Competenze e tecnologie per gli operatori della transizione green. Il punto di vista di Sacchi

KEY Energy Sacchi
Da sinistra: Simona Colombo, VP Marketing; Ivano Ierardi, Category Manager Rinnovabili e HVAC e Massimiliano Campori, Business Development Manager di Sacchi

Installatori, general contractor, imprese di costruzione, sono coloro che concretizzano gli obiettivi generali fissati a livello europeo e nazionale.

«Ma questi attori – ci ha raccontato a Key Energy 2024 Simona Colombo, VP Marketing di Sacchi – devono confrontarsi con un mix tecnologico che spazia dal fotovoltaico all’elettrico fino al termoidraulico. Non è sufficiente offrire loro la tecnologia, necessitano di partner in grado di supportarli con competenze qualificate per rispondere alle esigenze trasversali di famiglie e imprese.

Per questo abbiamo un’area di business specializzata nella Energy Transition con cui siamo presenti qui a Rimini».

Al Key Energy, ci siamo fatti raccontare non solo le ultime novità tecnologiche entrate nella gamma di Sacchi, ma anche i trend legati alle progettualità sui diversi segmenti di clientela, da Ivano Ierardi, Category Manager Rinnovabili e HVAC e Massimiliano Campori, Business Development Manager.

AG. Iniziamo dal segmento residenziale: la fine del Superbonus sta impattando sul mercato?

MC. Devo premettere che, in ambito residenziale, ci focalizziamo sull’efficientamento di edifici plurifamigliari. La domanda spesso è legata agli incentivi fiscali, che aiutano le famiglie a incrementare il valore degli immobili di loro proprietà e a ridurne i consumi.

C’è un doppio vantaggio: il risparmio e un valore commerciale maggiore al momento di un’eventuale vendita. Inoltre, malgrado il Superbonus 110% non sia più in auge, abbiamo ancora a disposizione incentivi molto importanti, anche al 70%.

AG. Su quale mix di tecnologie puntate nel residenziale?

MC. Le vendite di fotovoltaico e solare termico continuano positivamente e in entrambi i casi sono tecnologie ben note. Se possibile, promuoviamo l’adozione delle PdC per il riscaldamento e l’ACS, anche se, comprendiamo che i sistemi ibridi avranno ancora un ampio spazio, nel nostro Paese, fino a quando i generatori a GAS saranno incentivabili.

Se lo scopo è ridurre i consumi di gas e di elettricità, pensiamo che la transizione energetica debba basarsi su un mix di tecnologie e di fonti. L’obiettivo ideale è arrivare al full electric, ma in questi anni di cambiamento il gas sarà spesso la scelta preferita.

Bisogna anche considerare che sì, la pompa di calore può dare un grande contributo all’efficientamento energetico, ma da sola non è adatta a rispondere in tutte le zone climatiche al problema del raffrescamento e del riscaldamento.

Ecco perché optiamo per un mix. Il gas ha dei costi superiori a quelli di una pompa di calore alimentata dal fotovoltaico, ma la parte ibrida dell’impianto interviene solo quando è necessario, quando la PdC raggiunge un’efficienza molto bassa e serve l’ACS in tempi brevi.

E questo è possibile grazie alle tecnologie connesse, che rendono gli edifici più intelligenti, e realizzano per conto dell’utente il risparmio di energia.

AG. La casa “smart” è un obiettivo tecnologico importante: servono hardware e software compatibili, ma anche una buona connettività. Vedete degli ostacoli in questo senso? E il cliente residenziale è aperto verso queste soluzioni?

MC. Sicuramente il “cervello centrale” è la parte più complessa da realizzare, ma oggi siamo provvisti di soluzioni tecniche, hardware e software, che parlano tra loro e sono semplici da integrare. E teniamo d’occhio l’intelligenza artificiale, che sta facendo passi da gigante anche in questo campo.

Il nostro mercato è principalmente guidato dagli incentivi e dalle direttive europee, poi recepite in ciascuno Stato membro, ed è un bene che ci siano agevolazioni fiscali anche per lo smart building: sono normative già in vigore e il condominio, inteso come entità giuridica, può accedere a questi benefici.

Il nostro ruolo in questo contesto è quello di semplificare la vita ai nostri clienti, cioè I general contractor o le imprese di installazione, offrendo loro le migliori soluzioni e la più qualificata consulenza.

AG. Abbiamo citato diverse tecnologie per l’efficienza energetica degli immobili residenziali. Quali possiamo ormai considerare mature e comprese dal mercato, e quali invece devono ancora crescere?

MC. Sicuramente la pompa di calore non è ancora matura per l’ambiente residenziale. Non c’è dubbio che lo sia in ambito commerciale, industriale, anche nell’accoglienza come nel caso degli hotel, ma per condomini e case riteniamo che il gas farà ancora parte della realtà quotidiana del nostro Paese per diverso tempo.

