSU e altre materie prime avanzate (4.700 Smc/h).

Altri 130 impianti sono in via di approvazione: di questi, 24 saranno alimentati esclusivamente da FORSU, con una capacità produttiva di 13mila Smc/h, e altri 34 utilizzeranno FORSU e altre materie prime avanzate per una produzione di 22mila Smc/h.

Idrogeno verde

La transizione energetica sta accelerando e, dopo il Green Deal europeo e il RePowerEU, l’idrogeno sta attirando l’attenzione degli investitori e dei legislatori nazionali ed europei.

In Italia il sostegno pubblico è significativo e viene fornito attraverso diversi canali. Sono attive 115 iniziative, che coinvolgono oltre 150 attori. L’Italia sembra pronta ad avviare una catena del valore nazionale, ma è ancora in una fase embrionale, con notevoli di sviluppo.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2023 di Energia&Mercato