Uno studio condotto da ENGIE in collaborazione con Key to Energy analizza l'impatto della crescita dei data center sul sistema energetico italiano ed europeo.
Secondo l'analisi, negli ultimi cinque anni i consumi energetici dei data center sono aumentati del 23% a livello globale (545 TWh), dell'11% in Europa (80 TWh) e del 17% in Italia (4,2 TWh).
Entro il 2030, la domanda italiana potrebbe raggiungere i 21,6 TWh, con una crescita del 37% rispetto ai livelli attuali, per un ritmo superiore alla media europea. I consumi del settore in Italia potrebbero arrivare a 2-4 volte i valori attuali, superando il 10% del totale europeo.
Il 70% degli investimenti risulta concentrato nel Nord Italia, in particolare nell'area di Milano. Gli investimenti previsti tra il 2026 e il 2028 ammontano a circa 110 miliardi di euro in Europa e 25 miliardi in Italia.
Il mercato risulta trainato dagli hyperscaler, con una transizione verso campus di grandi dimensioni (oltre 30 MW), caratterizzati da maggiore efficienza ma anche da consumi energetici significativi.
Sul fronte delle criticità, le richieste di connessione alla rete in Italia hanno raggiunto i 79 GW, con rischi di saturazione in alcune aree. I ritardi nel collegamento alla rete possono tradursi in perdite fino a 1,1 milioni di euro di EBITDA per ogni anno di slittamento.
Lo studio indica inoltre che un coordinamento tra lo sviluppo dei data center e la transizione energetica potrebbe ridurre la necessità di nuovi interventi infrastrutturali e favorire l'integrazione delle rinnovabili.
Tra gli strumenti citati figurano i Power Purchase Agreement (PPA) multi-tecnologici, i sistemi di accumulo, la generazione on-site e le configurazioni behind-the-meter — soluzioni che, secondo l'analisi, possono abbattere i costi energetici fino al 30%. Cresce anche il ricorso a siti brownfield, che consentono iter autorizzativi più rapidi.
«La crescita dei data center – afferma Monica Iacono, CEO di ENGIE Italia – rende sempre più evidente che transizione digitale ed energetica sono due dimensioni strettamente connesse. Le infrastrutture digitali, oltre a essere un fattore di domanda, possono diventare un vero abilitatore della transizione energetica, se integrate fin dall'inizio con sistemi elettrici resilienti, rinnovabili e flessibili. Accelerare lo sviluppo delle rinnovabili e favorire il ricorso a contratti di lungo termine è una condizione industriale essenziale per garantire stabilità, sicurezza e competitività alla crescita del digitale. In questo contesto, ENGIE interpreta il proprio ruolo come quello di un operatore integrato, capace di mettere l'energia al servizio dell'innovazione digitale e di contribuire a governare lo sviluppo dei data center in modo coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione e di sicurezza del sistema».
«La crescita dei data center in Italia – commenta Orazio Privitera, CEO Key to Energy – cambia il ruolo dell'energia: da costo a leva strategica di competitività e sostenibilità. Governarla in modo efficace richiede modelli energetici integrati (on‑site, off‑site e ibridi), analisi della rete per orientare localizzazione e connessioni, simulazioni di scenario per anticipare prezzi e vincoli regolatori e un Energy Management capace di gestire dinamicamente costi, rischi e obiettivi ESG. L'integrazione tra mercato, rete e gestione operativa consente di centrare il time to market e aumentare resilienza e valore dei progetti data center».