Dopo l’acquisizione da parte di MA Solar Italy, parte del gruppo McLaren Applied, FIMER punta a rafforzare il proprio brand e lancia nuove soluzioni solari per soddisfare le esigenze dei diversi segmenti di mercato, anche grazie al piano industriale di rilancio dell’azienda e agli investimenti annunciati dalla nuova proprietà.
A KEY 2025 di Rimini abbiamo incontrato Antonio Verdi, Chief Executive Officer di FIMER, per approfondire il nuovo percorso intrapreso dall’azienda.
AG. Quali saranno le priorità della nuova FIMER?
AV. Il 15 gennaio di quest’anno è stata ufficializzata la cessione del nostro complesso aziendale a McLaren Applied e inizia una nuova fase, grazie al piano industriale del nuovo azionista che si basa su quattro pilastri.
Il primo è fondamentale per la nostra azienda: mantenere il business delle rinnovabili come ambito principale di attività su cui investire. Una prima tranche di 50 milioni è destinata appunto all’accelerazione dello sviluppo e rilascio di nuovi modelli.
L’acquisizione ha riguardato il complesso aziendale di FIMER SpA, compreso lo stabilimento di Terranuova Bracciolini (ex Power-One) in provincia di Arezzo, dove si progettano e producono inverter di stringa, quello in India dove si producono inverter centralizzati e le consociate per vendita e postvendita in diversi mercati, compresi Stati Uniti, Australia, Turchia, Singapore e Taiwan.
Un secondo pilastro è quello della collaborazione con McLaren Applied, azienda che vanta un team di circa 300 ingegneri.
Un terzo pilastro è il focus sull’Italia. Abbiamo un’impronta internazionale ma continueremo a prestare grande attenzione al mercato nazionale in termini di produzione, post-vendita e R&D.
Il quarto pilastro è la stabilità finanziaria e di governance dell’azienda, che sicuramente contribuisce a creare un nuovo clima di fiducia e a consentire di ragionare su progetti a lungo termine.
AG. Emergono sinergie interessanti in ambito ricerca e sviluppo. Che cosa possiamo aspettarci nei prossimi anni?
AV. Stiamo cercando di accelerare il processo di rilascio sul mercato di nuovi prodotti che si era temporaneamente interrotto. La piattaforma residenziale Power, ad esempio, si rivolge al segmento residenziale e comprende l’inverter monofase PowerUNO e il trifase PowerTRIO con sistema di accumulo PowerX.
PowerUNO e PowerX sono disponibili sul mercato mentre PowerTRIO è già pronto come prodotto ma in attesa di certificazione, in arrivo nel mese di maggio 2025.
Dobbiamo accelerare anche nel segmento C&I, per il quale stiamo rilasciando l’inverter trifase battery ready PVM-75/125-TL con potenza da 75 a 125 kW e sistema di accumulo modulare PVX-90/215-HV con raffreddamento ibrido, da 90 kWh a 215 kWh.
Bisognerà, infine, certamente recuperare sull’offerta Utility.
AG. Quali sono invece le prospettive di crescita che vedete sui diversi segmenti, in Italia?
AV. Il residenziale, come noto, è in una fase di calma dopo l’accelerazione legata agli incentivi fiscali. La situazione dell’azienda, nel recente passato, ci ha portato a dare precedenza al residenziale e al C&I.
Il segmento Utility, infatti, cerca fornitori in grado di garantire stabilità finanziaria e di governance. Ora che il nostro brand ha la solidità di MA Solar Italy e di McLaren Applied, possiamo lavorare sul nostro posizionamento in tutti i segmenti.
Certo, i competitor asiatici sono aggressivi per quanto riguarda il prezzo, ma noi offriamo alta qualità e servizio post-vendita dedicato ad un costo di poco maggiore. Il nostro primo obiettivo è recuperare credibilità nei confronti dei clienti sia italiani che internazionali.
AG. Per quanto riguarda il C&I, invece, che opportunità vedete dalla combinazione tra interesse delle imprese e incentivi fiscali, ad esempio Transizione 5.0?
AV. Purtroppo, queste misure ci riguardano solo relativamente. L’obiettivo fissato a livello europeo era sensato, ovvero proteggere l’indipendenza tecnologica dei paesi dell’Unione. Le misure attualmente in vigore, però, prevedono un credito di imposta per chi utilizza pannelli fotovoltaici prodotti in Europa, mentre non sono previsti incentivi o crediti di imposta per chi utilizza hardware europeo per altre componenti degli impianti come l’inverter.
Quest’ultimo, per inciso, svolge il ruolo fondamentale di trasformare l’energia proveniente dai pannelli fotovoltaici da corrente continua a corrente alternata, rendendola fruibile. Consente, inoltre, di monitorare da remoto l’impianto in tempo reale e di gestire il sistema di accumulo.
Mi dispiace che non ci sia altrettanta sensibilità sul resto della filiera hardware. Nonostante ciò, noi confermiamo, al momento, il nostro obiettivo di mantenere in Italia sia la ricerca e sviluppo che la produzione.