Idrogeno: Baker Hughes investe nella start up italiana per Nemesys

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La società statunitense Baker Hughes ha concluso un investimento in Nemesys, start up italiana con sedi a Firenze e Pontedera, in provincia di Pisa, specializzata in ricerca e sviluppo di tecnologie innovative relative all’idrogeno.

La collaborazione, che vede l’acquisizione da parte di Baker Hughes di una significativa quota di minoranza della start up, prevede l’ingresso nel Consiglio di Amministrazione di Nemesys di Paolo Noccioni, Presidente di Nuovo Pignone, Turbomachinery & Process Solutions, Baker Hughes.

Questo investimento permetterà a Baker Hughes di beneficiare delle attività di ricerca e sviluppo della start up nell’ambito dell’idrogeno, contribuendo a consolidare la creazione di una filiera italiana in questo settore.

Nemesys, a sua volta, verrà supportata da Baker Hughes nelle fasi di prototipazione e commercializzazione delle tecnologie, beneficiando della scala globale e dell’accesso al mercato del gruppo, accelerando lo sviluppo di nuovi prodotti.

Fondata nel 2015, Nemesys si è già distinta per aver brevettato tecnologie innovative destinate a diversi settori e applicazioni, come l’elettrolizzatore alcalino ad altissima efficienza e la batteria a idrogeno ricaricabile a bassa pressione, oltre ad altre tecnologie in ambito aeronautico.

«La tecnologia gioca un ruolo chiave per rendere sostenibili e competitive le nuove frontiere energetiche, decisive per la generazione di energia sicura e pulita per le persone e per il pianeta – afferma Paolo Noccioni, Presidente di Nuovo Pignone, Turbomachinery & Process Solutions, Baker Hughes – Siamo convinti che le tecnologie a idrogeno “Made in Italy” abbiano il potenziale per ricoprire un ruolo importante anche a livello globale per sostenere l’obiettivo di un futuro a emissioni zero: l’accordo con Nemesys va proprio in questa direzione. L’idrogeno fa parte della storia stessa di Baker Hughes: ricordiamo che risale al 1962 lo sviluppo del nostro primo compressore di idrogeno, mentre nel 2008 abbiamo prodotto la prima turbina alimentata al 100% a idrogeno. Continueremo quindi a investire in questa risorsa per accelerare la transizione energetica».

«L’idrogeno è l’elemento più abbondante sulla terra e nell’intero universo, è altamente energetico e pulito, per questo è considerato il vettore energetico ideale per supportare la transizione energetica – afferma Marco Matteini, Amministratore Delegato di Nemesys – Ma presenta anche delle criticità che ne hanno impedito fino ad oggi la diffusione in ambito civile e su larga scala. Nemesys si è concentrata su queste criticità e ha sviluppato tecnologie innovative da industrializzare, allo scopo di migliorare l’efficienza dell’intero ciclo, la sicurezza, la praticità d’uso e i costi di sistema. Sono molto contento di poter contare su una partnership industriale importante del calibro di Baker Hughes, la quale potrà portare su scala globale le nostre soluzioni per contribuire insieme allo sviluppo di tecnologie energetiche sempre più sostenibili».

Le tecnologie avanzate di Baker Hughes servono l'intera catena del valore dell'idrogeno, grazie a un portafoglio di prodotti che comprende compressori avanzati, turbine, valvole, pompe centrifughe, tubi non metallici, sensori di idrogeno, monitoraggio e diagnostica, incluse soluzioni per l’ispezione e l’alimentazione pulite e integrate per produrre energia con idrogeno e miscele di idrogeno.