Sicurezza degli impianti rinnovabili: «la priorità è la prevenzione», secondo BauWatch

BauWatch sicurezza degli impianti rinnovabili
Laura Casparrini, Managing Director di BauWatch Italia

Specializzata in soluzioni di sicurezza per cantieri, infrastrutture critiche e siti logistici, BauWatch negli ultimi anni ha portato le proprie tecnologie anche negli impianti di produzione di energia rinnovabile.

Torri di sorveglianza mobile, soluzioni di monitoraggio e centro di controllo per garantire la protezione e l’operatività degli impianti. E, soprattutto, dei cantieri e delle costose tecnologie che ospitano.

Ne abbiamo parlato al KEY Energy 2025 con Laura Casparrini, Managing Director di BauWatch Italia.

AG. Come stanno cambiando le esigenze di sicurezza degli impianti fotovoltaici ed eolici? Che richieste vi arrivano dal mercato?

LC. BauWatch sta crescendo molto proprio nel settore delle rinnovabili. Nei siti di costruzione, oppure oggetto di revamping e repowering, vengono stoccati molti materiali di valore enorme.

Che possono entrare nelle mire di malintenzionati: gruppi criminali che agiscono in modo molto organizzato. Grandi quantità di materiale vengono sottratte con costi ingenti sia per la necessità di provvedere alla loro sostituzione, sia perché l’impianto resta non operativo.

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Rispetto a una vigilanza basata esclusivamente sulle persone, le nostre tecnologie permettono di avere maggiore efficacia ed efficienza, proprio creando una sinergia con il fattore umano.

La disponibilità di personale permette di accedere ai siti in caso di incidente o di intrusione, mentre la tecnologia consente di rilevare immediatamente qualunque evento indesiderato. Con capacità, in termini di precisione e di distanza, imbattibili rispetto a un operatore umano.

AG. Che cosa viene effettivamente installato in un cantiere?

LC. I nostri sistemi hardware hanno l’aspetto di una torre con in cima alcune videocamere. Sono facilmente visibili e la loro solo presenza funge da deterrente.

Insieme al cliente, costruiamo un piano personalizzato per proteggere il perimetro, oppure aree specifiche di stoccaggio. Dall’ordine alla consegna passano 2-3 giorni, mentre l’installazione richiede circa mezz'ora.

Il primo obiettivo è la deterrenza: ai nostri clienti, ai proprietari o gestori di un impianto, interessa prevalentemente prevenire il furto o i danni. L’ultima versione prevede anche una luce verde, di fianco alle telecamere, per rendere palese che c’è un sistema di sicurezza.

Se la presenza della torre non è sufficiente e viene effettivamente rilevato un intruso, la centrale operativa attiva lo speaker. Da distanza, un operatore umano parla agli intrusi e intima loro di andarsene. Lo fa personalizzando il messaggio, ad esempio riferendosi a una caratteristica fisica dell’intruso.

L’obiettivo è fargli capire chiaramente che è stato visto da qualcuno e che non sta ascoltando un messaggio pre-registrato. Vogliamo coglierlo di sorpresa per fare sì che se ne vada prima di coinvolgere le forze dell’ordine.

AG. Questo genere di furti, come abbiamo detto, si basa su una pianificazione precisa e su una esecuzione rapida. Il fattore tempo nella reazione è determinante: come vi siete organizzati?

LC. I nostri sistemi analizzano i video in modo automatizzato e intercettano immediatamente tutto quello che non dovrebbe accadere. La centrale operativa si attiva in 90 secondi.

In base agli accordi presi col cliente, in caso di escalation vengono chiamati i contatti forniti dall’azienda: personale interno, istituti di vigilanza oppure le forze dell’ordine. Il tutto, in pochissimi minuti.

AG. Eventuali anomalie non pericolose, come animali selvatici, come vengono gestite?

LC. Garantiamo al cliente di non ricevere falsi allarmi. I nostri software sono dotati di sistemi di intelligenza artificiale che fanno lo screening di tutto ciò che non è rilevante ai nostri fini. Il primo controllo umano è un ulteriore filtro rispetto ai falsi allarmi.

AG. Come garantite la connettività e l’operatività in aree remote?

LC. Le torri utilizzano la connettività GSM, la SIM interna è comunque capace di intercettare qualunque tipo di segnale, anche nelle zone in cui non c’è copertura. Abbiamo poi modelli connessi alla rete elettrica e altri dotati di pannello solare e, quindi, autosufficienti.

AG. Sono in crescita fenomeni nimby e contestazioni. Oltre ai furti e agli atti criminali, incominciate a vedere anche atti vandalici?

LC. Le torri sono dotate di tre videocamere. Due intercettano gli intrusi, la terza protegge la torre stessa. Gli atti di vandalismo contro la torre vengono intercettati e trattati come qualunque altra intrusione.

Si tratta di fenomeni assolutamente marginali, pochissimi casi, ma abbiamo effettivamente riscontrato qualche caso di vandalismo contro le nostre torri.