Energy Optimized Factory, il nuovo programma METRON per la transizione energetica digitale

Energy Optimized Factory METRON
Raffaella Galiano, General Manager di METRON Italia

Oggi le grandi aziende manifatturiere hanno sempre più bisogno di gestire meglio l’energia che consumano. Per questo, METRON ha lanciato in Italia un progetto innovativo di 3 anni, Energy Optimized Factory, con l’obiettivo di accelerare la transizione energetica e la decarbonizzazione dei siti industriali europei combinando intelligenza artificiale (machine learning) e competenze umane specializzate su una piattaforma digitale avanzata.

Ne abbiamo parlato con Raffaella Galiano, General Manager di METRON Italia.

GG. Da dove nasce l’idea di questo nuovo programma?

RG. Energy Optimized Factory nasce dall'osservazione del fatto che all'interno delle aziende spesso si fa una strategia digitale senza però avere prima permesso a una cultura dell’innovazione di diffondersi. Le trasformazioni digitali, se non sono approcciate col metodo corretto, falliscono, e non c’è strategia che tenga finché la cultura non viene diffusa.

Il nostro compito come società, quindi, è proprio quello di diffondere una cultura del dato, un cambiamento nel modo di lavorare, che prescinda dalla conoscenza personale dell’asset da parte dei manutentori. Un sistema dove siano abbattuti i silos e le decisioni siano prese attraverso l’uso del dato, con un modo diverso di scambiare informazioni tra realtà, ad esempio produzione e generazione, che di solito non parlano tra loro, così che tutti gli attori coinvolti in un'azienda possano accedere a un unico sistema di visualizzazione e rendicontazione di un risultato.

Questo progetto nasce quindi dalla volontà di generare, tramite la nostra soluzione METRON e insieme alla competenza del team di ingegneri del nostro staff, dei “quick win” per i siti di produzione partendo da specifici asset, al posto di andare a lavorare subito sull’intero sito o l’intera corporate. In questo modo, cerchiamo di creare best practice che possano poi essere estese all’intero gruppo, in logiche corporate, attraverso l’utilizzatore finale della piattaforma, cioè gli sponsor interni.

GG. Come si declinerà, nel concreto, il progetto?

RG. Gli asset su cui si concentrerà la piattaforma sono fondamentalmente quattro: i chiller, i cogeneratori, i generatori di vapore e le centrali di aria compressa. Quattro perimetri molto piccoli, molto verticali, ma anche molto energivori.

Cercare di utilizzare questi dati per generare un’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di CO2, dunque un risparmio energetico tramite l’uso del dato e l’abbattimento delle emissioni può portare benefici in maniera rapida e con un ritorno dell’investimento spesso inferiore a un anno.

Il nostro è un approccio quasi più da partner che da fornitore, con un modello di business di share savings, perché i saving che si andranno a generare attraverso l’utilizzo di questo meccanismo, ossia quello che verrà risparmiato, saranno condivisi tra noi e il cliente.

GG. Che tipologia di aziende verrà coinvolta?

RG. Il nostro approccio al mercato è tipicamente quello di affiancarsi a key account. Quindi il nostro target è l’industria corporate multi-sito internazionale. Uno dei nostri punti di forza è il fatto che possiamo seguire i nostri clienti a livello mondiale, essendo presenti in più di 10 paesi, e questo quindi permette una logica di integrazione corporate: standardizzare tutte quelle che sono le informazioni KPI dei gruppi energetici all’interno di un unico sistema, un’unica piattaforma.

Il programma è aperto a 100 aziende manifatturiere, attive in Europa in settori quali vetrerie, food & beverage, automotive, chimica, metallurgia e semiconduttori. In Italia, per esempio, stiamo lavorando con il gruppo Marcegaglia, Bormioli, Campari, attori che hanno, appunto, una logica internazionale.

I criteri da soddisfare per accedervi sono un minimo di 3 siti industriali con un costo energetico annuo ideale per sito superiore a 5 milioni di euro e un consumo combinato (elettricità + gas) di almeno 80 GWh/anno. Questi criteri non sono vincolanti ma identificano il perimetro “ideale”.

GG. Come porterete avanti questo affiancamento dell'impresa, e in particolare con quali partner dal punto di vista tecnologico e finanziario?

RG. Il progetto è 100% METRON e abbiamo all’interno della nostra divisione tutte le competenze per poter affiancare il cliente. Dal punto di vista tecnologico, tramite la piattaforma, andremo a recuperare, integrare e visualizzare i dati, andando poi a lavorare sui modelli e sugli algoritmi che permetteranno l’ottimizzazione e la creazione di raccomandazioni operative su come migliorare e incrementare la produttività dell’asset stesso.

Anche dal punto di vista finanziario siamo indipendenti e prevediamo un cofinanziamento: una parte sarà finanziata da noi, assorbendo i costi con le nostre ore lavoro e non imputandoli al cliente finale.

Il cliente parteciperà alla sfida di portare il risultato sull’asset, con un canone molto leggero, che verrà interamente coperto dai primi saving generati.

GG. Questa iniziativa arriva dopo il lancio, nel 2022, del Decarb Fast Track. Come si inserisce all’interno della vostra visione per una transizione energetica accelerata e sostenibile?

RG. Dobbiamo pensare a tre step quando si parla di trasformazione energetica digitale, immaginandola come una curva incrementale dove ogni gradino porta un valore aggiunto.

In questa logica, il primo step è il programma Decarb Fast Track, immaginato come una “fabbrica trasparente”: integriamo i dati e li rappresentiamo, con il fine di decarbonizzare i singoli siti.

A questo punto abbiamo i dati, li abbiamo visualizzati: come li ottimizziamo? Qui arriviamo al secondo gradino, a Energy Optimized Factory appunto, che possiamo immaginare come una “fabbrica ottimizzata”.

Il terzo step sarà la “fabbrica flessibile”, in cui tutti i sistemi all’interno dell’industria saranno interconnessi e si saranno abbattuti completamente i silos, creando un cambiamento di comunicazione all’interno dell’azienda stessa.

Quindi questo è l'obiettivo: utilizzare il dato in una logica corporate e far parlare tutte le funzioni tra di loro; creare una condizione per cui tutti gli asset della fabbrica e tutti i sistemi sottesi ad essa e ai siti - a livello anche di gruppo - vengano resi flessibili, interconnessi ed efficienti tra di loro sulla base delle varie esigenze, accelerando la decarbonizzazione.

GG. Dunque voi state già cercando e cercherete, a maggior ragione con questo programma, di affiancare le aziende nei primi due step, facendo sì che queste poi abbiano gli strumenti necessari per arrivare al terzo.

RG. Sì, è proprio un percorso. La trasformazione digitale è sempre un iter che va avanti per passi, uno dopo l'altro; non è possibile da zero fare subito un salto, proprio perché questa trasformazione prevede un cambio culturale che, come dicevamo, deve necessariamente essere adottato, e l'adozione di questo richiede appunto un percorso.