ZeroEmission: i numeri e i temi dell’edizione 2023

ZeroEmission edizione 2023
Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

Oltre 240 aziende e 225 relatori all’edizione 2023 di ZeroEmission Mediterranean e Blue Planet Economy ExpoForum, evento dedicato alla transizione energetica e all’innovazione tecnologica, che si è svolto a Fiera Roma dal 10 al 12 ottobre.

Tra le autorità anche il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione.

«Appuntamenti fieristici come ZeroEmission e Blue Planet Economy Expoforum – ha affermato – sono importanti perché consentono di mettere in rete novità e talenti. Siamo un Paese molto vivace, geniale direi: per mettere a frutto le nostre eccellenze Made in Italy servono appuntamenti che facciano incontrare le aziende con il mondo delle istituzioni e della ricerca».

Vediamo che cosa è emerso sui principali temi al centro dell’agenda.

Città e taxi volanti

Droni ed eVTOL sono sicuramente tra i protagonisti di questa edizione. Il tema è quello degli aerotaxi elettrici, frontiera della mobilità urbana a cui guardano con interesse le principali città del mondo, Roma compresa.

Velivoli meno costosi e più sostenibili di un elicottero, che potrebbero volare con alimentazione elettrica per una distanza massima di 100 chilometri circa, con molto meno rumore rispetto agli elicotteri.

Parigi punta a essere la prima città europea a offrire servizi eVTOL, in occasione delle Olimpiadi del 2024. Roma ha fatto un primo test di volo tra il centro e Fiumicino, a ottobre 2022: Aeroporti di Roma e UrbanV, società del gruppo Adr specializzata nella progettazione e realizzazione dei vertiporti stanno lavorando assieme a Leonardo per l’avvio della prima rotta commerciale entro la fine del 2024.

Per la commercializzazione in Europa sarà necessaria la certificazione dell’European Union Aviation Safety Agency. Gli analisti di Morgan Stanley stimano che il settore potrebbe valere mille miliardi di dollari entro il 2040 e 9mila miliardi di dollari entro il 2050.

Il piano europeo per le materie prime

Altro tema di stringente attualità: come approvvigionarsi delle materie prime necessarie alla transizione green?

I Paesi UE importano l’80% delle cosiddette MPC, acronimo di Materie Prime Critiche. Il 56% è controllato dalla Cina, secondo i dati di The European House Ambrosetti. E, in futuro, questa fame di materiali rari è destinata solo a crescere: si stima che nel 2050 la domanda UE di litio potrebbe moltiplicarsi di 56 volte rispetto a oggi.

L’Unione Europea si è mossa con il Critical Raw Materials Act, che dà il via alla ricerca di nuovi giacimenti e punta anche sull’economia circolare, ad esempio sul riciclo delle batterie esauste.

Il regolamento stabilisce che entro il 2030 almeno il 10% delle materie prime utilizzate nell’Ue dovrà essere estratto sul territorio europeo, almeno il 40% trasformato nell’Ue e non più del 65% del consumo europeo annuo di ciascun materiale strategico, in qualsiasi fase di trasformazione, dovrà derivare da un singolo Paese terzo.

Uno studio di Cassa Depositi e Prestiti valuta che il riciclo delle batterie esauste, nel 2040, potrebbe soddisfare la domanda europea per la mobilità elettrica per il 52% per quanto riguarda il litio e il 58% per il cobalto.

L’Italia potrebbe soddisfare, nel 2040, tra il 20% e il 32% del fabbisogno di materie prime strategiche, ma deve investire circa 336 milioni di euro per almeno 7 impianti di riciclo.

Per il litio ci sono anche due aree individuate dal Cnr per ritrovare giacimenti di litio, cioè la fascia vulcanico-geotermica peritirrenica (Toscana-Lazio-Campania), dove in passato sono stati intercettati fluidi geotermici con concentrazioni di litio fino a 480 mg/l, e la fascia della catena appenninica (da Alessandria fino a Pescara) dove sono presenti sorgenti termali, con contenuti in litio fino a 370 mg/l.

Solo nel Lazio i progetti per permessi di ricerca di litio geotermico sono 12, il più importante tra Cesano e Campagnano.

Cambia il mix delle rinnovabili, ma non gli obiettivi

Eolico e solare, lentamente, continuano a crescere. Il Global Electricity Mid-Year Insights dice che queste fonti pulite hanno complessivamente fornito il 14% dell’elettricità mondiale nei primi sei mesi del 2023, con un +12,8% rispetto al 2022. L’idroelettrico, invece, frena per l’impatto della crisi climatica sul ciclo idrico.

Pietro Pacchione, Vice Presidente di Elettricità Futura, ha ribadito che «per raggiungere il target REPowerEU è necessario installare in Italia 12 GW di rinnovabili all’anno, da qui al 2030. Nel 2023 probabilmente installeremo 6 GW, quasi la metà saranno piccoli impianti. Non solo dobbiamo raddoppiare il ritmo delle installazioni, ma e` necessario accelerare la diffusione dei grandi impianti che permettono di raggiungere l’obiettivo con economicità».

L’economia “blu” del mare

L’Italia è in buona parte circondata dal Mediterraneo: un mare che con meno dell’1% della superficie degli oceani, ospita il 18% delle specie marine conosciute. Il cambiamento climatico minaccia anche il futuro del mare. L’Italia è ben lontana dall’obiettivo europeo del 30% di aree marine protette entro il 2030.

La blue economy, cioè l’economia del mare, occupa 4,5 milioni di persone in UE, con un valore di quasi 185 miliardi di euro. In Italia siamo a 540mila lavoratori per 24,5 miliardi di valore. Dobbiamo guardare al mare sia per ripensare i trasporti merci, sia per il trasporto di energia (il 65% degli approvvigionamenti europei passa dal Mediterraneo), ma anche per la produzione di energia elettrica: i fondali marini italiani presentano un potenziale di 207,3 GW di parchi eolici offshore galleggianti.

L’appuntamento con ZeroEmission Mediterranean ritorna dal 9 all’11 ottobre 2024, a Fiera di Roma.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2023 di Energia&Mercato