New Time ed Esaving hanno siglato un accordo paritetico per creare la joint venture Pantarei, attiva nel riciclo dei pannelli fotovoltaici esausti.
Sostenuta da un investimento iniziale di tre milioni di euro, la linea produttiva punta a entrare in produzione entro la fine del 2026, arrivando a lavorare circa 740mila pannelli l’anno, recuperando circa 2 MW di potenza.
L’obiettivo è abbandonare la prassi di rigenerare i pannelli solarli più vecchi ed esportarli verso i mercati emergenti, perdendo tonnellate di materiali di elevata qualità. Complice il mutato scenario geopolitico, l’imperativo è ora riciclare il più possibile, neutralizzando le sostanze critiche contenuti nei moduli e recuperandone il valore economico.
Pantarei, in particolare, utilizza tecnologie di riciclaggio che, grazie a un processo di scomposizione ad altissima precisione, è in grado di accogliere i flussi gestiti dai consorzi di filiera e dividere alla perfezione ogni singolo elemento senza alcuna contaminazione.
A regime, l’impianto di San Lazzaro di Savena sarà in grado di lavorare 120 pannelli all'ora, 24 ore su 24, per un totale di circa 740.000 pannelli fotovoltaici smontati e riciclati integralmente ogni anno: un volume che corrisponde a circa 200 Megawatt di potenza originariamente installata. Dal materiale ottenuto dallo smontaggio di questi impianti a fine vita, Pantarei sarà in grado di rimettere sul mercato materiali utili anche alla produzione dei pannelli.
«La nascita di Pantarei risponde a una precisa responsabilità ambientale ma si traduce immediatamente in una straordinaria opportunità industriale – dichiara Paolo Cimatti, CEO di New Time. Fino ad oggi il settore ha sofferto la mancanza di tecnologie in grado di separare le componenti senza contaminazioni, disperdendo così materiali preziosi. Con questo investimento non solo risolviamo un problema cruciale di smaltimento per i consorzi, ma creiamo un ecosistema autosufficiente. Le materie prime seconde estratte dall'impianto di San Lazzaro non saranno immesse sul mercato generico, ma verranno direttamente integrate nei nostri processi industriali per la progettazione e la fabbricazione di nuovi prodotti del Gruppo. È l'applicazione concreta e fattiva del paradigma dell'economia circolare a chilometro zero».