La startup innovativa RarEarth ha chiuso un aumento di capitale da 2,6 milioni di euro, a cui ha partecipato Primo Capital SGR SpA, come Lead Investor, tramite il suo fondo Primo Climate e da MITO Tech Ventures come co-Lead Investor.
Al round hanno partecipato anche Corbites Fund, Vento Ventures, COREangels Climate.
RarEarth potrà ora accelerare la realizzazione del primo sito italiano per la produzione di magneti NdFeB (neodimio-ferro-boro) da materiale riciclato, di potenziare il team tecnico e commerciale, e di ottimizzare i processi industriali.
Il fabbisogno europei di magneti NdFeB, secondo il CEPS, dovrebbe triplicare entro il 2030, arrivando a 36mila tonnellate annue. Tra i 17 elementi del gruppo delle terre rare, il neodimio, praseodimio e disprosio sono tra i più strategici ma anche fra i più critici e impattanti.
Circa il 30% di questi materiali viene impiegato proprio per produrre quantità sempre più ingenti di nuovi magneti. E l’Europa è ancora fortemente dipendente da Paesi terzi per l’estrazione di queste terre rare.
RarEarth è una delle pochissime realtà europee in grado di gestire internamente l’intero ciclo di riciclo e produzione dei magneti a partire da motori fine vita e senza necessità di risalire all’elemento chimico originario, grazie a un processo proprietario.
Che si articola in due fasi. Primo, il riciclo attraverso un sistema brevettato in tre step (stoccaggio, smontaggio e trattamento termomeccano-chimico), con cui RarEarth recupera in modo efficiente i magneti da rifiuti elettronici. Secondo, la produzione, in cui il materiale viene raffinato e trattato tramite processi metallurgici per ottenere una polvere magnetica ad alte performance, la quale viene trasformata in nuovi magneti che hanno dimostrato proprietà magnetiche perfettamente comparabili ai magneti di prima generazione.
Il tasso di recupero dei materiali magnetici sfiora il 100% e il processo avviene operando a basse temperature e con costi contenuti. Test magnetici e meccanici condotti presso il Laboratorio Magnetico della sede di Alessandria del Politecnico di Torino, confermano l’eccellente qualità dei magneti, che soddisfano pienamente i requisiti industriali per sensori e motori elettrici.
«Questo aumento di capitale segna una tappa cruciale per RarEarth: ci permette di accelerare l’industrializzazione della nostra tecnologia, ampliare il team e realizzare il primo impianto italiano dedicato alla produzione di magneti NdFeB da terre rare riciclate – afferma Enrico Pizzi, co-fondatore e CEO dell’azienda. Il sostegno dei nostri investitori ci dà l’energia per portare sul mercato una tecnologia distintiva a livello europeo, che unisce sostenibilità, innovazione e sicurezza nella filiera dei materiali critici. È un’opportunità strategica per costruire un’industria del riciclo delle terre rare in Europa e RarEarth vuole guidare questo cambiamento».
«L’aumento di capitale in RarEarth rappresenta un traguardo significativo per il nostro ecosistema dell’innovazione – commenta Ezio Ravaccia, General Partner di Primo Climate e Consigliere di Primo Capital SGR. La tecnologia sviluppata da RarEarth è destinata infatti a contribuire significativamente al recupero di materiali critici, che sono fondamentali sia per il sistema-paese italiano che per l’Unione Europea e per la loro indipendenza nella supply chain. Come Primo Climate, siamo orgogliosi di poter supportare la società e i suoi founders, contribuendo al contempo con il nostro fondo alla crescita dimensionale delle più innovative aziende italiane».
«Abbiamo deciso di investire in RarEarth – conclude Alberto Calvo, Managing Partner di MITO Tech Ventures – perché crediamo fortemente in una tesi di investimento che, oltre ai benefici sistemici derivanti dall’utilizzo circolare delle materie prime critiche in molteplici settori industriali, riconosce nel progetto della società un processo completo e integrato: dalla selezione dello scarto industriale fino alla produzione e commercializzazione di nuovi magneti. Si tratta di un processo che riteniamo competitivo sotto il profilo economico e particolarmente efficiente nell’impiego delle risorse primarie. Siamo convinti che RarEarth saprà contribuire, nei propri settori di riferimento, allo sviluppo di filiere di approvvigionamento più stabili, flessibili, sostenibili ed economicamente vantaggiose».