Otovo. Il solare che viene dalla Norvegia

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Fabio Stefanini, Managing Director di Otovo

Otovo è un’azienda di origini norvegesi specializzata nella vendita e installazione di impianti fotovoltaici residenziali che in poco più di un anno ha conquistato oltre il 50% del mercato di origine. Oggi Otovo è attiva in 13 paesi europei, oltre ad una joint venture in Brasile. Dal 2021 è presente anche in Italia, con un team di oltre 50 persone basato a Milano: una squadra giovane, la cui età media è di 28 anni, con competenze diversificate e grande attenzione all’inclusione e alla parità di genere. Il segreto del successo di Otovo, e il suo tratto distintivo, risiede nel modello di business a piattaforma in cui tutti i processi sono digitalizzati. Ci siamo fatti raccontare come funziona dal Managing Director Fabio Stefanini.

Domanda: Qual è la mission di Otovo?
Risposta: Otovo vuole portare il fotovoltaico sui tetti di tutte le case d’Europa, cercando di semplificare al massimo il processo di transizione verso le energie rinnovabili per il cliente che spesso, ancora oggi, nonostante le recenti semplificazioni burocratiche e autorizzative, si trova in difficoltà con le procedure, con la ricerca del fornitore e con la scelta della tecnologia.

D: Qual è il vostro target di elezione?
R: In questo momento, ci rivolgiamo in via esclusiva ai clienti residenziali, ma non escludiamo di potere estendere l’offerta anche all’ambito commerciale e industriale, che presenta necessità di progettazione di maggiore complessità.

D: Avete definito il vostro un “business a piattaforma”. Quali sono i vantaggi per l’azienda e per il cliente?
R: Non abbiamo una nostra forza installativa, ma lavoriamo attraverso una rete di installatori locali, con i quali abbiamo stretto un accordo di collaborazione. In altre parole, selezioniamo e certifichiamo le maestranze presenti sul territorio e ci avvaliamo della loro offerta per proporre ai nostri clienti progetti chiavi in mano, adatti alle esigenze di ciascuno.

D: Le parole chiave della vostra operatività sono aggregazione, semplificazione e digitalizzazione. Che cosa significa? Come funziona il fotovoltaico di Otovo?
R: Il cliente accede al nostro sito www.otovo.it e fa una richiesta di preventivo. Nel giro di due minuti, dopo aver selezionato il suo tetto dal nostro motore di ricerca, ottiene una quotazione molto realistica del costo dell’impianto, con una stima del potenziale di produzione, dell’impatto ambientale e del risparmio in bolletta ottenuta grazie all’impiego di un tool automatico basato su algoritmi proprietari. Nel giro di 24-48 ore viene contattato dai nostri esperti per le verifiche di fattibilità, che nella maggior parte dei casi avvengono da remoto. Il contratto viene siglato con firma digitale e Otovo porta a compimento il processo di installazione, gestendo tutte le procedure in forma digitale.

D: In che cosa questo modello si differenzia dalla semplice comparazione e aggregazione di offerta?
R: C’è una vera presa in carico del cliente, che firma un contratto con Otovo, con una garanzia di 10 anni sull’installazione, tempistica nettamente superiore rispetto ai 2 anni garantiti per legge. Otovo è responsabile anche per la manutenzione e per eventuali implementazioni successive.

D: Da quanti installatori è composta la vostra rete e come avviene la selezione?
R: Abbiamo accordi con circa 200 installatori, ognuno dei quali ci ha fornito una lista estremamente granulare di costi. Quando il cliente richiede il preventivo, il sistema identifica gli installatori attivi nell’area geografica di riferimento e costruisce in automatico i preventivi di tutti, poi li confronta e seleziona il migliore per quella singola installazione. La selezione dei prodotti avviene a livello europeo tenendo conto anche dei temi della sostenibilità ambientale e sociale.

D: Quali sono le criticità che limitano lo sviluppo del fotovoltaico nel nostro Paese?
R: Soprattutto sul mercato italiano, in questo momento la criticità principale è legata all’estrema crescita della domanda, che supera la capacità installativa. Otovo però può contare su una rete internazionale e su collaborazioni che permettono di rispondere alle richieste in maniera efficace.

D: Come valutate le iniziative assunte a supporto del settore?
R: Sul fronte normativo e autorizzativo la semplificazione è stata importante e gli incentivi governativi per il fotovoltaico sono molto generosi. Dal punto di vista burocratico, la criticità riguarda soprattutto le pratiche paesaggistiche, dove regna ancora l’incertezza. Infine, c’è un tema di lentezza nelle pratiche di connessione alla rete, probabilmente effetto di una crescita recente molto rapida.

D: Qual è il ruolo della produzione da solare nell’attuale crisi energetica?
R: Serve più consapevolezza del potenziale del fotovoltaico, il cui investimento si recupera in 4-5 anni, con un rendimento del 20% all’anno, benefici ambientali e vantaggi in termini di indipendenza energetica. In questo momento il fotovoltaico, soprattutto quello domestico, è la soluzione ideale perché è un intervento immediato, a differenza di altre soluzioni altrettanto valide e opportune ma di più lunga attuazione.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2022 di Energia&Mercato