Memorandum d'intesa tra Iren e la società australiana Altamin Limited per sviluppare il recupero del litio dalle salamoie geotermiche in Lazio attraverso l'Altamin's Geothermal Lithium Project.
Le salamoie geotermiche sono costituite da acqua salata a una temperatura generalmente compresa tra 100 e 300°C e dall'elevata concentrazione di sali come il litio, sotto forma di cloruro, solfato o carbonato.
Le acque di questo tipo sono generalmente intercettate nelle aree geotermiche dalla temperatura e dall'attività anomala: circolando nel sottosuolo, l'acqua scioglie i sali delle rocce circostanti causando un'alta concentrazione di metalli.
Già negli anni Settanta, l'area su cui Altamin ha ottenuto i permessi di ricerca era stata oggetto di esplorazione per la produzione di energia geotermica: già allora, dall'analisi delle acque era emersa un'elevata concentrazione di litio, di cui ora Altamin e Iren, con i maggiori specialisti internazionali del settore, intendono studiare le potenzialità e le modalità di recupero.
Litio, fabbisogno in crescerà fino a 15 volte
«Il litio compare nell'elenco delle 34 materie prime critiche censite dalla Commissione Europea ed è compreso anche tra le 17 classificabili come strategiche. Si stima che il fabbisogno italiano di questo elemento, per le filiere produttive legate alla transizione energetica e digitale, cresca entro il 2040 fino a 15 volte rispetto a quello del 2020.
Da qui l'interesse di Iren, gruppo in prima linea nel recupero delle materie prime critiche, a mettere a disposizione il proprio know-how, partecipando a progetti innovativi nel settore. Quello con Altamin è tra i primi progetti europei a mettere in connessione le necessità industriali e i processi di economia circolare: la nostra forte esperienza in questo campo potrà fornire un supporto strategico e di valore», afferma Luca Dal Fabbro, Presidente esecutivo di Iren SpA.
«Il recupero del litio dalle salamoie geotermiche presenta numerosi vantaggi rispetto ai metodi convenzionali, in particolare l'estrazione mineraria e l'evaporazione in bacini di litio.
Il primo vantaggio è il bilancio delle emissioni: il processo si basa sulle normali operazioni geotermiche e produce un risparmio di emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera.
Un ulteriore vantaggio è rappresentato dall'utilizzo dell'energia geotermica, ritenuta sufficiente ad alimentare le successive fasi di raffinazione senza richiedere l'approvvigionamento da fonti energetiche aggiuntive.
Inoltre, per la lavorazione non sono necessarie grandi quantità di acqua e grandi superfici, a differenza invece del processo di evaporazione nei bacini di litio, come accade nel "Triangolo del litio" in Sud America. Tutti questi fattori si riflettono positivamente su costi della produzione finale, decisamente inferiori rispetto ai processi convenzionali», spiega Alexander Burns, presidente di Altamin.
Materie prime critiche per la transizione
La disponibilità di materie prime critiche, come il litio, è fondamentale per la transizione energetica. Come ricordato dall'Agenzia Internazionale per l'Energia (IEA) un sistema energetico alimentato da tecnologie energetiche pulite differisce profondamente da quello alimentato dalle tradizionali risorse di idrocarburi.
Il litio è utilizzato soprattutto nelle batterie, dagli smartphone ai tablet, dalle auto elettriche allo stoccaggio dell'elettricità. L'IEA stima che un'auto elettrica abbia un contenuto di materie prime critiche pari a oltre sei volte quello di un'auto convenzionale dove il litio da solo vale circa 9 kg di peso.
In particolare, si prevede che la domanda di batterie al litio salirà, a livello globale, intorno ai 4.700 GWh nel 2030 con un tasso di crescita del 27% annuo (+~sei volte rispetto alla domanda del 2022) e la mobilità rappresenterà il settore con oltre il 90% della domanda.
Dalla Cina il 24% della produzione mondiale
L'Unione Europea e l'Italia dipendono fortemente dalle importazioni estere per la fornitura di litio. Oggi la maggior parte della produzione mondiale è concentrata in Australia, Cile e Cina.
Quest'ultima ne controlla da sola il 24%. La posizione della Cina diventa poi dominante se si risale la catena di approvvigionamento fino alla raffinazione, dove detiene più della metà della capacità globale. Solo l'1% circa dell'offerta globale viene coperta dall' Europa (Portogallo).
Per garantire una transizione energetica sostenibile, è fondamentale che l'Italia e l'Europa sviluppino le proprie capacità di approvvigionamento di litio, ad esempio attraverso il riciclo, migliorando sia i processi autorizzativi che incrementando le fonti di finanziamento.