In realtà, qualcosa sta già cambiando e si delinea il megatrend del prossimo decennio, cioè il blending tra il metano, o il GPL, e l’idrogeno, che oggi vediamo in una fase primordiale a causa del costo di produzione di un metro cubo di H2, davvero ancora sproporzionato rispetto al gas naturale.

AG. Il fotovoltaico residenziale ha enormemente beneficiato degli incentivi fiscali. Oggi che questa misura è ridimensionata, le famiglie guarderanno con più attenzione alla qualità degli impianti. Quali tecnologie ritenete promettenti in questo ambito?

II. Per noi la tecnologia del futuro in ambito fotovoltaico è sicuramente la HJT, che ha potenzialità superiori al cristallino, unite a una tendenza decisamente inferiore al microcrack. Due caratteristiche che consentono una produzione molto più stabile: un prodotto migliore che si traduce in minori costi.

Seguiamo quindi con molta attenzione l’evoluzione di questa tecnologia e pensiamo ci saranno delle belle novità in futuro.

AG. Un limite per molte case è l’esposizione: molti edifici sono stati costruiti senza neanche porsi il problema dell’irraggiamento solare dei tetti.

II. Una delle novità della nostra offerta è proprio la maggiore attenzione all’ottimizzazione: ci sono tetti residenziali che non hanno un buon posizionamento, oppure sono molto frazionati. Possiamo aiutare l’installatore a risolvere, almeno in parte, questi problemi fornendo consulenza per i nuovi impianti.

Ogni installazione va cucita sul cliente finale: non si può pensare che ci sia un kit adatto a tutti. Servono strutture di sostegno ad hoc, ad esempio.

AG. Con la fine del Superbonus 110%, a trainare la crescita del mercato e a generare grandi numeri saranno gli impianti industriali e commerciali?

II. Dall’inizio di questo anno stiamo vedendo un incremento di richieste per i progetti C&I. Per raggiungere gli obiettivi nazionali ed europei, d’altronde, servono impianti grandi e medio-grandi. Non bastano i tetti degli immobili residenziali.

Sapendo che ci saranno incentivi anche per gli impianti industriali e commerciali, come Sacchi, vogliamo farci trovare pronti. Stiamo selezionando prodotti e tecnologie che rispetto al passato facciano la differenza per durabilità e potenza.

AG. Per l’immediato futuro ci sono fortissime attese anche per le Comunità Energetiche Rinnovabili, finalmente ai blocchi di partenza...

II. Infatti tra le ultime novità tecnologiche abbiamo prodotti nativi per le comunità energetiche rinnovabili, in cui l’inverter già dialoga con una piattaforma digitale per la gestione delle CER, senza bisogno di articoli esterni. Questo ci rende già pronti per progetti di autoconsumo collettivo e di comunità energetica rinnovabile.

Un esempio è il W-HHT di Western Co., un inverter trifase da 5-10kW: con un semplice plug-in Chain 2 installato nell’unità abitativa, abilita un dialogo con una piattaforma digitale integrata, registrando la produzione e il consumo di ciascun membro della comunità.

Il produttore fornisce anche dei servizi legali, a pagamento, per la gestione della CER. E questo permette a noi di fornire ai nostri clienti un pacchetto a 360 gradi: dispositivi, piattaforma software e assistenza legale.

AG. Il mondo Commerciale e Industriale guarda anche ai punti di ricarica dei veicoli elettrici come fattore di attrazione della clientela e come servizio ai dipendenti. Ma con l’aumento dei veicoli elettrici in circolazione, serviranno anche punti di ricarica più innovativi e rapidi?

II. Sì, infatti tra le novità che portiamo c’è la colonnina di ricarica in corrente continua di alta potenza, anche un modello da 360 kW, prodotta da ABB. Per molte aziende c’è il tema delle flotte aziendali, sempre più elettrificate. Anche chi lavora nell’autotrasporto, nella logistica dell’ultimo miglio, nella manutenzione sta elettrificando il proprio parco veicoli.

Il vero problema per la mobilità elettrica non è mai stato l’autonomia dell’auto, bensì la velocità di ricarica. La corrente continua assolve a questa necessità e farà la differenza per l’elettrificazione delle flotte. Dietro il punto di ricarica, però, deve esserci una linea protetta e anche in quel caso possiamo dare assistenza all’installatore.

AG. E per quanto riguarda i sistemi di accumulo?

II. Anche in questo caso ci aspettiamo un’esplosione del mercato degli accumuli di grandi dimensioni, da 100 kW/h o 200 kW/h, che rispondono bene ai requisiti del nuovo bando Agrisolare.

È un salto di qualità rispetto agli impianti commerciali realizzati con prodotti residenziali “prestati” al C&I: un prodotto dedicato al settore industriale farà la differenza. Tutte queste tecnologie, infatti, vanno integrate in un approccio dedicato per supportare le imprese industriali e commerciali nella transizione energetica.