L’intelligenza artificiale generativa trasformerà le utility, arrivando ad accrescerne la produttività fino al 25% a livello globale. L’analisi promossa da Accenture in collaborazione con Agici, presentata lo scorso 9 maggio a Milano nel contesto del workshop “Le utilities nell’era della Generative AI: ottimizzazione, competitività e gestione degli asset”, parla chiaro: l’IA generativa è la nuova frontiera dell’innovazione digitale e anche nel mondo dell’energia sortirà un effetto dirompente, destinato a durare nel tempo.
Impatto sul 40% del lavoro
«La Generative AI consentirà agli attori del mercato di ripensare radicalmente il modo in cui si svolgono processi e modalità di interazione con i consumatori, abilitando soluzioni fino a oggi inimmaginabili. Pensiamo, infatti, che nel comparto delle utility in Italia fino al 40% delle ore lavorate sarà trasformato dalla Gen AI, migliorando la qualità del lavoro delle persone e la produttività attraverso le potenzialità di questa innovativa tecnologia, a beneficio dell’intero sistema».
Chi parla è Claudio Arcudi, Responsabile dell’Industry Group Energy e Utility in Europa di Accenture, che rileva una grande consapevolezza da parte delle utility di tutto il mondo rispetto alle potenzialità di questa tecnologia: «8 CEO su 10 iniziano a comprendere come utilizzare la Gen AI. È fondamentale che le aziende investano in formazione del personale, per cogliere al meglio questo importante fattore di competitività».
Utility, un ruolo sempre più centrale
Pienamente concorde Marco Carta, Amministratore Delegato di Agici, che sottolinea come il mondo dell’energia si trovi oggi sulla soglia di una trasformazione che potrà rivelarsi decisiva per lo sviluppo del settore, sempre più complesso.
«La crescente centralità dell’efficienza energetica, delle rinnovabili, dell’economia circolare e della gestione delle acque in Europa e in Italia ha ampliato, rispetto al passato, il perimetro delle attività svolte dalle utility. Aprirsi alla rivoluzione dell’IA generativa sarà funzionale alla gestione di questa complessità, favorendo anche un aumento della produttività degli operatori», osserva Carta.
Tre direttrici di sviluppo
L’impatto della Gen AI sulle utility pare destinata a svilupparsi lungo tre direttrici. In primo luogo, darà origine a nuove modalità di interazione con i clienti, introducendo un approccio “uomo+macchina” funzionale al miglioramento della relazione, sia in fase di risoluzione dei problemi sia in sede di marketing e vendita.
In secondo luogo, ridefinirà gli asset aziendali attraverso la convivenza di fisico e digitale entro un medesimo ecosistema intelligente, dando attuazione al paradigma “phygital”. Infine, riceverà impulso la progettazione di nuovi servizi interni rivolti ai lavoratori, che avranno sempre a disposizione l’assistente digitale.
Una roadmap per le utility
Le imprese, sottolineano Accenture e Agici, non potranno restare passive: saranno chiamate a reinventarsi, a rivedere i percorsi dei clienti e le modalità di lavoro al proprio interno.
Dovranno costruire modelli flessibili per rendere l’intelligenza artificiale scalabile, accertarsi che questa venga usata in modo responsabile e senza generare rischi, riqualificare e riorganizzare la forza lavoro, con un ingaggio convinto da parte dei CEO e del top management.
La marcia serrata dell’AI
L’Intelligenza Artificiale è accessibile e vicina all’utente finale: già oggi, il 77% dei dispositivi elettronici include qualche forma di Generative AI. Lo scorso febbraio, a distanza di un anno da ChatGPT 3.5, è stato lanciato Sora, un modello di generazione di video da testi, oltre a Dall-E 3, in grado di generare immagini ad alta definizione da testi.
Le grandi aziende dell’IT stanno puntando con decisione su questa tecnologia, con investimenti in start-up dedicate che nel 2023 sono stati di 33 miliardi di dollari da parte di Meta, di 13 miliardi da parte di Microsoft, di 4 miliardi da parte di Amazon e di 2 da parte di Google.