Energy ha inaugurato in Veneto la prima linea produttiva di batterie al litio LFP cobalt-free, un impianto con una capacità produttiva annua di 400 Mwh.
L’iniziativa è nata dalla joint venture tra Energy e Pylon Technologies Europe Holding B.V., che ha portato alla creazione di Pylon LiFeEU S.r.l., una società dedicata alla produzione di batterie LFP in Italia.
La prima linea di produzione
La prima linea produttiva è stata realizzata alla fine del 2023, e messa a punto nel 2024 attraverso un’intensa fase di testing.
Questo periodo di sperimentazione ha permesso la produzione delle prime batterie per l’ottenimento delle certificazioni necessarie al prodotto, e alla linea stessa.
Inoltre, è stato possibile calibrare la qualità produttiva e sono state implementate soluzioni informatiche avanzate.
Le caratteristiche della linea
La linea è dotata di robot e dispositivi intelligenti per assistere il personale umano, oltre a sistemi di gestione dei dati per garantire efficienza e tracciabilità.
Questa linea multipotente è progettata per essere altamente flessibile ed è in grado di produrre diversi modelli di batterie attraverso una capacità produttiva massima di 400 MWh annui.
La strategia europea
L’iniziativa ha l’obiettivo di ridurre la dipendenza da forniture extraeuropee ed è in linea con le strategie europee di sovranità industriale e con il Net Zero Industry Act, che ha l’obiettivo di produrre in Europa il 40% delle tecnologie a emissioni zero entro il 2030.
«L’inaugurazione della prima linea produttiva rappresenta un traguardo strategico per Energy e per l’intera industria europea dell’accumulo energetico–, ha dichiarato Davide Tinazzi, CEO del Gruppo Energy. Con questo progetto, portiamo in Italia una produzione avanzata di batterie LFP, rafforzando l’autonomia tecnologica del continente e contribuendo a una filiera locale più solida e indipendente. Il mercato europeo ha bisogno di ridurre la dipendenza da fornitori extra-UE e di sviluppare capacità produttive competitive, in linea con il Net Zero Industry Act. Questo primo passo è fondamentale per costruire un ecosistema industriale europeo dell’accumulo energetico, in grado di sostenere la transizione verso un sistema energetico più sostenibile e resiliente».