GES realizzerà un’innovativa batteria a flusso per le applicazioni stazionarie

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Salvatore Pinto, Presidente di GES

La PMI innovativa Green Energy Storage (GES) ha ricevuto dall’Unione Europea e dal Governo italiano l’accesso a fondi per 53 milioni di euro per il progetto IPCEI Batterie 2, dedicato alla ricerca e sviluppo di soluzioni innovative lungo l’intera value chain delle batterie.

Fondata a Trento nel 2015, GES si pone l’obiettivo di dare vita a una nuova generazione di accumulatori non tossici, sicuri, e composti da materiali facilmente reperibili.

A complemento del contributo IPCEI, GES ha deliberato un aumento di capitale di 6 milioni di euro aperto anche a terzi, con un valore pre-money di 40 milioni di euro, che resterà disponibile fino a luglio 2022 e che ha finora trovato soddisfacenti risposte nelle sottoscrizioni degli attuali azionisti.

«Lo scenario internazionale ci impone di accelerare la transizione energetica, puntando sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e delle batterie a uso stazionario – afferma Salvatore Pinto, Presidente e fondatore di GES – Gli accumulatori agli ioni di litio ricoprono al momento un ruolo primario, ma presentano delle criticità geopolitiche e ambientali.
GES intende risolverle con una tecnologia innovativa e sostenibile, contribuendo, allo stesso tempo, al rilancio economico e industriale dell’Italia».

GES intende realizzare un’innovativa batteria a flusso per le applicazioni stazionarie. La batteria sarà caratterizzata da una densità superiore ai modelli più prestazionali nel settore, con una vita utile di 15/20 anni, e un Levelized Cost of Storage più competitivo rispetto alla tecnologia al litio, oltre ad avere una composizione chimica che, operando a temperatura ambiente, non è soggetta a surriscaldamento.

L’azienda propone nello specifico un’architettura disruptive che evolve le batterie a flusso redox, sfruttando il disaccoppiamento tra potenza ed energia per dar vita ad accumulatori di diverso dimensionamento e contesti d’uso.

Rispetto ai tradizionali accumulatori RFB, le innovazioni messe a punto da GES aggiungono una densità energetica di gran lunga superiore, e affrontano direttamente il problema critico dell’approvvigionamento delle materie prime, sia da un punto di vista geopolitico sia ambientale.

La batteria a idrogeno di GES è basata su un sistema ibrido costituito da idrogeno più un elettrolita liquido brevettato. In sostanza, la batteria autoproduce l’idrogeno necessario per un circuito chiuso di carica/scarica. La gestione dell’idrogeno beneficerà della discesa della curva dei costi grazie ai sempre più crescenti investimenti sostenuti a livello globale.

Dall’altro lato, invece, si trova l’unico elettrolita che, oltre a dimezzare i costi di produzione, è sicuro e ampiamente disponibile a basso costo in Europa.

In questo modo, GES è in grado di declinare il prodotto sul mercato con un prezzo competitivo, sfruttando le economie di scala, e garantendo una supply chain stabile e sicura, dall’approvvigionamento delle materie prime fino alla fase di riciclo, in accordo con i principi dell’economia circolare.

Il progetto per portare alla luce la tecnologia di GES è suddiviso in fasi di R&D e di First Industrial Deployment, in cui si porterà a completamento l’ottimizzazione del prodotto e verrà realizzata una prima facility di produzione.

L’esecuzione del progetto è stata avviata nel gennaio 2021, e i primi risultati scientifici sono tali da spingere GES ad accelerare gli investimenti per anticipare il timing del go-to-market.

Inoltre, la società è aperta ad accogliere nuovi partner dotati di competenze e capacità produttiva su scala internazionale per apportare valore aggiunto al progetto. Tra gli investimenti previsti, i primi saranno sul recruiting di talenti e la contrattualizzazione degli spazi attrezzati per lo svolgimento delle attività di ricerca.