Dalla padovana GE FARM accumulatori al sale e al nichel riciclabili

GE FARM batterie al sale

GE FARM è una startup padovana lanciata nel 2022 da Alessandro Marcuzzi per lo sviluppo di sistemi di accumulo innovativi destinati al settore privato, al commerciale e all’industriale.

Presso lo stabilimento di Padova e presso il centro di ricerca e sviluppo di Sassari, diretto da Giovanni Atzori, in partnership con la società svizzera FZSoNick vengono prodotte batterie al cloruro di sodio e nichel.

Partendo dalle tecnologie acquisite da società estere e italiane, GE FARM ha infatti sviluppato una gamma di prodotti dal ciclo di vita più duraturo, investendo sull’uso di materiali organici rinnovabili, sicuri e facilmente reperibili.

Partendo dalle batterie, la startup ha realizzato un ecosistema per il mondo dell’accumulo, che dopo tre anni di prototipizzazione e test, vedrà la fase di commercializzazione attraverso una rete di 22 agenzie in Italia.

Si parte da una base di fatturato annuo di circa 400mila euro, con una previsione di crescita a doppia cifra, anche grazie all’acquisizione della quota di maggioranza da parte della Holding Gio2 dell’imprenditore veneziano Giovanni Rocelli.

Per sostenere lo sviluppo dell’azienda sul mercato italiano e in mercati europei tra cui Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, sono stati pianificati investimenti per 1,5 milioni di euro tra equity e banche.

Accanto agli accumuli, saranno lanciati anche moduli per la building automation, l’efficientamento degli edifici e la ricarica per autoveicoli.

Accumulo, un mercato da 150 miliardi

Nei prossimi anni nel mercato italiano la richiesta delle batterie di accumulo sarà in forte crescita. Il piano di rilancio dell'UE (PNRR) sarà una grande opportunità e il governo italiano ha stanziato 70 miliardi per l’efficienza energetica, di conseguenza ci sarà una sorta di incentivo per l'installazione di sistemi di accumulo di energia da fonti rinnovabili.

Il mercato dello storage, secondo recenti analisi collegate alla matrice "McKinsey", nel mondo varrà oltre i 150 miliardi fino al 2030.

Batterie da accumulo al cloruro di Sodio o Nichel

La batteria al sale non ha effetto memoria derivante da un'eccessiva carica della batteria stessa, inoltre non è sensibile agli sbalzi termici ed è di lunga vita. Le batterie in caso di guasto sono riparabili. La batteria non rientra nella categoria dei rifiuti speciali, è quindi sufficiente portarla in discarica dove verrà considerata come un normalissimo rifiuto elettronico.

Il sale usato per le batterie segue un ciclo di estrazione classico che prevede l'evaporazione dell'acqua marina in vasche. Con l'utilizzo di batterie al cloruro di sodio/nichel, GE FARM si affida solo a processi che rispettano l'ambiente. In particolare, non sono tossiche per l'uomo, sono riciclabili e non hanno il rischio di incendio.

Hanno una lunga durata (prevista sui vent'anni) e non hanno bisogno di manutenzione; la loro efficienza non cala con l'utilizzo (quindi non soffrono del cosiddetto effetto memoria).

Sul fronte dei limiti, la batteria ha bisogno di 10-12 ore di warm up iniziale all'avviamento per arrivare alla temperatura interna operativa (270-350°C), prima di poter cominciare un nuovo processo di carica e scarica, non è funzionale per ricariche veloci o utilizzi irregolari.