L’azienda italiana Spirit, con il supporto di Fòrema, ha brevettato un processo di riciclo per le batterie agli ioni di litio e NiMh a fine vita, ricavandone ossidi per la raffinazione dei metalli e pigmenti organici. Già oggi si riciclano 10 tonnellate di batterie al mese.
Un’idea nata dall’ingegner Angelo Forestan, titolare dalla Spirit Srl, imprenditore con esperienza trentennale nel campo del riciclaggio rifiuti. «Tutto nasce dall’esigenza di valorizzare le batterie agli ioni di litio e NiMh ormai giunte a fine vita» – spiega Forestan.
Il processo di recupero ha richiesto alcuni anni di studio: nel 2020 sono arrivati l’autorizzazione definitiva e il brevetto. Il procedimento di riciclo è applicabile alle batterie agli ioni di litio e NiMh, usate per smartphone e tablet, ma anche per bici e auto elettriche. Una volta esaurite, le batterie vengono acquisite dalla Spirit.
Come si ricicla una batteria di smartphone
Che le scarica definitivamente, le seleziona, le apre e le suddivide in vari componenti, separando le polveri catodiche composte da ossidi di metalli (cobalto, nichel e miste). Queste polveri sono le basi inorganiche da cui vengono ricavati degli smalti, utilizzati nel settore manifatturiero per la colorazione delle piastrelle.
La Spirit riesce attualmente a trattare 10 tonnellate di batterie agli ioni di litio, in un mese, nel suo stabilimento di Chiampo (VI). «Entro fine anno puntiamo ad arrivare a 40 tonnellate al mese – spiega il titolare della Spirit Srl, l’ingegner Angelo Forestan. Questo processo di riciclo permette di recuperare l’80% della massa di ciascuna batteria, ricavandone polveri di metalli come rame ed alluminio. I benefici per l’ambiente sono di 2 tipi. Da un lato si riutilizzano le batterie che altrimenti andrebbero a finire in discarica. Dall’altro lato si producono polveri di metalli e metalli riducendo la loro estrazione da miniere presenti, in particolare, nei paesi africani come la Repubblica Democratica del Congo».
Fòrema ha fornito la consulenza necessaria per ottenere le autorizzazioni previste dalle autorità Europee come l’ECHA (Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche) affinché i prodotti ottenuti siano venduti ed usati in conformità alle normative vigenti.