La padovana CIB Unigas S.p.A ha finalizzato l’emissione del suo primo Minibond da 6,5 milioni di Euro, con cui intende supportare lo sviluppo del Piano Industriale 2020-2027 e, in particolare, il completamento dei lavori di ampliamento degli stabilimenti produttivi di Campodarsego (PD) e la costruzione della nuova sede commerciale e produttiva a Mosca, oltre che al finanziamento del lancio sul mercato di una nuova generazione di prodotti innovativi brevettati a livello globale.
I partner dell'operazione
Banca Finint e Veneto Sviluppo hanno assistito CIB Unigas rispettivamente come Arranger e Co Arranger dell’operazione. Lo studio legale NCTM ha agito in qualità di deal legal counsel.
Chi ha sottoscritto il Minibond
Il Minibond di CIB Unigas, che ha chiuso il bilancio 2019 con un valore della produzione di circa 35 milioni di Euro e un Ebitda margin del 14%, è stato sottoscritto, oltre che da Banca Finint, dal Fondo Veneto Minibond promosso e gestito dalla Federazione Veneta delle BCC e Veneto Sviluppo S.p.A., Banca IFIS, Banca di Cividale, Mediocredito Trentino Alto Adige, Neafidi, Banca Valsabbina e Banco delle Tre Venezie.
Durata e cedola
L’operazione, riservata unicamente ad investitori professionali, ha una durata di 7 anni (fino a maggio 2027) con rimborso amortising a partire da maggio 2022 e cedola annua del 3,50%.
L'export di CIB Unigas
Negli ultimi anni CIB Unigas, anche grazie all’affiancamento dell’operatore di private equity FVS SGR, controllato da Veneto Sviluppo, ha completato il processo di ricambio generazionale, con Filippo e Riccardo Pancolini, figli del fondatore, ai vertici della struttura manageriale. Il 90% del fatturato di CIB Unigas si realizza all’estero: il 60%, in particolare, in Russia e in Cina, Paesi in cui l’azienda è presente con delle filiali. Una terza filiale è invece in UK.
In Cina il Governo ha avviato un piano di conversione degli impianti di riscaldamento dal carbone al gas, per ridurre le emissioni inquinanti. CIB Unigas ha visto crescere il volume d’affari proprio per la capacità di rispettare le stringenti normative di emissioni inquinanti imposte dal Governo cinese, che devono essere inferiori ai 30 mg/kwh di ossidi di azoto.