La condivisione e la messa a fattor comune dei dati relativi all’intero ciclo di vita degli impianti fotovoltaici è cruciale per il futuro dell’industria.
Perché consente non solo di aumentare la trasparenza a vantaggio di tutti gli stakeholder, ma anche di capire meglio come calcolare i rischi finanziari legati a ogni progetto.
Ne ha parlato David Moser di Eurac Research al Forum Tech 2022 di Italia Solare.
Far convergere gli interessi
Il punto di partenza è la pluralità di interessi di cui sono portatori gli stakelholder di ogni progetto fotovoltaico.
Investitori e finanziatori da un lato, installatori e tecnici dall’altro, compagnie assicurative nel mezzo. Ciascuno vuole fare presente le proprie esigenze.
Eppure, tutti hanno da beneficiare dalla qualità e dall’affidabilità del progetto e dei materiali utilizzati. La qualità permette di ridurre al minimo costi operativi e interventi di riparazione.
Con un procurement ben fatto, ad esempio, la qualità dei materiali utilizzati può tradursi in un abbassamento del rischio e, quindi, dei costi di finanziamento. Ma è un classico esempio di informazioni che vanno condivise, diffuse, rese note a tutti gli stakeholder.
Più informazioni e standard per la manutenzione
Purtroppo, però, le informazioni relative a un impianto sono frammentate tra procurement, dati di monitoraggio, ticketing, ispezioni sul posto. Una quantità enorme di informazioni che non vengono messe in relazione tra loro.
Il modulo? È rotto!
A mancare è sia una digitalizzazione del processo, sia una standardizzazione delle informazioni. L’analisi di circa 30mila ticket relativi a guasti, infatti, ha scoperto che la maggioranza dei rapporti cita un generico “modulo rotto” come ragione dell’intervento.
Senza dettagli, non è possibile capire quale problema si è verificato in un dato impianto. Niente statistiche, niente analisi predittiva.
La standardizzazione delle informazioni è un aspetto che va riconsiderato al più presto. Il progetto SolarBankability.com ha iniziato a lavorarci, costruendo tra l’altro una tassonomia per quantificare il rischio economico nel finanziamento degli impianti fotovoltaici.
Ma liberando i dati e mettendoli a fattor comune, si potrebbe fare molto di più.