Gauss Fusion, azienda greentech fondata nel 2022 da imprese private di Italia, Germania, Francia e Spagna, ha presentato il suo Conceptual Design Report (CDR), un progetto concettuale completo che dà forma alla centrale GIGA e segna quindi un primo passo verso la prima centrale a fusione su scala commerciale del continente.
Il documento di Gauss Fusion – che combina una roadmap di industrializzazione e un progetto tecnico di oltre mille pagine – viene presentato a pochi giorni dall’annuncio, da parte del Governo tedesco, del Piano d’Azione per la Fusione da 2 miliardi di euro e rappresenta una risposta all’appello di Berlino per accelerare il passaggio dalla ricerca alla realizzazione industriale.
I punti del CDR, verso il primo reattore commerciale
Sviluppato nel corso di tre anni con il supporto di partner industriali provenienti da cinque Paesi europei, il CDR affronta tutti i sistemi chiave necessari per costruire la prima centrale a fusione: dall’architettura complessiva, alle basi e al concetto di progettazione, dal quadro di sicurezza alla strategia di qualificazione, fino all’ingegneria di sistema, alla gestione del ciclo di vita e dei materiali radioattivi.
Stabilisce inoltre un quadro di riferimento per costi e tempistiche: l’investimento stimato per il primo reattore commerciale first-of-a-kind si colloca tra 15 e 18 miliardi di euro, con l’obiettivo di completarlo entro la metà degli anni 2040 (stime 2025).
Fin dalle prime fasi, Gauss Fusion ha adottato un approccio di project performance di livello mondiale, basato su best practice internazionali di gestione dei grandi progetti industriali, con monitoraggio tramite indicatori chiave (KPI) e gestione proattiva dei rischi e delle opportunità.
Il rapporto dà piena forma alla visione di un “Eurofighter della Fusione”, un programma paneuropeo che unisce competenze industriali, investimenti nazionali e capacità di filiera per realizzare un obiettivo comune: la sovranità energetica dell’Europa. Il programma si articola in fasi con traguardi progressivi che permettono a partner, azionisti e stakeholder di monitorare i risultati e incrementare il livello di maturità tecnologica riducendo i rischi.
«Il Conceptual Design Report affronta le sfide industriali più complesse che separano la scienza della fusione dalla produzione di energia da fusione - afferma Frédérick Bordry, CTO di Gauss Fusion. Dallo sviluppo di un ciclo chiuso del trizio, al controllo dei magneti superconduttori avanzati e dei materiali capaci di resistere a carichi termici e neutronici estremi. Superare ciascuna di queste sfide è essenziale per rendere la fusione non solo tecnicamente realizzabile, ma anche commercialmente sostenibile. Risolverle determinerà chi guiderà la corsa globale alla fusione e se l’Europa potrà assicurarsi una vera sovranità energetica per le generazioni future».
Un’alleanza europea, con l’Italia in prima linea
Il CDR copre l’intero spettro dello sviluppo: dalla fisica del plasma all’immissione in rete, dalla scienza dei materiali alla gestione del ciclo di vita.
Ispirandosi all’industria aerospaziale, Gauss Fusion adotta la concurrent engineering, un metodo che consente a team interdisciplinari di lavorare in parallelo su diversi processi progettuali nello stesso luogo, con una maggiore efficienza in termini di costi e prestazioni sin dalle prime fasi di progettazione.
Per avere un concetto tecnico altamente avanzato, il progetto riunisce partner europei dell’ingegneria e della ricerca.
In Italia, Gauss Fusion annovera tra i propri azionisti industriali ASG Superconductors tramite Hofima (Famiglia Malacalza). Accanto ad ASG, collaborano ENEA, il Consorzio ICAS e SIMIC.
In Francia, l’azienda collabora con Alsymex, con il supporto dell’azionista Alcen, per la fattibilità produttiva e lo sviluppo dei prototipi, con Assystem per l’ingegneria dei sistemi e con il CEA.
In Spagna, Gauss Fusion lavora con un altro azionista industriale, IDOM, specializzato nella progettazione ingegneristica complessa del ciclo del combustibile e con IFMIF-DONES per la qualificazione dei materiali.
Infine, in Germania, vi è la collaborazione con RI Research Instruments e Bruker EAS per la realizzazione di componenti ad alta precisione e tecnologie superconduttrici avanzate.
«Il nostro Conceptual Design Report è il culmine di tre anni di lavoro per trasformare la promessa della fusione in GIGA: un progetto credibile e concreto, a livello concettuale, di centrale a fusione - dichiara Milena Roveda, CEO di Gauss Fusion. Dimostra che l’industria europea, e in particolare quella italiana, con la sua eccellenza nella manifattura avanzata, nella superconduttività e nell’ingegneria di precisione, possiede già oggi le capacità necessarie per passare dalla visione alla realtà ingegneristica. Il prossimo passo sarà evolvere dal concetto all’ingegneria di dettaglio, trasformando questo progetto in un modello industriale per la prima generazione europea di centrali a fusione».
«Questo traguardo è motivo di grande orgoglio per tutti noi - aggiunge Frank Laukien, azionista di maggioranza e presidente non esecutivo di Gauss Fusion. Il Conceptual Design Report riflette l’eccezionale dedizione e l’ingegno dei nostri team e dei nostri partner in tutta Europa – persone che credono, come me, che la fusione possa cambiare il corso del progresso umano. La nostra missione è semplice ma profonda: rendere la fusione una fonte di energia pulita, scalabile e illimitata. Riuscirci significherà garantire l’indipendenza energetica dell’Europa e costruire un futuro più sostenibile per le prossime generazioni».
Oltre ai partner, ai collaboratori e agli azionisti, un ruolo fondamentale è stato svolto dal Bundesministerium für Forschung, Technologie und Raumfahrt (BMFTR), in particolare nel favorire lo sviluppo delle tecnologie abilitanti per la fusione attraverso l’attuazione di partenariati pubblico-privato. Sono già in corso collaborazioni con il Max Planck Institute for Plasma Physics (IPP), il Karlsruhe Institute of Technology (KIT) e il Forschungszentrum Jülich (FZJ).
Questi programmi di collaborazione saranno ampliati nella prossima fase di progettazione, prevista dopo la revisione del CDR da parte di un comitato indipendente nel gennaio 2026.