Le aziende del settore energy, oil & gas e utilities hanno maggiore probabilità di subire una violazione di sicurezza dell’e-mail, con un conseguente calo della produttività dei dipendenti.
Una recente indagine internazionale, condotta dalla società di ricerca Vanson Bourne per conto della società di data protection Barracuda su 129 aziende di media grandezza, ha evidenziato che nel 2022 l’81% delle realtà attive nel settore ha subito almeno una violazione di sicurezza via e-mail, contro una media generale del 75%.
Calo di produttività
Il comparto appare come il più colpito in termini di perdita di produttività dei dipendenti, segnalata da oltre la metà (52%) degli intervistati, contro una media complessiva pari solo al 38%.
Un dato probabilmente dovuto al fatto che nel 48% delle aziende del settore, oltre la metà dei dipendenti lavorava da remoto, sul campo, con conseguente impossibilità di svolgere le proprie mansioni in caso di downtime.
Ransomware
Tra le vittime di attacchi ransomware, il 56% è stato colpito due o più volte: un dato che non ha eguali in altri settori. Stando a quanto emerso dalla ricerca, la percentuale di aziende colpite da questo tipo di aggressioni raggiunge l’85%, contro una media del 75%, con un’alta incidenza di attacchi ripetuti.
Ciò suggerisce che gli attacchi non siano sempre neutralizzati completamente, oppure che le falle non vengano identificate e corrette dopo l’incidente iniziale. Tuttavia, quasi i due terzi (62%) delle aziende hanno potuto ripristinare i dati cifrati attraverso il backup, contro una media complessiva del 52%, benché il 31% abbia pagato un riscatto per poterli recuperare.
Spear phishing
Le società del settore energy e utilities hanno inoltre maggiori probabilità di cadere vittime di attacchi di spear phishing altamente mirati. In questo segmento, circa i tre quarti (73%) degli intervistati nel 2022 hanno subito attacchi di spear phishing andati a buon fine, contro il 50% della media complessiva.
Le conseguenze dello spear phishing qui osservate vengono sperimentate anche altrove, ma raramente sono di pari gravità. Il 64% ha dichiarato che i computer o altri sistemi sono stati infettati da malware o virus, mentre la media complessiva è del 55%; nel 62% degli attacchi sono stati rubati dati confidenziali o sensibili, contro una media del 49%.
Senza contare il notevole impatto del danno reputazionale, citato dal 45% degli intervistati.
Virus e malware
Il settore non è abbastanza attrezzato per fronteggiare le minacce più semplici: più che in altri settori, le società energy e utilities si sentono impreparate ad affrontare minacce relativamente semplici, come virus e malware.
Si tratta di dati allarmanti, che potrebbero in parte riflettere investimenti inferiori alla media degli altri settori in molte aree della sicurezza, tra cui l’autenticazione dell’e-mail, la formazione sulla sicurezza dei dispositivi, i controlli di accesso Zero Trust, la protezione URL, la difesa dal furto d’identità e dallo spear phishing nonché la risposta automatizzata agli incidenti.
Tempi più lunghi di ripristino
In media servono quattro giorni per individuare e risolvere un incidente di sicurezza dell’e-mail. L’indagine mostra invece che nell’ambito dell’industria energetica i tempi di individuazione degli incidenti di sicurezza sono leggermente più lunghi: 51 ore in media rispetto alle 43 del totale dei settori.
Di contro, sono più rapidi i tempi di risposta agli incidenti e di remediation: 42 ore, mediamente, contro una media complessiva di 56 ore. Dalle risposte emerge anche che, in questo settore, a rallentare le contromisure è principalmente la mancanza di automazione, segnalata dal 46% dei partecipanti, contro una media complessiva del 38%.